scritta bianca 'a fine tunnel' sfondo verde con teschietti immagini di panni stesi e di una di lampada a forma di papera in dissolvenza sullo sfondo scritta 'a fine tunnel', in corsivo
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GUarDo Le stELLE Mi soNo rimASte soLo quelle.
---{ martedì, giugno 03, 2003 }---

‘Peccato che un intero concerto dei Cave In non abbia avuto il potere di togliermi il ritornello della irritantissima canzoncina del cazzo di Veronica Lock. Beh, se non fosse stata irritantissima non me la sarei portata dentro per così tanto tempo.
Il gusto e la ricerca del trash hanno questi spiacevoli effetti collaterali.’

Questo scrivevo circa 3 settimane fa.

E dopo tre settimane sono ancora in questo stato. Accompagnando Christian alla stazione nella mia mente come folgorazione è ancora balenato l’infernale ritornello, questa volta però alternato al ricordo di un ben preciso riff dei Forstella Ford.

Già i Forstella Ford, che hanno suonato a San Giorgio di Nogaro il 27. Sostanzialmente sono dei ragazzini, ma la sanno lunga. Compatti come su disco, a sentirli in loco la voce era un po’ bassa, originali, sorprendenti creatori di un gioiellino speciale come l’album ‘Quietus’. Assieme a loro ho visto dal vivo una categoria che pensavo estinta con l’epoca glam o che nell’attuale si limitasse all’ambiente dei Backstreet Boys : la groupie.

Nonostante la pila di cd nuovi sia cresciuta parecchio questa settimana, le mie preferenze si sono pietrificate su Antenna dei Cave in ( cantare il ritornello di In my place dei Coldplay sul ritornello di Woodwork da’ una certa soddisfazione) e il nuovo dei Forstella ‘well versed in deception’ che con la sua copertina fotocopiata in bianco e nero sembra un promo sfigato di una band di cover da party di Relazioni Pubbliche.

Già Relazioni Pubbliche. E’ tanto che non bazzico dalle parti di Gorizia e ogni volta che mi capita mi viene il voltastomaco dal nervoso. Perché farsi del male e capitare laggiù in occasione della proiezione su maxischermo della partita che ha fermato l’italia? nonloso
Un tazebao notturno al jet set dei Vanzina degli anni migliori. Chi non vede in diretta non può capire così tanto fighettume, così tanto fuori posto.

Sono tantissime. La componente maschile è quasi inesistente. Hanno il glitter sotto gli occhi, i sandali alla schiava le meches, le zampe di gallina e il trucco permanente. Sono la stragrande maggioranza. Quelle due che si salvano dagli sbrilluccichii giocano a fare le morose dei Linkin’ Park.

Cio’ mi ha portato ad una riflessione molto triste: quando un normale studente di Relazioni Pubbliche, quei pochi nascosti non frequentanti che possono fare a meno delle minigonne, del glitter, dell’anoressia strategica, dei ciondoli di platino, delle scarpe Prada, del look da Cocoricò, delle camicie con le righe oblique, del beccuccio della caffettiera creato dai colletti tirati su fino a metà guancia,.. quando questi pochi normali diventeranno dottori per emanciparsi nella società tramite un reddito indipendente dovranno presentarsi presso le aziende.

Presso le aziende a questi normali sarà richiesto implicitamente di confermare o smentire l’immagine che loro hanno degli studenti di relazioni pubbliche.

Cercate di capire il dramma.

Situazione A: il capo non li assumerà mai perché da uno/a studente di Relazioni Pubbliche si aspetta un’ immagine da yuppie vincente, l’incarnazione del successo delle aziende multilevel.
Considerando la sfacciataggine odierna di certi loschi figuri si permetteranno di chiedere ad una signorina come mai non mette le minigonne pur essendo di RP.

In alternativa

Situazione B: il capo non li assumerà mai perché conoscendo la pessima fama di uno che esce da RP, teme che un dottore in tale disciplina starà tutto il giorno a limarsi le unghie o lisciarsi il ciuffo specchiandosi nei propri occhiali unisex alla Jennifer Lopez.

Già Jennifer Lopez. E’ inutile che giri video con queste basse citazioni tipiche di una che non è abituata al fine espediente della citazione: è una culona.

Lei lo sa però ci mostra lo stesso il suo culo in abbondanza, perché è cosciente del fatto che tra un paio di settimane ci abituiamo e non ci facciamo più caso.

Anzi se consideriamo che il suo culo è stato assicurato per miliardi di dollari, che tutti quelli del music business ritengono il culo della Lopez un canone di bellezza, che viene soprannominata ‘la guitara’ per il suo culo, allora pian pian piano non solo ci abitueremo alle dimensioni abnormi del culo della Lopez, ma comincerà a piacerci. Con il semplice fatto che però tutte quelle che hanno un culo delle dimensioni della Jennifer continueranno a sentirsi delle sfigate perché non sono la Lopez.

Dice il saggio:’fidati del lupo, fidati del tasso, ma non fidarti di quelle in cima alle classifiche (purtroppo) e col culo basso’.

Mi scoccia parlare qui dell’esperimento PEKKLA.
Ho riportato solo situazioni incazzose e spiacevoli, mentre PEKKLA ne rappresenta l’esatto contrario.

[…]

Di, ma lo sapevate che si scrive ColluTorio con una ‘t’ sola e non con due? Pazzesco..







posted by milo @ 9:38 PM

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