scritta bianca 'a fine tunnel' sfondo verde con teschietti immagini di panni stesi e di una di lampada a forma di papera in dissolvenza sullo sfondo scritta 'a fine tunnel', in corsivo
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GUarDo Le stELLE Mi soNo rimASte soLo quelle.
---{ sabato, giugno 01, 2002 }---

Omaggio a Via Volturno.

Il centro sociale di Via Volturno a Udine in questi giorni compie 15 anni. E sono tantissimi per un centro sociale anarchico nato in una zona che vive di alpini, sedie, vino e caserme.

Tutto è iniziato nel 1987 con un concerto supportato e trasmesso da ‘Radio Onde Furlane’ , altra istituzione del panorama autogestito friulano, a cui è seguita l’oocupazione delle due palazzine facenti parte del complesso dell ex-mercato ortofrutticolo.
La palazzina ‘b’ ha ospitato e ospita tutt’ora un Centro di Prima Accoglienza per immigrati, che ha sempre creato polemiche nelle giunte comunali udinesi che si sono susseguite nel tempo.
Nel ’91 vennero addirittura lanciate delle molotov contro la palazzina, alloggio degli immigrati ghanesi forse ad opera di gruppi di naziskin. Gli ordigni non esplosero, ma ci fu il rischio di una strage.
In totale furono tre gli attentati con bottiglie incendiarie ai danni del csa. Non male.

All’interno del collettivo del csa si sono sviluppati interessanti progetti e collettivi paralleli: dal progetto Usmis ( io al tempo ero piccola e scema e non frequentavo via Volturno, ma leggendo le pubblicazioni e sentendo i racconti altrui, pare che Usmis fosse un movimento artistico di altissimo livello, un tentativo di dadaismo friulano, una corrente cyberpunk in tempi non sospetti che permetteva a Luther Blisset di operare anche in questa landa sperduta), al Collettivo femminista libertario Dumbles (vuol dire giovani donne in una variante della lingua friulana) nato sia contro gli atteggiamenti sessisti sia per esprimere una sensibilità differente.

Da parte mia ho cercato di frequentare il centro sociale fin dall’età della ragione, passaggi in auto permettendo. Era la fine del 1994.
Sarà scontato, ma là dentro ho imparato moltissimo. Ho vissuto tutte le mie esperienze ‘forti’ di ingiustizia: ricordo l’episodio di quando abbiamo esposto sulla terrazza uno striscione contro la festa degli alpini e ci siamo ritrovati asserragliati nella palazzina per 24 ore da 500 alpini inferociti orgogliosi rappresentanti della sezione di Vicenza inferociti, finchè non è giunta la polizia a tirarlo giù il giorno dopo. Ricordo anche uno scioccante attacco dei naziskin udinesi proprio il giorno del decimo compleanno del csa, che paura fioi!

Via volturno, nonostante alcuni disaccordi sulla visione del mondo nazionalitaria-libertaria, mi è sempre piaciuto per il fatto che non si sia trasformato in un mero ritrovo piazzettaro e cannaiolo, per il coraggio delle azioni di denuncia del collettivo (memorabile il volantino ‘franz strunz’ dedicato al consigliere AN Daniele Franz, in cui veniva definito null’altro che un puzzone, con le motivazioni al seguito), per le iniziative, per i gruppi che ho visto (i Doom...e chi se li scorda più?) e che avrei voluto vedere se non fossi stata una pupetta delle elementari (primo tour europeo dei Fugazi santocielo!, Scream, Mdc, 2bad, Rain like the sound of trains etc..), per le dormite al quinto piano, a 3 metri da terra nel mitico letto a castello per gli ospiti, per le feste in cantina e i pignarul nella piazzetta ( tradizionali falò dell’epifania), per tutte le scritte che ho disseminato col passare delle stagioni…

C’è anche il sito . Per apprendere che purtroppo non è tutto rose e fiori…un palazzo della Regione a forma di sarcofago incombe.


posted by milo @ 6:17 PM

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