scritta bianca 'a fine tunnel' sfondo verde con teschietti immagini di panni stesi e di una di lampada a forma di papera in dissolvenza sullo sfondo scritta 'a fine tunnel', in corsivo
scritta bianca 'a fine tunnel' sfondo verde con teschietti immagini di panni stesi e di una di lampada a forma di papera in dissolvenza sullo sfondo scritta 'a fine tunnel', in corsivo
scritta bianca 'a fine tunnel' sfondo verde con teschietti immagini di panni stesi e di una di lampada a forma di papera in dissolvenza sullo sfondo scritta 'a fine tunnel', in corsivo
GUarDo Le stELLE Mi soNo rimASte soLo quelle.
---{ martedì, settembre 28, 2004 }---

Piccolo viaggio
'vai a Grado, riporta in appartamento le biciclette'
'riportaci le coperte che fa freddo e chiudi l'acqua, eh?'

Ora o mai più. O dovrei subire lo stress della mamma che ripete le sue richieste, ogni stracazzo di santo giorno fino a quando non inizierà la stagione balneare 2005 e le coperte saranno finalmente superflue e le bici finalmente corrose dall' incuria.

Ho aprofittato del primo pomeriggio di ieri, giornata limpida e tiepida, per comportarmi secondo le aspettative e andare a Grado a recuperare coperte e biciclette.

L'ho volutamente trasformato in un viaggio di riflessione solitaria, l’ultima occasione elioterapica prima di deprimersi con le giornate brevi e senza neanche il sole di mezzanotte; scelta accurata delle cassettine da ascoltare assieme ad una grande propensione a guardare il panorama a lato della strada e le facce dei conducenti delle macchine che procedevano in senso contrario.

Speravo di riuscire a vedere le caprette nel recinto accanto al semaforo del foro romano di Aquileia e le ho viste. Speravo di vedere qualche gabbiano con sguardo cattivo appollaiato sui pali in mezzo alla laguna e l'ho visto. Scaramanzia-fai-da-te. Ho fatto fare due giri alla ormai moribonda cassetta dei Concrete, che oltre a Sescenti sexaginta sex e Patior ergo sum comprende anche la registrazione dello split Concrete/Antisgammo, uno degli split più diffusi in tutte le distribuzioni italiane ed europee.
All'epoca, aprivo la credenza della nonna e c'era lo split Concrete/Antisgammo
Andavo in giro in bici, sentivo un crac!, guardavo sotto la ruota e c'era lo split Concrete/Antisgammo.
Dentro il registro di quinta c'era lo split Concrete/Antisgammo.

Così, per assurdo.

In questo periodo apprezzo le deviazioni, i giri lunghi, le strade nuove, i nomi dei paesi.
Rallento nei ritorni, se c'è una cassettina che mi piace, per arrivare a casa in silenzio. Non dico che percorro due volte le rotonde per assecondare il tempo del nastro, ma quasi. ( vero Violette?).

La strada che da Grado porta a Gorizia costeggia campi da golf, campeggi extralusso, passa in mezzo alla riserva naturale della foce dell'isonzo (figo!) supera piccoli ponti mobili sugli ultimi specchi di laguna prima della terra ferma in direzione di Monfalcone. Poi si gira a sinistra e iniziano i paesetti. Entrando a Fogliano si incontra una centrale elettrica, si passa sopra un cavalcavia a sua volta sovrastato da un traliccio dell'alta tensione enorme, di quelli che piacerebbe immortalare al christian.

E si sono sposati in tanti questo weekend, tanti quanti i portoni lungo il mio tragitto decorati con fiocchi e palloncini bianchi.

Il parco macchine del Friuli Venezia Giulia è fra i più puliti d'italia.
Ogni autolavaggio è occupato da schiere di ometti e donnine che con la testa sotto il sedile aspirano, lucidano, sbattono i tappetini, usano prodotti specifici per il paraurti. E socializzano alla grande. Che tristezza. ( ma mai come quest'inverno! 4 gradi celsius, pioggerella fine, alle 3 del mattino, presso l'autolavaggio vicino casa mia, la visione di un essere che in maniche di camicia, sigaretta e una mano in tasca risciaqua la mercedes insaponata).

Incrocio moltissime Punto ribassate, quelle per cui un rallentatore costituisce un dramma.
Moltissime macchine hanno le coccarde rosa o azzurre in cima all'antenna dell'autoradio.
Quando alcune di queste tentano sorpassi azzardati in prossimità di una curva, doppia linea continua, vedendo sventolare i fiocchi davanti a me a tutta velocità, mi ricordo di mia madre che in simili situazioni soleva spesso commentare dal sedile del passeggero: 'ma hanno appena avuto un/a bambino/a! perchè superano così pericolosamente?' mio padre annuiva e mi guardava dal retrovisore.

Piccole lezioni subliminali di educazione civica di mammina rompiballe. Però con me hanno
funzionato. In macchina mi comporto bene, fuori non so..

Lasciato Sagrado si procede verso Poggio Terzo Armata costeggiando di nuovo l'Isonzo. Giro sul lato B una seconda volta. Urlo Three attaccato a E Poi Piove. Alberi e Isonzo a sinistra, ferrovia a sopra di me a destra. Questo tratto di strada mi piace molto: siamo nella mitteleuropa e si vede! C’è la stessa atmosfera di un altro viaggio solitario in treno da Trieste verso Zagabria, dove valli strette ed erbose si alternavano a viste su laghetti di montagna e pecore al pascolo, mentre minacciosi si aggiravano fra gli scompartimenti 2 pulotti croati. A destra una serie di passaggi sotto la ferrovia portano verso San Martino del Carso e monte S.Michele.
Zone della prima guerra mondiale, piene di targhe e ossari... è ancora la Bisiacheria questa? Penso di si. In un piazzale due carabinieri bardati con giubbotto antiproiettile escono dall'auto, sventolano pigramente la paletta, rallento, ma improvvisamente mi fanno cenno di proseguire.
Sono a Peteano. ( strage di Peteano, Gladio, strategia della tensione blablabla... )

Gli ultimi due kilometri li lascio al silenzio e ai cartelli bilingue. Finalmente riesco ad orientarmi. Sono nelle vicinanze del valico di Sant'Andrea. Giungo a Gorizia.
Mi aspetta Marika che mi legge poesie di quel punk che è Montale.
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La tengo d’occhio da parecchio, infatti Alessandra Longo è una gran donna e le sue ‘spigolature’ su Repubblica intitolate Belpaese sono degne di nota

Proprio perché degne di nota, annoto quella odierna:

Evola e la Ferilli

La destra sociale ha recuperato Sabrina Ferilli, attrice dichiaratamente di sinistra. Lei ha fatto delle dichiarazioni al ‘Corriere’ durante l’estate, citando, forse imprudentemente, il seno “generoso” delle partigiane. Il mensile Area di Settembre, periodico della corrente di An che fa parte a Storace e Alemanno, riprende l’argomento lodando la Ferilli per la sua sortita: “ E’ straordinaria!Deduce dalle caratteristiche somatiche le tendenze dell’individuo”.
I teoremi dell’attrice romana – assicurano quelli del mensile duro e puro – sarebbero piaciuti anche a Julius Evola, sponsor “ della razza del sangue e dello spirito”. Fino a qui chiamiamola tocco di ironia, poi la caduta verticale. Eccola, anche un po’ depurata:”La teoria ferillesca apre una nuova strada storiografica: la tettologia resistenziale cioè la storia della Resistenza scritta attraverso lo studio delle tette delle partigiane”.Testuale. Come il finale che propone un interrogativo degno di tutto l’articolo: e se si scoprisse che anche “tra le file opposte, tra le fasciste” c’erano seni generosi, non è forse vero che aprirebbe “un grave problema revisionistico?”.



posted by milo @ 6:35 PM

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