scritta bianca 'a fine tunnel' sfondo verde con teschietti immagini di panni stesi e di una di lampada a forma di papera in dissolvenza sullo sfondo scritta 'a fine tunnel', in corsivo
scritta bianca 'a fine tunnel' sfondo verde con teschietti immagini di panni stesi e di una di lampada a forma di papera in dissolvenza sullo sfondo scritta 'a fine tunnel', in corsivo
scritta bianca 'a fine tunnel' sfondo verde con teschietti immagini di panni stesi e di una di lampada a forma di papera in dissolvenza sullo sfondo scritta 'a fine tunnel', in corsivo
GUarDo Le stELLE Mi soNo rimASte soLo quelle.
---{ venerdì, febbraio 05, 2010 }---

{I'm so tired}

out here
i can barely see my breath
surrounded
by jealousy and death
i can't be reached
i've only had one call
dragged underneath
seperate from you all

this time
i've lost my own return
in spite of
everything i've learned
i hid my tracks
spit out all my air
slipped into cracks
stripped of all my cares

i'm so tired
sheep are counting me
no more struggle
no more energy
no more patient
you can write that down
it's all too crazy
i'm not sticking 'round

posted by milo @ 9:31 PM

0 commenti
---{ venerdì, gennaio 15, 2010 }---

Don't panic. Ok, panic.

Sì, il mondo è pieno di stronzi veraci e ruspanti. Tutti noi li abbiamo incontrati e sono i più facili da dimenticare, da elaborare e da scaraventare nel cestino. Poi esistono anche quelli che non se ne rendono proprio conto che ti stanno proprio facendo del male, mostrandosi proprio interessati a tutto di te compresa la quotidianità più insulsa e pallosa. Lanciano impalpabili fili invisibili per ancorarti a loro. Condividono, assorbono, fanno proprie cose che a te piacciono (e tu contenta e orgogliosa di te stessa ti crogioli nei solidi riferimenti comuni) e di cui parli volentieri perché senti che il tuo entusiasmo li contagia facendo prevedere che un giorno ti abbracceranno stretto stretto stretto perché hanno capito tutto. Ahahaha, le favole buFe!

posted by milo @ 4:34 PM

0 commenti
---{ domenica, novembre 22, 2009 }---

{Lebensraum}

Hai grokkato! No, ti sbagli oppure non te ne frega nulla, ma sorridi e questo è ciò che conta adesso. Poi ripeti il ripetibile entro schemi di tranquillità, mentre io curo i miei stati d’animo e finalmente recupero la rotta. Corro. Sbircio dentro le case illuminate, che sono dei Nighthawks residenziali, soffrendo un pochino le folate di vento freddo e così trovo la mia pace, o forse sono solo le endorfine. C’è un cerchio attorno agli individui, un Lebensraum, in cui di solito non so entrare: non so entrare alla prima occasione, raramente alla seconda, alla terza se ne può discutere se è un periodo fortunato. Il cerchio non è unico in realtà, perché si può essere trasparenti a più livelli, racchiude i caratteri burberi o affettuosi, i gusti e le routine, e s’interseca con i cerchi concentrici degli altri estranei. Solo attraverso molti tentativi, con il coraggio di motivazioni sempre nuove e dettagliate riesco a farmi strada senza inciampare e senza creare scossoni nella catasta di hulahoop. A volte mi sembra di esserci riuscita e invece ho solo seguito il contorno, in bilico con le braccia aperte, incapace di cadere dal lato giusto. Alcuni passi sono sicuri, altri mi fanno tentennare smarrita con effetti comici per tutti. Entrare non significa invadere, eppure il successo sulle isometrie giunge sempre casualmente; per di più sono abbastanza scarsa rispetto agli altri giocatori e, a complicare le cose, mi guida la convinzione che riesco a cadere agevolmente nella parte giusta del cerchio solo se non provo interesse nel farlo. Non so perché succede; forse perché invece di pensare che siamo tutti isole circondate da anelli di Saturno e molte moltissime lune, dovrei credere che tutti... ehm, parecchi... ehm, qualcuno ha bisogno di me fregandosene per contratto dei cerchi, ma suona un po’ presuntuoso. Un buon compromesso è godersi questo ottimo krapfen e le letture mattutine indugiando sotto le coperte.

posted by milo @ 11:06 AM

0 commenti
---{ domenica, novembre 08, 2009 }---

{When you are engulfed in flames}

Vorrei accanto qualcuno che mi dica che andrà tutto bene.
Oppure vorrei accanto qualcuno che mi ascolti mentre dico che andrà tutto bene,
e tragga dalle mie parole sollievo e nuova fiducia.

posted by milo @ 12:52 PM

0 commenti
---{ mercoledì, settembre 23, 2009 }---

Non è la fine del mondo

C’è una sigaretta spenta nel posacenere, la prima della giornata, e rimangono nell'aria dei piccoli sospiri d’insofferenza cortese. Non è ancora successo, ma dal passo trascinato con cui si avvicina alla soglia di casa si può intuire che la scena sarà questa. Consapevole di portare solo negatività inconsolabile che attribuisci ai bioritmi, potevi startene a casa piuttosto. Non ho le facoltà mentali per trasmettere banalità ora.

Schiaccia il mozzicone e si prepara all’ascolto osservando come io non l’osservo. Non dirò molto: sono concentrata a sentirmi poco spontanea. Non dirò molto: ciò che desidero di più adesso è parlare con qualcun altro di carattere diametralmente opposto al mio, che mi ricordi quanto sia facile ascoltare e parlare rispecchiandomi nei suoi sorrisi.

Si sbriciola così, a ripetizione, ogni mio intento comunicativo e finalmente produco quelle banalità che entrambi attendavamo: io con fastidio, tu con sollievo. In questo momento sono un libro aperto. Ma faccio trasparire gli stati d’animo sbagliati. Mi guarda e butta la testa indietro con un gesto un po’ troppo solare per la circostanza: “Ah, ho capito come ti senti!”. No, hai solo avuto l’impressione di aver individuato rassicuranti similitudini con le tue tristezze, le cui motivazioni ricalcano gli articoli brevi di riviste femminili e hanno il pregio di elevare di rango le mie, anche se continuo a chiedermi in modo dannoso e ostinato cosa c’è che non va in me.

Riempi per favore queste pause. Per favore, continua, intanto che mi sento un po’ stronza almeno in un innocuo dialogo con me stessa. Tutte le tue frasi consolatorie iniziano con un desolante: “Eh, sai noi donne...”.

Per risponderti potrò sorridere con gli occhi ribattendo in silenzio perché fare finta di condividere lo stesso disagio è la soluzione più comoda in questo momento in cui non so, per l’ennesima volta, raccontare nulla a me stessa di questa cosa stolida, solida e moderatamente ramificata come un baobab.

Lotto per il raro verificarsi del previsto. Cosa cambia se lo dico? È una vita che cerco di voler bene alle persone. Non sono patetica.

posted by milo @ 1:00 PM

1 commenti
---{ lunedì, luglio 20, 2009 }---

Entro in un negozio d'abbigliamento della grande distribuzione, mi provo un paio di vestiti con poca convinzione.

La filodiffusione manda nell'ordine:

- Only shallow dei My bloody Valentine
- All around the world dei Jam
- Don't want to know if you are lonely degli Husker Du

Improvvisamente il mondo è sembrato un posto migliore.

posted by milo @ 2:00 AM

0 commenti
---{ venerdì, giugno 05, 2009 }---

{Senti, ma che tipo di festa è, non è che alle dieci state tutti a ballare in girotondo, io sto buttato in un angolo, no... ah no: se si balla non vengo. No, no... allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?}

L’estate si avvicina ad ampi balzi, diminuisce l’appetito, aumenta la fotofobia degli occhietti delicati, ci si prepara e si torna dai festival. Quelli altrui. Non il mio. Quest’anno lo Shagoo infatti non si farà.

Più che optare per un abbandono definitivo, mi auspico che festival e organizzatori si siano presi un anno sabbatico, scoraggiati temporaneamente dall’atmosfera globale da shock petrolifero del ’73.

Quest’anno lasciamo il pubblico a rimuginare solo soletto sulla mancanza dello Shagoo e a percepire finalmente il lieve senso di nostalgia e vuoto che genera questa mancanza. Sì, perché quando ci si tira fuori dal mercato così a tradimento, ci si può anche prendere il lusso della presunzione di essere rimpianti dalla piccola collettività che aveva fatto del festival un appuntamento abituale.

Nel resto dell’Italia le iniziative non sono mica scomparse, anzi sono ben numerose rispetto ad un tempo. Le realtà commerciali si stanno appropriando con forza spigliata SIA della proposta mainstream SIA della controproposta underground indipendente CONTEMPORANEAMENTE. La gente però non si sente presa per il culo e non percepisce questa tensione concettuale, perciò in realtà forse nessuno sentirà la mancanza dello Shagoo.

Ad esempio un MIAMI dà tutto: lì essere poser non è una condizione negativa, è condiviso ed accettato, è sintomo di alta ironia. Il Miami è l’evento dei vincenti che fingono di essere perdenti, perché in quello spazio condiviso non è necessario raccontare una passione profonda e coltivata per rapportarsi e comunicare con successo con gli altri. Basta scendere in strada e ballare ballare ballare, blandi nei simboli, blandi nei significati di questi simboli.

L’assimilazione dei dischi, la capacità di approfondire aspetti secondo percorsi sistematici, come in una spirale positivamente discendente la cui parte finale è rivolta verso il tentativo di cogliere l’essenza di un movimento, di un’etichetta, di un gruppo di persone, è inutile fatica. Se proprio devi dimostrare un qualche spessore intellettuale sappi che in una notte il tuo hard disk si può riempire di 800 GB di mp3, che saranno sempre più di quanti un appassionato di medio livello riesce ad accumulare con i metodi tradizionali degli acquisti fuori e dentro il circuito dei concerti nel giro di un decennio.

Naturalmente non siamo dentro 1984: una determinata dimensione indipendente non è ancora morta. Come per il punk e le successive evoluzioni dell’hardcore essa è scesa di nuovo alla chetichella nel sottoscala.

L’emo è ormai patrimonio delle culture giovanili più ridicole? E lei si nasconde per essere di nuovo preziosa, per insegnare a chi vuole ascoltare, per usare col contagocce la democraticità della Rete mescolando nuove trovate ad aspetti della vecchia scuola che sono sopravvissuti alla prova del tempo e sono finalmente amati.

Un’irruenza semplice e la dimensione amicale sembrano le priorità del progetto Lago Morto, band punk hc , di hc dritto dritto. In questo 2009 Lago Morto va ricordato per la particolarità di un tour di 14 giorni dentro location insolite (pizzerie, gelaterie, negozi di dvd, lavanderie) della sola zona di Vittorio Veneto, innestando su elementi di uno spirito originario una proposta nuova, nel tentativo di attrarre gente normale che desidera osservare da vicino il rumore di uno show così schietto.

Questo sulla carta. Dal vivo l’esperienza Lago Morto la assimilo in modo leggermente diverso. Osservo il pogo a pochi centimetri da me, dentro una pizzeria. I gestori spinano birre rassegnati, senza accorgersi che il loro giro d’affari sta subendo un’impennata grazie a questi punk che non si comportano come i punk, e da bravi imprenditori indefessi scuotono la testa senza far trasparire un filo di curiosità che sia uno.

Occasioni come queste fanno ormai parte raramente della mia agenda e mi chiedo se è questo il motivo per cui accetto con benevolenza questo tentativo di recupero di uno spirito che sembra esistere solo come proiezione mentale nelle singole menti.

Complici N. che mi istiga con commenti sarcastici sulla “scena” e un televisore lasciato deliberatamente acceso sulla programmazione corrente di italia uno, la situazione viene percepita in tutta la sua ingenuità un po’ costruita. Ritrovo però le atmosfere di quel bel pubblico di tutti i concerti nella biblioteca di Aidussina. E in fondo mi basta.

Ma tornando a noi lo Shagoo non si farà, dicevo. Non ci crediamo neppure noi che a conti fatti sono passati 6 anni dalla prima edizione gioiosa e scalcagnata.

Lasciarsi andare al tono epico è del tutto fuori luogo per una manifestazione come la nostra, però quando si parla fra noi di questa creaturina in stand-by non riusciamo a trattenerci dallo scherzarci su. Abbiamo visto dei ragazzini crescere, abbiamo visto delle persone che risiedono lontane dallo scomodo nord-est che si sono avventurate oltre Mestre per giungere nello scomodo Friuli per piantare le tende e seguire tutte e 6 le edizione del nostro piccolo festival anno dopo anno, sedendosi ad un certo punto dalla stessa parte del bancone di noi organizzatori, entrando in cucina la mattina in pigiama grattandosi la testa e spalancando il grande frigo industriale come se fosse quello di casa loro.

Se proprio si vuol continuare sulla falsariga di questo tono di boria scherzosa, aggiungiamo il fatto che ormai in questo periodo è abitudine dare un’occhiata alle scalette di festival estivi ben più blasonati del nostro e constatare con ironia compiaciuta che i programmi offerti, in linea di massima, non sono altro che un mix di ri-proposte in ritardo di band che già avevano calcato il nostro palco o quello di festival a cui ci sentiamo più attitudinalmente vicini, come ad esempio l’Antimtvday di Bologna. Chissà se almeno loro resisteranno quest’anno.

Guardo un po’ di MTV, scorro con gli occhi qualche Webzine italiana, leggo qualche blog collegato e posso comprendere come sia facile per un’élite appropriarsi di concetti così sfuggevoli. In fondo basta arrivare per primi e avere la disonestà intellettuale di metterci la mano sopra e dire questo è mio e ha questa forma esclusiva. Sono Carlo Pastore e questo è il do it yourself.

È difficile ribellarsi a tale smacco e a ribattere su un tema così sfaccettato: ci vuole esercizio, ci vuole gente che sappia rispondere coniugando nozioni concrete e appeal comunicativo per non annoiare e non far sembrare tutto un retaggio passato.

La tematica del do it yourself necessiterebbe di un’analisi continua e sistematica non tanto per autocelebrazione, quanto per abituare la gente a pensare e a percepire la contraddizione in termini di cui si parlava prima, di una proposta e controproposta in mano a soggetti commerciali che non dovrebbero per definizione avere nulla a che fare con tutto questo.

L’attitudine è un concetto impegnativo da spiegare, a me non sembra neppure adatto il termine attitudine per la supponenza implicita che trasmette. I confini semantici sono per fortuna sfuggevoli quanto basta per essere oggetto di ridefinizione dinamica che genera innovazione. Se poi ci si ritrova dentro ad una situazione organizzativa che necessita di questa cosa indefinita, ma innegabilmente presente e pronta a essere plasmata, tale situazione ti priva automaticamente della distanza di analisi giusta per azzardare descrizioni.

Ma Carlo Pastore si appropria del do it yourself edulcorandolo, quindi mi sembra doveroso azzardare una descrizione che riguardi il mio rapporto con gli eventi diy dove il valore dell’assimilazione sia cruciale.

Si può parlare in questo caso di teorema dimostrato per negazione, o meglio sottrazione? Amo descrivere lo Shagoo come un festival in cui innanzitutto si ragiona per sottrazione: non siamo in grado di definire cosa questo festival dovrebbe significare e trasmettere, ma siamo in grado di individuare bene in qualità di fruitori e appassionati di musica e manifestazioni, cosa non ci piace dei festival che non ci piacciono.

Ragionare per sottrazione in questo caso significa andare avanti sapendo ciò che NON vogliamo che lo Shagoo diventi. Con il passare degli anni questa idea dai deboli confini si è rivelata la scelta vincente perché ha permesso alle diverse anime che compongono il comitato organizzatore di creare qualcosa in cui ci fosse uno spazio ragionato sia per le esigenze degli ascoltatori, sia per quelle dei musicisti, sfruttando la forza del nostro comitato che sta proprio in questa eterogeneità di queste competenze.

In questo non avere una direzione precisa, lo Shagoo ha preso inevitabilmente una direzione. Quella importantissima dell’amicizia e dei blandi inevitabili compromessi. Si parte dalle piccole cose: si cerca di mettere cura in tutto quello che si fa, si cerca prima di tutto di accogliere il pubblico e le band con un sorriso, con qualche attenzione inaspettata in più senza fare i leccaculo, si cerca di sfruttare al massimo la rete amicale perché la frequentazione continua di festival di questa cosa evanescente e autogestita detta anche “scena” ci ha permesso di entrare in contatto con persone davvero in gamba ed appassionate , che sarebbe stato difficile intercettare con una gestione più professionale e professionistica del festival.

L’empatia su cui si è provato a lavorare, prevede uno scambio biunivoco fra due parti. Per il nostro festival questo scambio biunivoco è stato essenziale ed evidente. Si è concretizzato soprattutto nei primi anni, quando il festival era in una fase embrionale, in un piccolo fatto di grande rilevanza: ci sono state decine e decine di band che di fronte a una laconica mail di presentazione hanno deciso di rischiare e di accontentarsi di rimborsi simbolici. Un gesto forse piccolo se fatto rientrare nel “rischio di impresa” che corrono abitualmente i singoli gruppi, ma se moltiplicato per più cervelli, ecco che si comprende dove ha origine il vero do it yourself e perché riveste significati fondamentali nella vita di una comunità di nicchia ma non troppo, che tenta di fare il possibile per trasferire determinati principi etici nati dal basso nel mondo dei “normali” .

In tutto questo ciclo virtuoso apparentemente mancava un feedback strutturato, una risposta concreta del pubblico che ci facesse capire in qualche modo che questo nostro vagare per tentativi ed errori alla ricerca della dimensione ottimale, in cui convergessero la felicità di organizzatori, dello staff delle band, dei critici e pubblico, fosse apprezzato.

Quando il rito è ormai consolidato, lo sono anche le aspettative, ma quando il rito dell’appuntamento di fine estate con cadenza annuale è venuto a mancare per intoppi burocratici gravi le voci di protesta si sono levate, anche numerose per fortuna.

L’unica “proposta” che abbiamo voluto introdurre e che è diventato un po’ anche il marchio di fabbrica che si fa ricordare al di là della musica è stata quella di offrire un menu basato esclusivamente su piatti vegani (che quindi non contengono né carne, né pesce, né alcun tipo di derivato animale). Questo non certo per proselitismo ma per mera scelta pratica naturale: perché io vegetariana che organizzo un festival, che devo lavorare in cucina per 3 giorni di fila, gratis, devo anche costringermi a maneggiare alimenti che non mi va facciano più parte della mia vita?

Così, senza fanatismi di sorta.

I New Year nella penombra dello splendido auditorium di Barcellona cantano solenni e slowcore "The end's not near /It's here / Alleluia, spread the cheer / And watch the millenarians / Throw a party for a thousand years" e gioisco nervosa per come tutto ciò combaci alla perfezione con il mio stato d'animo finalista riguardo soprattutto le tematiche di questo post.

Sento che lo spirito originario, se mai ci è stato, si è perso e che molte cose sono state danneggiate, cancellate, cambiate. La mia parte pessimista sente che sto tagliando ponti senza evolvermi, genero e sono vittima di cambi di equilibrio, soffro quelli di atteggiamento ma poi mi abituo; c'è poi la mia parte ottimista (e le fasi già vissute, analoghe a questa) che mi insegna che quando ritengo che alcune situazioni si sono diluite per sempre, è la volta buona che riemergono per smentirmi e farmi risalire in cima alla collinetta delle montagne russe a percepire di nuovo l'emozione dell'aria in faccia nei saliscendi rendendo più pacato e obiettivo il mio auto-narrarmi.

posted by milo @ 4:15 PM

0 commenti
---{ martedì, maggio 19, 2009 }---

J'haikkuse

Come ci si sente? Beh,
stanchi, stupidi,
e dolorosamente mediocri.

posted by milo @ 7:48 PM

0 commenti
---{ lunedì, maggio 11, 2009 }---

“Vado! Non mi piace questa canzone!”
“Quale canzone?”
“Quella che sento da dentro il locale mentre noi siamo qua fuori a goderci il fresco. Vado!”
“Ma se si riesce a percepirla appena! Stai male.”
“Sì.”

White Town, “Your Woman”. Ormai dimenticata, come avviene nel destino delle hit one-hit-wonder, aveva raggiunto la vetta delle classifiche inglesi proprio in quell’estate nefasta. Aveva un video in bianco e nero, una fotografia curata che inscenava con modalità da film muto un percorso di vita femminile e ha fatto da colonna sonora inconsapevole al momento più drammatico. Per la verità il ricordo completo comprende anche due infermiere appoggiate specularmente agli stipiti della porta di terapia intensiva come le sfingi della Storia infinita. Parlottavano amabilmente non proprio sottovoce di ricette di cucina mentre io ero intenta a calzare le foderine sterili con lentezza e delicatezza esasperanti, nel tentativo di mantenere disperatamente il più a lungo possibile quel momento di calma sospesa nella fissità dell’aria dell’occhio del ciclone.

Dentro la stanza quieta, tra un lampo e un tuono che si disegnavano fuori dalla finestra ,“Your Woman” entrava nella storia, nella mia storia, nel modo peggiore possibile. Trasmessa in lontananza da una radiolina era l’unico elemento che scandiva il tempo altrimenti immobile. Quanto mi sarebbe piaciuto che quel frammento di vita fosse rimasto congelato; non pretendevo che si tornasse indietro, ma almeno che accadesse un semi-miracolo per lasciare tutto così com’era con me con la testa fra le mani a fissare le fughe del pavimento sentendo a ogni sospiro profondo il sollievo della speranza che s’infondeva tra i presenti. Quella canzone insulsa, circolare e apparentemente innocua era invece l’unico elemento che mi stava ricordando con insistenza delicata quanto avrei sofferto di lì a pochi istanti.

In quell’anno, dopo i fattacci, digerivo con misura e rassegnazione il trauma. Poche uscite controllate di notte guidando in solitaria alla ricerca del mare. Era fondamentale evitare con cura l’ascolto di quella canzone attraverso lo zapping o spegnendo tempestivamente la radio.

Ieri sera invece quando un dj in una sala lontana ha mandato questo brano, magari compiacendosi con se stesso per la chicca dissepolta dalle sabbie del tempo, non sono riuscita a schivarlo. A tradimento mi sono trovata costretta a riassaporare in lontananza il suo ritornello catchy. Risentirlo nella sua interezza dopo anni mi ha letteralmente segato le gambe. D’altro canto cosa potevo fare? Fuggire? Come avrei potuto giustificare una fuga improvvisa? Però l’ho fatto. Appena a casa, ho scritto.

“Vado! Non mi piace questa canzone!”
“Quale canzone?”
“Quella che sento da dentro il locale mentre noi siamo qua fuori a goderci il fresco. Vado!”
“Ma se si riesce a percepirla appena! Stai male.”
“Sì.”

posted by milo @ 10:54 PM

0 commenti
---{ mercoledì, maggio 06, 2009 }---

{Hey you, new wave}

“Cos’hai?”. Lei risponde lasciando brillare l’occhio lucido. M. mi guarda, la guarda, insiste per cerimoniale diplomatico: “Si può sapere cos’hai? Posso fare qualcosa per te?”. Allontanandosi lascia ancora una volta che sia il silenzio a rispondere per lei.

E io odio, quanto le odio queste situazioni. Mi sembra di aver a che fare con una moltitudine di piagnucolose, non una ma centinaia, che per una passeggiata sulla scogliera indossano le decollete da minimo sforzo metropolitano e si fermano nel mezzo della marcia, doloranti, contro il muro di roccia massaggiandosi il calcagno con sguardo puro e supplichevole di chi non si pente di essere prima di tutto stupida.

Dovrei iniziare a fare arti marziali, a prendere a calci un brutto sacco di plastica, a sentire la fatica vera propedeutica alla gioia della stanchezza salutare, dovrei iniziare a dimenticare attese, empatie, approcci da colibrì. Darci un taglio con l'autoetichettamento e riconoscere quando mi conviene comportarmi spavaldamente da piaga.

E invece no: ripercorro con senso di pace la naturalezza del gesto di quando lui mi accoglie inaspettatamente ancora una volta.

posted by milo @ 2:27 PM

0 commenti
---{ lunedì, aprile 13, 2009 }---

{I cani di Pavlov e quelli dei punkabbestia}

Per allenare il senso del trash in attesa che spiova, ridendo ci accingiamo a gustarci “Fuori Vena” lungometraggio opera prima di Tekla Taidelli, film off sui punkabbestia milanesi. Affiliamo scetticismo e commenti sagaci: vi avviso, di questi punkabbestia ne sentirete anche la puzza!

Invece mi ritrovo zitta e rapita dalle immagini a mormorare commenti per nulla sagaci, ma solo di sorpresa sulla capacità documentaristica. Ricadono vive su di me storie di persone che ho realmente conosciuto. Mi stupisco di come questa regista insopportabile non abbia inventato nulla a parte un montaggio forsennato, dove l’esagerazione tossica diviene affascinante, e di come ci sia anche parte di me, personaggio secondario, là dentro. Ad ogni uè Barabba, bella zio, sto iperlesa, toffa pronunciato sussulto e aggiungo pezzi alla fotografia, flash scomodi e sedimentati di gente che sapeva solo dire con tono da chi sa parlare solo per grandi verità quanto è figo il cyberpunk-cioè-figa sotto l’eco di ignobili dischi di dub e tarantelle salentine.

Aneddoti raccontabili di numeri, spostamenti, case, rischi corsi, alcool, risse, sentimenti amplificati, capelli bianchi di genitori preoccupati – ma per lo più incoscienti/assenti – salgono confusi e vengono spinti di nuovo giù per non disturbare la visione del film agli altri.

Persiste però il ricordo di un fiore disegnato male, in fretta, piccolo e in un angolo. È un simbolo che strideva nella Smemoranda strapiena di collage composti con gusto estetico adulto di I., studentessa del liceo artistico capace di prodezze grafiche che avrei voluto fare mie e riversarle nella passione con cui disegnavo figure piatte sul banco di scuola nelle ore morte dei mesi invernali.

Accanto a questo fiore, una dedica a Fabietto. Fabietto era quello morto per un incidente in auto o quello ridotto a sé stesso, decerebrato dopo essere caduto in un tombino sotto l’effetto di un trip e ripescato 10 ore dopo con una gamba rotta e i pensieri anche?

Di tanti che mi corrispondevano, forse era quello un po’ spento.
“Spento” in quelle compagnie non è quel che si dice un significativo tratto del carattere.

In quella squadretta di persone, che più piscine avevano nell’attico del papy più vicino dormivano alla cacca dei propri cani, tutti erano più o meno spenti. I più vulnerabili dimenticavano nozioni e appuntamenti, si confrontavano esorcizzando le dimenticanze quotidiane macroscopiche in comune e ridevano sguaiatamente con un secondo e mezzo di ritardo, interrompendo l’ilarità di botto come se se si stessero prendendo tutti per il culo a vicenda.

Fabietto mi accoglieva con un calorosissssssssssssssimo “Come va?” senza dedicare un frammento di secondo della sua attenzione danneggiata alla risposta. Ma anche questo a Milano non è un tratto distintivo del carattere di una singola persona. Sedeva sul prato del parco Sempione tenendo lo sguardo basso, tormentando pigramente con uno stecchino le All Star con la testa appoggiata al ginocchio. A differenza degli altri, che si agitavano scomposti come cuccioli, si muoveva lento e pacato con una mano sempre pronta a proteggere gli occhi dal sole. La keta provoca fotofobia?

Io ero quella con la schiena appoggiata all’albero, regolare, fuori dal cerchio dei fumatori, che osservava da lontano il loro silenzio e gli scoppi improvvisi di discorsi funzionali su ciò che stavano fumando o su dove andare a fumare in vacanza.

Con queste premesse, ma anche altre, mi era facile riconoscere già allora che ero contemporaneamente fuori e dentro a questo gruppo dei pari. Mi trovavo lì trascinata da I. e da quelle che un po’ per inerzia, un po’ per affinità identificavo come le mie amiche più care.

Quelle ore assolate – perché non ricordo giornate di pioggia di questi inizi estate milanesi? - al Sempione le passavo continuando a rifiutare settimana dopo settimana sigarette che uscivano verso di me dal giro; per precauzione sociale tenevo a portata di mano sempre una birra da sollevare e mostrare al buon samaritano per fermare il suo gesto generoso e dissimulare con nonchalance: “No, grazie. Ho già questa.”. Questa battuta lasciava le azioni degli altri a mezz’aria, quelli più stupiti alzavano gli occhiali da sole sulla fronte per guardarmi meglio. Sorridevo, bevevo un sorso, invocavo bombe atomiche, autoclave e forniture per un anno di Lysoform. Sì, siete più punk di me.

Le mie amiche stavano prendendo una brutta piega, o meglio quello che a me sembrava una brutta piega ma che forse era una deriva naturale per qualsiasi ragazzo un po’ alternativo che vive in una metropoli. Poi l’hanno davvero presa seguendo un percorso in crescendo da manuale, rigorose nei loro errori come se volessero dare ragione alle tesi delle mamme antirock e di tutte le associazioni cattoliche. Ecco, io mi sarei trattenuta se non altro per non fare il loro gioco.

Da parte mia un po’ mi preoccupavo, un po’ rimpiangevo le nottate passate sul terrazzone di Grado a raccontarci tutto dell’ingresso nell’adolescenza incoraggiate dal panorama della laguna e dalle lucine splendide a filo d’acqua, ma lì principalmente con la schiena protetta dall’albero mi godevo la mia abilità di giocare col fuoco e di sfiorarlo con costanza senza mai scottarmi.

ps: sì, sono vive e normali.

posted by milo @ 2:30 PM

3 commenti
---{ martedì, marzo 24, 2009 }---

{le vite degli altri}

So che c’è qualcosa che voglio scrivere. Per ora è in fondo. È ben sepolto ma mi distrae. Ogni tanto, prima di svanire di nuovo flebile, si arrampica con me lungo alcune strade di collina interrotte da grandi campi dove riduco tutto a linee, cerchi e altre forme elementari. Mi volto all'improvviso e cammino sicura di non cadere all'indietro abbracciando con uno sguardo il paesaggio ordinato di tutta la terra arata e del cielo non eccezionalmente azzurro.

posted by milo @ 5:50 PM

0 commenti
---{ mercoledì, marzo 11, 2009 }---

{Cogito ergo boom}
{Penso quindi smono}

Come a quel mio primo concerto serio.

Spostando leggermente la testa , facendo tap tap sulla sua spalla, mia sorella si sarebbe chinata nella mia direzione e avrebbe raccolto circa 16 anni fa il mio commento annoiato e veloce, enfatizzato da un umph e braccia improvvisamente conserte: “IO con la musica non ci avrò MAI nulla a che fare!”.

I fatti che seguirono quel concerto d’estate inoltrata smentirono in modo sbarazzino e meraviglioso quella dichiarazione, tantoché essa sta ancora riecheggiando nei medesimi luoghi in cui fu pronunciata con lo stesso effetto di sleale senno di poi della frase di uno dei due Lumiere: “Il cinema è un'invenzione senza futuro”.

Dopo anni in cui la musica ha avuto MOLTO a che fare con ME e mi rende tutt’ora capace di monotematicità inconsapevole, eccomi di nuovo a sentirmi così addentro a un’esperienza nuova.

Un secondo concerto non da bambini, ma per grandi: applaudo quando applaudono gli altri.

Una mano scosta la tenda del piccolo sipario. Il legno chiaro intorno, i bisbigli composti, le poche figure in piedi, solo teste e gambe. Valuto quante gambe sono vestite con mise da grande soirée e quante teste hanno optato invece per un semplice casual. Cerco indizi su come va vissuta la serata che si sta per aprire.

Appare come se si fosse appena svegliato, entra dalla tenda rossa scostata mentre le luci leggermente si abbassano, e accenna un inchino strano e studiato sovrapponendo le mani distese come se volesse fare l’esercizio del tocco della punta dei piedi fermandosi però alle ginocchia. Quando si siede ci mostra la tanta normalità della sua esperienza. Nella tasca laterale si intuisce attraverso la stoffa la sagoma di un portafoglio gonfio. Al polso sinistro ha un orologio di plasticona blu puffo che ogni tanto aggiusta con un rapido gesto.

Inizia a suonare. Le scarpe seguono la forma della pedaliera, i cuoi nella parte centrale della tomaia si piegano in modo innaturale: lo immagino nel salotto di casa sua che suona per anni con la pianta salda a terra e le punte a comandare i pedali, la moglie che rassetta e sposta vasi di fiori di foggia neoclassica, affacciandosi velocemente nella cornice degli stipiti della porta per brontolargli contro perché sta rovinando tutte le scarpe. Forse non è sposato.

Mancano le percussioni, il ronzio di un ampli acceso, la polvere perenne che si deposita sugli strumenti. Non riesco a scattare foto mentali delle sagome nei chiaroscuri di un palco. Avanti così per più di un’ora.

Osservare le sue mani in professionale movimento crea l’esperienza gradevole. Mi chedo se non avessi avuto quella prospettiva se l’esperienza si sarebbe creata bene lo stesso. Le mani effettivamente volteggiano sulla tastiera, ipnotiche proprio come nelle sonate descritte in narrativa. Ma non mi basta. Incrociano poco, ci si aspetta ricami di metri quadri e invece ci sono solo accenni sonori di trame e orditi.

Vorrei elementi per capire se vale la pena ricordare i gesti per come sono e creare una cornice per sapere fino a che punto possono muovere le sensazioni. Assaporarle entro determinati confini di analisi le conserverebbe utili.

Mi lascio così coccolare dalla noia di alcuni passaggi di uno dei più grandi pianisti a livello internazionale.

posted by milo @ 2:04 PM

0 commenti
---{ mercoledì, febbraio 25, 2009 }---

{Se trovassi le parole, le direi davvero?}

Non posso schivare richieste d’amicizia da zombie del passato.
Di alcune persone sono curiosa di capire quanto differiscano da me a tot. anni di distanza, mentre del delta di pensiero di altre non so cosa farmene. Accetto anche altre amicizie più formali per accorgermi poi che quando leggo le discussioni su temi seri sugli status di FB cerco di scorrere con gli occhi e distogliere lo sguardo, desiderando di saperne di meno e non di più.

Vedo inutile solennità, ma non credo di essere l’unica a pensarla così. L'immediatezza di ricerca del consenso di quei messaggi e del blog-pensiero sono ancora una modalità comunicativa troppo giovane per non essere scambiata spesse volte per inutile sottile saccenza. L'atteggiamento che muta da un'ora all'altra ammanta tutto di dietrologia.

Ancora una volta l'ironia/autoironia sembra l'unico modo per riappropriarsi degli scritti, per colpire senza minaccia e non essere fastidiosi, sempre in cerca di una morale a tutti costi.

Poi chi scrive bene si vede, per fortuna.

Sarà per quello che di solito mi dedico alle column inglesi: la barriera della lingua mi impedisce di pensare troppo profondamente alle scelte stilistiche di persone che non hanno una tradizionale autorevolezza.

Il supporto della carta dona questa autorevolezza. Il web la toglie.

Dei blog americani mi disorienta la loro scarsa capacità di condensare. La ridondanza in cui spesso cadono paradossalmente mi impedisce di digerire i concetti.

Il lato positivo della faccenda è che ragionando su dettagli così superflui, per contro assorbo con genuina ammirazione il materiale che davvero mi piace, mi perdo nella cornice, mi ci affeziono con moderata gioiosa attesa e perdono agli autori quasi ogni loro scivolone.

posted by milo @ 1:17 AM

0 commenti
---{ lunedì, febbraio 16, 2009 }---

{Non me somiglia pe' niente!}

Ho scoperto in rete una che scrive come me.
Ovviamente non mi piace.

posted by milo @ 2:40 PM

0 commenti
---{ venerdì, gennaio 09, 2009 }---

{Ocio}
{Revolution starts at home, preferably in the bathroom mirror}

Dove ha termine l’autocompiacenza nel raccontarsi?

Lei sostiene che ha termine davanti allo specchio in bagno, quando si ritrova in piena sincerità e solitudine a scomodare pensieri che credeva fosse capace di esprimere solo di fronte a un’altra persona con l’unico scopo di attirare la sua attenzione su di lei.

“C’ho il proBBlema, intanto che ne parliamo stai con me e passiamo il tempo assieme così”. È una strategia mondialmente e uniformemente diffusa nelle diverse fasce di età, non sarebbe grave attuarla. Ci vuole abilità però, lei ha solo tempo per sfogliare le bucce del proprio animo invece, quindi non sta bluffando.

“Non si può mentire a sé stessi”. Che frase da incarto del Bacio Perugina, che frase comoda. L'occhio le cade su un libro di Coelho accanto a una pila della Yoshimoto e le viene automatico pensare l'esatto contrario. L'avrebbe fatto comunque, ma meno rapidamente.

Infatti non riesce a togliersi dalla testa che l’utilità la vivacità di queste considerazioni sull’immagine riflessa, ricche articolate e così fluide e logiche dentro la sua testa, si esauriscono subito. Si spengono quando, ascoltando le proprie parole, ci si sente di nuovo in malafede nel non aver fatto altro che richiamare un proBBlema frivolo e furbetto costruito per l’occasione. Quindi a seconda dei punti di vista che non tengono in considerazione il suo, l’utilità e la vivacità di questi scritti terminano fra pochissimo o perfino adesso.

Adesso. Extra omnes.

La sagoma dettagliata della sua immagine nella vetrina colpita da luce naturale grigia l’incoraggia a proseguire con il racconto interiore, rassicurata dalla rete di salvataggio creata dalla sincerità di quello che percepisce dentro di sé e dalla buonafede che a ondate riacquista vigore.

Riprende guardando il ciottolato: “L’insicurezza vegeta in quell’intercapedine che a seconda dei momenti mi fa oscillare dalla consapevolezza che con un pochino di impegno e qualche accorgimento potrei essere una figa spaziale (non ridete e non sottostimate la potenza del pensiero quando naviga in solitaria), e la consapevolezza simpaticamente contraria di essere irrecuperabilmente scherzo della natura o irrecuperabilmente normale, priva di chance per il settore Prime Impressioni”.

Nessuno l’aiuta a risolvere questo dubbio, la verità forse non esiste e manco gioverebbe. È solo temuta, qualunque sia il responso. Osserva la moltitudine delle persone che passeggiano nel freddo, intabarrati con stile o senza stile. Valutare come loro “portano” egregiamente i suoi identici difetti non aiuta, anzi non fa altro che aumentare il margine di incertezza.

In questo ingenuo disorientamento si sente stupida, poi pensa che però la testa c’entra ben poco nelle relazioni, poi si sente stupida di nuovo, poi ricomincia il valzer di immagini sull’immagine, chiedendosi un'altra volta rapita dai profili nella ressa dove ha termine l’autocompiacenza nel raccontarsi.

posted by milo @ 2:23 PM

0 commenti
---{ sabato, dicembre 27, 2008 }---

{"I wouldn't think she's cute unless she was in a band" appeal}

A volte è come una stanza vuota.
La penombra, il parquet chiaro che dà profondità ad un’immagine in 16:9, una scrivania a salvarne la simmetria, una sagoma in lontananza china sulla scrivania. Scrive un paio di parole, appoggia il palmo completamente disteso sopra il foglio bianco immacolato, fatta eccezione per quel paio di parole, e improvvisamente richiude ad artiglio le dita, osservando come la penombra enfatizza le linee dei tendini sul dorso.

Con l’aiuto dell’altra mano raccoglie il lembo della pagina rimasto sul piano, completa la palla di carta creata e la getta dietro di sé. In quell’attimo sospeso non sente più di essere né la persona intenta a scrivere, né la palla di carta appena gettata. Sa di essere solo la stanza vuota.

Perché a volte si tratta di non capire le persone e ostinarsi lo stesso a provare.

In fondo chi ha mai fatto strada con le lettere e i carteggi; quando il pensiero è messo su carta in uno scambio a due esso diviene esposto a caducità. Anche le parole più belle vengono purificate dal senso. È probabile che le si possa rileggere fino a distillarne astio, finché non si riesce a vedere tra una riga e l’altra quanto mellifluo e vischioso può essere l’animo del mittente.

Sapendo che le premesse del gioco sono queste io non riesco a pensarlo, ma temo sempre che gli altri ragionino in modo diverso.

posted by milo @ 1:25 AM

0 commenti
---{ mercoledì, dicembre 10, 2008 }---

{Day Ditty}

Alza le mani davanti al viso ritraendosi dalla tavola, sorride con l’imbarazzo sublime e sconnesso di chi rivendica il diritto di essere ignoranti in cose su cui non dovrebbe esserlo. Guarda a turno le persone, distribuisce sorrisini e agita ancora le mani in un Nononono capace di rendere sconveniente questa reazione già di per sé esagerata. Io non posso fare altro che osservarmi la punta delle scarpe.

Non può non saperla. Ha peggiorato la sua condizione rispondendo a vanvera, dicendo servilmente che non fa per lei. Perché non la sa? È grave non saperla. Che si faccia delle domande per capire e risolvere quello che si configura come un problema reale. Sta a lei capire a quali fonti affidarsi; ha alle spalle un percorso formativo che dovrebbe farle apprezzare questo. Non dovrebbe rifiutarlo come se fosse olio di fegato di merluzzo.

Lo so che per lei non c’è nulla di particolarmente umiliante nello scuotere la testa come una vecchina a cui è stato appena proposto una partita a Resident Evil, ma perché sono io che devo sentirmi in imbarazzo per due?

Perché sto parlando di un ennesimo cambiamento. Di una soglia di sopportazione che si abbassa e mi fa scrivere questo.

posted by milo @ 2:55 AM

0 commenti
---{ venerdì, dicembre 05, 2008 }---

{Don't walk away in siiiiiiiiiiiiiileeeeeeeeeeeeeeence}

Londra è un po' più familiare, e mi rendo conto che esagero dicendo così.
Quello che mi resterà di questo viaggio sono donne truccate e ben vestite che perdono ogni compostezza (senza congelare o diventare bicolori, però) a causa dell'alcool e trascinano i piedi calzati in scarpe col tacco impegnativo ondeggiando e chiudendo gli occhi perché la loro testa è un televisore a neve. Forse lo è anche quando sono sobrie.

Alle sei del mattino, leggermente segnata dalla mancanza sonno, sbirciando scene di vita dietro gli infissi sottili delle case, trovo l'illuminazione per descrivere in modo lineare e trasmissibile cosa faccio in questo periodo. In questo periodo osservo le cose attraverso un canocchiale: se lo utilizzo dal lato giusto le cose sono troppo vicine, se lo utilizzo dal lato sbagliato sono troppo lontane.

Non so come far fruttare questa presa di coscienza.
Che mi aiuti almeno a formulare un elenco decente di buoni propositi per l'esistenza che verrà.

posted by milo @ 4:48 PM

0 commenti
---{ sabato, novembre 22, 2008 }---

{La luce fioca e rincoglionita di Ixelles}

Viaggiare è quella cosa che smorza la mia svantaggiosa capacità di unire fatti e accadimenti con un fil rouge che molto grezzamente fa di tutta l’erba un fascio: l’inglese masticato, la curva di attenzione discendente, i temuti allontanamenti o cambi di atteggiamento che sono come spifferi fastidiosi che raffreddano il mio stato d’animo.

Innegabile è la sottile gioia del lasciare che il proprio io si adatti a atmosfere malinconiche di città nuove.

A un certo punto sono pure contenta che la telecamera lontana del djset del Recyclart stia inquadrando in giro gente assorta nel ritmo non pesante ma neppure ballabilissimo. Sta per includere anche me in questa inquadratura e per un momento mi sento al centro del mondo.

posted by milo @ 3:37 PM

0 commenti
---{ sabato, novembre 08, 2008 }---

{Statetris}

Sono fra le prime che spera che questi ultimi sbrachi siano in realtà segnali di uno sperato trombo che tenta, oh poverino lui tenta, di comprimere qualche flusso vitale del già compresso cervello di Egli, Iddu, il Messia, l’Unto del Signore. Ogni volta che ripassa il filmato delle sue parole mi immagino, ancora nel fiore dei miei anni giovani, armata di kalashnikov a sparare a salve arrampicata fuori dal tettuccio di una macchina per salutare la Sua dipartita alla volta del Coro Celeste.

Questa innocua speranza perde un po’ di gusto però leggendo un po’ la raffica di messaggi di Italiani che urlano disperati sui media statunitensi per scusarsi della Sua Gaffe e piangono cogliendo l’occasione per dire:“Noi non siamo così, quella mezza parte di Italia illuminata chiede scusa, fratelli.”

Suonano come delle excusatio non petita, delle indignazioni grottesche di fuorisede ascoltatori di Bregovic e Ska P, che quasi sicuramente un americano della suburb qualsiasi leggerà e accoglierà con un pigro: “Ah, vabé. Prendo atto. Ma perché ci scrivono in tanti? Ma l’Italia dov’è?”. Che poi, più o meno, sarà stata la reazione di McCain. Lo sconfitto calato confortevolmente nel ruolo dello sconfitto che torna a casa, si rilassa davanti il caminetto, riempie il bicchiere di whisky e comincia a sfogliare qualche telegramma. Davanti a un telegramma proveniente dall’Italia si ferma e aggrotta la sopracciglia: cerca di capire perché diavolo il brucaliffo capo della sinistra italiana gli scrive congratulandosi per il suo discorso finale di riconoscimento della vittoria di Obama.

C’è una presunzione per nulla cosmopolita nel preoccuparsi dell’immagine che diamo con questo episodio. Il fatto che la cronaca dell’episodio non abbia occupato né la prima né la seconda pagina, ma sia scivolato quasi alla trentesima pagina, dopo le beghe interne del Pakistan, mi induce a pensare che questa battuta suona folkloristica per loro, come per noi suonerebbe folkloristica una boutade razzista/razzistuncola da parte del primo ministro pazzeriello della Transnistria e suonerebbe simpaticamente inusuale la conseguente valanga di messaggi di quella parte di popolo della Transnistria che rigetta cotal disonorevole frase, tesa a creare uno spirito di unione della left mondiale cantando tutti assieme contro i cattivoni con una candelina in mano e disposti a forma di albero di Natale.

Peccato. Mi sarebbe piaciuto vedere un neologismo a tema, dedicato all’episodio su Urban Dictionary.

Non è che l’indignazione per quello che ci, a noi del Belpaese, sta accadendo in questo decennio deve essere di livello superiore perché lede l’immagine nostra negli Stati Uniti. Mi riferisco proprio agli Stati Uniti, perché per difendere la nostra immagine nel resto del mondo non ci mettiamo di solito così tanto appassionato trasporto. E poi lede… Lede cosa? Tali raffinatezze di pensiero sono autoreferenziali: possono solo provenire dalla comunità interna, quella che fornisce l’immagine, non quella che dovrebbe riceverla, se ha voglia di riceverla.

Partiamo invece dal fatto che come noi ci confondiamo staterelli e penisole anche grandi del Sudest asiatico, noi stessi in qualità di Italiani siamo e saremo sempre, a meno ché non arrivi qualche Gandhi-Ataturk-Churchill, quella cosa in basso, sotto Francia e Germania dove si mangia bene e fa sempre caldo.

Concentriamoci, con un po’ di misurata autarchia di pensiero, sul fatto che contando anche questa occasione è già la seconda o la terza volta che Lui ci dà, a noi della comunità interna, apertamente dei coglioni. A parole intendo, coi fatti ci dà dei coglioni quotidianamente da tre mandati a questa parte.

posted by milo @ 2:00 PM

0 commenti
---{ lunedì, ottobre 27, 2008 }---

{Alma Matters}

Sarà la stanchezza; L. mi sorride e mi guarda per un tempo più lungo del solito. Se una persona ti guarda per più di 5 secondi dicono si possa incorrere in qualche fraintendimento. Mi costringe ad abbassare lo sguardo per prima, a concentrarmi sul lavoro di bricolage complesso in cui mi sono inconsapevolmente lanciata, come ogni volta, per agevolare i discorsi. Non riesco a stare ferma, parlo e avvicino l'involucro alla fiamma della candela cercando di toglierlo prima che appesti l’aria con un odore di capelli bruciati, in questo bar franchising di atmosfere messicane della Baviera più benestante. Ascolto me stessa parlare come se ci fosse un’altra persona: un meccanismo di adattamento interiore soft per riuscire a fare due cose assieme. Continuo a dire cose per non interrompere questi strani ritmi di concatenazione e mi brucio perché una pallina di plastica fusa incandescente cade, si piazza risoluta sul mio polso e decide di staccarsi solo quando si raffredda.

C’è sintonia, lo sa, e mi parla di gente che non conosco. Tenta di raccontarmi di come la sua più grande scocciatura sia quando non riesce a non vivere il weekend e sfruttarlo per fare più cose possibile. Lo guardo poco convinta pensando al senso di ordine che trasmettono le carte geografiche che ha appeso in camera e che mi hanno fatto compagnia per tutto il pomeriggio. Dice che è inquieto, che si incazza, che se le cose non vanno come dice lui diventa una bestia. Non ci credo: io ci vedo solo un carattere equilibrato, una dimestichezza rara con il mondo esterno e l’entusiasmo di quando segue con il dito le traiettorie attraverso i monti e i pallini delle città creando itinerari, esclamando: “E poi andiamo qui che è bello!”, alzando lo sguardo in attesa di proposte. Ed è facile fornire pareri simili o contrari altrettanto entusiasti.

È la prova di come ci si può trovare bene con persone che non condividono interessi basilari. Di come le variazioni di coinvolgimento per i rispettivi interessi diventano zone franche di discorso in cui nasce rispetto e ammirazione. Reciproca stima, forse nel senso più fantozziano del termine, ma forse anche l’unico modo in cui posso spiegare un onesto equilibrio di amicizia uomo/donna dove nessuno ci perde, dove non esiste malizia, dove il silenzio è davvero silenzio e gli arrivederci arricchiscono sempre.

E intanto a Berlino mi abbordano le tipe.

posted by milo @ 7:04 PM

0 commenti

{Appunticini}

"Zi, perké noi già alle elementari Zi era tantE filo-tedezki ke zi scriveva KASA con la KAPPA"
"Anche noi KOSSIGA"

posted by milo @ 11:58 AM

0 commenti
---{ sabato, ottobre 11, 2008 }---

{Hall of Meat}

Il ricordo da sfumato si fa presente grazie ad una bella canzone dell’ultimo disco di Ben Folds. Mi è stato suggerito di dare un’occhiata al testo di Hiroshima: parla di Ben che si schianta sul palco, si procura un bel bernoccolo, tutti lo guardano, inizia a comporre una canzone sull’accaduto.

È un flashback istantaneo quello che arriva.

Un invito inaspettato. Giungo a destinazione ubriaca di efficienza, talmente ubriaca da combinare disastri. Quei disastri che di solito nella mente degli sceneggiatori statunitensi servono come escamotage per introdurre la protagonista. La sua sbadataggine serve per catturare il pubblico; è così adorabile nelle sue vesti di combina guai recidiva che alla fine il quarterback di turno se ne innamora perdutamente. Funzioni di Propp, non vita reale.

Dicevamo. È una bella serata, si sorseggia una birra nel post-concerto tra punti di domanda e aspettative non ancora disattese. Come al solito in questi casi decérebro me stessa, mentre il mio giudizio interiore si fa loquace e più severo del solito. In questo clima di incertezza do del mio meglio. Detto con tono ironico, ovviamente. A fine serata devo recuperare il mio zaino viaggiatore dal vano portabagagli di una macchina e gettarlo in un’altra. Esco nel cortile buio, mi avvio lentamente nel parcheggio facendo attenzione alle pozzanghere e giocherellando con le chiavi con uno stato d’animo distratto, né più né meno di quanto sono stata distratta nel passato pomeriggio. Penso un po’ alla mia sfiga simpatica, alla guarnizione di una caffettiera che ha fatto le spese di queste circostanze, al suo proprietario che inscena goffi tira e molla con me. Recupero pigramente lo zaino, apro immediatamente il vano dell’auto di fianco. Sono contigue le due auto, decido perciò di risolvere il trasferimento in un passaggio unico. Prelevo da una lo zaino un po’ pesante, lo afferro per una bretella, lo tiro fuori e lo indirizzo verso l’altra auto. Lascio che la spalla segua il movimento all’indietro, richiamo con i muscoli lo slancio in avanti e lascio che braccia e torso in rotazione scaraventino la borsa nel secondo portabagagli, non badando al volo brusco che le sto facendo fare.

Solo che: croc. Non ho mai capito bene come sia successo, ma la mia testa nella parte finale del movimento plana con tutta la forza dinamica sul gancio della chiusura del portellone, o viceversa un gancio affamato di sangue plana sul mio cranio per cibarsi del mio cervello. La mia notte risuona con un croc spaventoso al centro della testa, una nuova fontanella si schiude nella sua delicatezza fisiologica come nella testa bambini piccoli. Sul gancio mi prendo una botta fina e infinita, densa ed elaborata. Prima di sentirlo nel punto dell’impatto, quel croc da sala settoria lo sento dentro il palato e in tutta quella zona inaccessibile che sta dietro il naso e sopra il palato, irradiando stilettate che raggiungono le rotule con la chiara intenzione di disinnescarle per farmi crollare a terra esanime.

Croc, dunque. Il cuore però accelera invece di fermarsi, permettendomi di scomporre quasi razionalmente il dolore, di pensare che sto svenendo/morendo per un motivo proprio stupido e per di più con la faccia in una pozzanghera di una città che non è la mia. Mi aggrappo a questa constatazione melmosa e so che ce la posso fare perché sono da sola, perché nessuno mi ha visto. Posso gestire il dramma con i miei tempi e non con quelli del panico. Rapidamente il croc lascia il posto ad un fiiiii interiore ugualmente preoccupante, però il peggio sembra passato.

Ribalto la testa sentendo la botta che si sposta anch’essa all’indietro. Guardo le stelline negli spazi lasciati dalle nuvole scure, provo a distinguerle dalle traveggole cangianti. Un po’ di pioggia in faccia mi fa bene. Sotto l’acqua il mio dolore può ora scemare, tanto più che nessuno potrà mai venire a conoscenza del mio gesto maldestro. Cinque minuti così, immobile, qualche brivido, le tempie che rattrappiscono. Non mi azzardo a tastare il presunto buco al centro del cranio per valutare i danni. Il fiiiii lentamente si attenua, la porzione di dolore insopportabile sparisce. Rimangono solo quella sopportabile, le automobili da richiudere, il cappuccio della felpa da mettere in testa per non far vedere che sono rimasta 5 minuti o forse più sotto la pioggia. Con rinnovata stabilità, lo sguardo basso e il cappuccio in testa a coprirmi l’attaccatura dei capelli rientro nell’area concerto. Mi siedo, con la luce artificiale la visione puntinata si attenua: bisogna dissimulare il più possibile. Resistere (x3).

Con il fiiiii flebile che mi accompagna raggiungo N. e il gruppo di ragazzi tedeschi che hanno appena finito di suonare e che discutono in cerchio a voce bassa delle loro impressioni sul tour italiano. Mi unisco al gruppetto, sorrido da dentro la felpa, educati mi lasciano ascoltare il prosieguo della conversazione sorridendo un poco anche loro. Da non crederci: tutto sta tornando alla normalità e anche il fiiiii che sento forse ha solo a che fare con i volumi del concerto. Mi sento ancora delicata nei movimenti. E piccola, con le lacrime e la notte in tasca. Ma d’un tratto è come se piovesse di nuovo sotto il cappuccio. Una sensazione di fresco che in pochi istanti raggiunge contemporaneamente nuca e orecchie. Non faccio neppure in tempo a pensare di scappare, scappare il più lontano possibile perché non ci vuole molto a capire che quel terzo rivolo veloce che sta colando al centro della fronte, destinato a seguire la linea del naso, non è altro che… SANGUE! che in inglese si dice …BLOOD! e che BLOOOOOD! OOOH, SHIT, BLOOD! AND WHY ARE YOU BLEEDING NOOOW?! è l’urlo improvviso e appassionato, quasi in falsetto, del tedesco più grosso della compagnia che indietreggia nel terrore più sincero e punta il dito verso quello che sta accadendo alla mia faccia. BLOODDD!!! Merda, che figura del cazzo. Proprio identica a quella che volevo evitare.

Sono una maschera di sangue quando è la band al completo che si volta a guardarmi. Piango e rido contemporaneamente. Anche se in realtà sto più ridendo, ma è impossibile spiegare al gruppetto impazzito che non è niente (ormai), che è solo una suggestiva secchiata d’acqua colorata e che croc è solo l’eco di un buffetto.

N. in qualche modo comprende che quelli da tranquillizzare sono i tedeschi, mi sottrae alla loro vista, mi conduce in bagno, prende l’acqua con le mani a coppa. “Si può sapere cosa hai combinato?” ripete ritmicamente sforzandosi di non ridere, ma lasciandosi sfuggire solo sorrisi rassicuranti, ad ogni scroscio che lascia cadere sopra il buco che ho in testa, sopra di me che sdrammatizzo, sopra le mie sinapsi danneggiate che cominciano a recitare per spaventarmi ulteriormente “La pioggia nel pineto”, sul fiiii interiore che riprende vigoroso, sulle tamerici salmastre ed arse, sulle traveggole aerografate che mi sono rassegnata ad accettare come compagne di vita. Non c’è molto di cui disperarsi però: questi nuovi curiosi sintomi che velocemente si stanno affastellando mentre mi siedo/svengo sul pavimento coperto di acqua e cleenex bianchi e rossi lasceranno un ricordo strategicamente decadente di me.

posted by milo @ 1:13 AM

0 commenti
---{ venerdì, settembre 26, 2008 }---

{Yes Sir I will}

Ubbidirei. Mentre mi guardo attorno nell’atmosfere di neon a sviluppo verticale del capitolato di un giapponese take-away abbassando lo sguardo su facce che potrebbero raccontarmi molto, penso che ubbidirei. Abbandonerei un territorio insulso e privo di contorni di dramma e proverei, come mi viene suggerito, a inondare la mia controparte di logica, di considerazioni su quanto la polvere sulla libreria in soggiorno dica della mia famiglia e delinei profili rassicuranti e gradevoli. E non siamo/non eravamo una famiglia di professori. Finalmente conosco gli autori, finalmente le mie ipotesi hanno un orientamento. Un giorno prenderò una valigia e la riempirò del buongusto di queste scelte consapevoli. Assieme alle mie accumulate nel frattempo.

posted by milo @ 11:36 AM

0 commenti
---{ venerdì, settembre 19, 2008 }---

{there she goes}

Le cose ritornano.
Sarebbe meglio dire che una volta che si individua una coordinata di pensiero tutti i pensieri successivi si adattano alla nuova forma trovata o ritrovata. Mentre concentro energie a guidare in silenzio componendo pensieri statici e, come potete constatare anche voi, i contenuti sono i grandi assenti, mi affido ai traballanti segnali giornalieri per le decisioni della settimana.

Non è stato l’impegno concomitante, ma sono stati i precedenti ragionamenti sulla bellezza legata alla prossemica che mi hanno tenuta lontana dalla cena di classe. Provo ad essere onesta con me stessa, ammettendo il motivo principale per cui non ho voluto presenziare: non è stato un prevedibile episodio di asocialità estesa al gruppo classe. Non volevo proprio incontrare di nuovo una persona simile a me. Non è questione di litigate, di risentimenti, di motivi tangibili che portano le persone a salutarsi per sempre dopo una scazzottata liberatoria.

È solo una persona, una potenziale me dal punto di vista fisico, stesso telaio, solo un po’ più grassa, un po’ più rozza, il piedino gonfietto dentro Superga bianche, un po’ più imbranata, con una voce decisamente peggiore della mia, indifendibile nella sua vuotezza, incastrata nel suo fidanzamento siamese con un’ameba gentile ma pur sempre un’ameba, un rapporto parallelamente basato su due “tienil* ben strett* a te, perché o ora o mai più. Se perdi quest* sei socialmente e sessualmente mort*”.

Era un'entità petulante, che anche quando non mi dilettavo in queste cavalcate introspettive alla ricerca di un perché, riusciva a turbare i miei stati d’animi di adolescente basic. Già allora ero consapevole del pericolo che stavo correndo dal punto di vista esistenziale, già allora vedevo lei un mio specchio, peggiorativo, ma pur sempre uno specchio di come potevo diventare una caporetto visiva per il mondo esterno.

Lei e la prossemica non c’entravano nulla. In quinta i professori me la schiaffarono di fianco, giocando ad un cinico Memory con i nostri caratteri: riusciva a sedersi con le gambe accavallate come Piero Angela, appoggiando il malleolo della sua gamba destra sul ginocchio sinistro. La sua gamba destra saliva dritta con un’inclinazione di 45 gradi.

Dalle 8 alle 13 mi ritrovavo incastrata fra la sua rotula ad altezza del mio viso – se mai mi fossi leggermente chinata sul banco per la normale attività dello scrivere - e il muro della classe a destra, costringendomi ad una rotazione innaturale che forse ancora oggi mi porta spesso a sfruttare lo schienale della sedia come bracciolo.

Preferivo aderire al muro come un post-it piuttosto ritrovarmi per sbaglio la sua rotula rivestita in tuta acrilica Adidas in bocca. Dieci anni dopo preferirei un anno di catechismo piuttosto che ritrovarmela davanti ancora una volta alla cena, ulteriormente svantaggiata dal fattore tempo, visto che il tempo passa e qualche giovane comincia pure a darci del Lei. E senza dimostrare l’intenzione di starci palesemente prendendo per il culo.

posted by milo @ 4:20 PM

0 commenti
---{ domenica, settembre 14, 2008 }---

{Ho la nausea. Dura un po' troppo a lungo per essere un episodio acuto}

L'iscrizione su una meridiana: "Nulla sono io senza sole / Nulla sei te senza Dio."

Vaffanculo, parla per te.

posted by milo @ 5:59 PM

0 commenti
---{ sabato, settembre 13, 2008 }---

{Ho la nausea}

È di notte che i pensieri prendono le forme più fluide.
La mattina è destinata a livellare le emozioni, il pomeriggio ad aspettare sorprese, la sera ad approfondire i concetti. Rimane fuori la notte, che serve a farti compiere le azioni più stupide.
Si scruta nel fondo una foto in cerca di normalità, la trovo, e mi chiedo come mai a me la casualità riserva questo.

La ricerca continua, ma qui inziano ad essere vere un po' troppe cose.

posted by milo @ 1:11 AM

0 commenti
---{ venerdì, settembre 12, 2008 }---

posted by milo @ 1:08 PM

0 commenti
---{ sabato, settembre 06, 2008 }---

{Admiring whatever is cool in cool people}

Il mondo appartiene ai belli e io faccio parte di quella schiera di persone che li adora, li contempla nelle loro movenze, si instupidisce per quanto siano adatti alla prossemica, attribuisce alla loro regolarità del volto fin troppi poteri nella scalata al successo, e cade in un piccolo sconforto a causa di paragoni e strategie di raggiungibilità, mentre si guarda in giro e farfuglia cose un po' meno strutturate dei pensieri qui sopra, che se ben espresse forse potrebbero anche risultare gradite.

posted by milo @ 2:08 AM

0 commenti
---{ sabato, agosto 16, 2008 }---

{Misantropo a senso - molto - unico}

Per superare questa impasse devo contare le tabelline, distrarmi pensando a che tipo di persona vuole. La vuole piccola e indifesa, non il suo contrario, vuole il suo specchio. I fattori di successo anche con le persone insospettabili sono parametri da velina. Gli insospettabili leggono libri per potere istruire chi non sa, le veline. Per trasmettere idee senza ricevere obiezioni, ma solo elogi. Ma non vi danno fastidio quelle domande che puzzano di finto interesse da un miglio? Quelle richieste di approfondimento appropriate, ma appropriate solo perché tanto semplici? Non riuscite ad incassare il colpo, che è facile rispettare i confini del vostro ragionamento se le premesse riguardano non arrischiarsi oltre la semplicità modesta e finalizzata? Quelle domande fatte con il sorriso con il solo scopo di comunicare disponibilità? Perché tanto nella vita vera, si gioca una dura partita esclusivamente per comunicare il proprio stato fisico, corporale. La vita è fatta per dire Io quante più volte possibile senza desistere neppure davanti al constatare che l'altra persona guarda con sguardo vuoto, solo in attesa di poter rubare il turno di battuta, con voce impercettibilmente più alta.

posted by milo @ 1:50 AM

0 commenti
---{ lunedì, agosto 11, 2008 }---

Incedere per sottrazione
Un senso di meraviglia usato poche volte

posted by milo @ 1:42 AM

0 commenti
---{ domenica, giugno 29, 2008 }---

1."We believe Burns still has the bill hidden somewhere in his house, but all we've ascertained from satellite photos is that it's not on the roof."

2. How long would it take me to walk across the United States all alone.
The West coast has been traumatized.
I think I'm the only one still alive.


3. ""

4. When the world caves in what are you going to do for me.

posted by milo @ 1:59 AM

0 commenti
---{ domenica, giugno 22, 2008 }---

Cantina e Orto

Le cose abbandonate da chi non c'è più.
Cosa c'è di più triste.

posted by milo @ 11:45 AM

0 commenti
---{ domenica, giugno 15, 2008 }---

Note a margine mentre guardo dal finestrino la lezione di geografia che si dispiega laggiù, sotto il nostro aereo.

Fino a una manciata di minuti fa era Svezia, erano mille facce perfette, era l'indifferenza nordica che appaga ma allo stesso tempo fa male al cuore. Un sole che non scende mai, rimane lassù dondolando un poco quasi allo zenith fino alle 11 di sera. Dieci minuti sono passati e già mi ricordo di quanto ero straniera - seppure bene accolta - in quelle terre, di come la mia casa non esisteva - seppure per un breve periodo -, di quanto tutto questo doveva essere fonte di gioia ed effettivamente lo è stato. Anche adesso che osservo mille laghetti blu scuro senza neanche una nuvola appesa in cielo.

L'essenza della vita non è mai nel momento, è nel modo in cui quel momento mi arricchisce. Il sentirsi vivi è studiare come quel momento può essere appallottolato e ficcato in tasca in attesa di ritornare nella costruzione di abitudini che è la vita normale. Gli insegnamenti del viaggio sono utili a creare spazio fra me e me come mi immagino, a dimostrare a me stessa che so cavarmela da sola, che è vero che non ho paura della mia ombra.

Questo era il decollo.
Ma all'atterraggio cosa c'è?

Nuove persone che si avvicinano. Oh si. Ma le premesse sono facili da fabbricare. Ci cascherei anch'io. Di solito fallisco nel mantentimento dei ritmi e gli altri falliscono nella pazienza del coltivare e dell'accettare.
E poi ci sono problemi che iniziano ad affacciarsi flebilmente all'orizzonte, nelle notti in cui mi tengo sveglia con calcoli anagrafici che terminano sempre con la stessa conclusione: quanto sono piccola rispetto a dove il destino ha voluto che capitassi. Tappe troppo grandi per la mia età. Pietre miliari sui denti. Meglio rimandare. E rimandare.

posted by milo @ 12:11 AM

0 commenti
---{ sabato, maggio 17, 2008 }---

Sara kills a cat

There it is, plain and simple.
It destroyed itself without any of my slander.
This is the lunacy by which we kneel.
This is the doublespeak by which we kill.
This is the inertia that keeps tradition feared.
This is the absurdity by which we walk barefoot with shoes on our heads.

Ponder this to get nearer to Nothing.
On top of the world, think about it, there's Nothing.

An unseasoned meal, monotone spirits, routine homily.
Nothing has never been clearer.
So kill a cat to keep logic at bay,
then eat my body's finest and fell me how it tastes.

Is it Nothing too? Does it stink like Nothing? Does it poison like Nothing?

E’ appurato che potrei piangere in qualunque circostanza. Ne facevo le prove tecniche ieri sera, mentre osservavo il solito vecchio cruccio dei pattern di sguardi e parole che si sviluppano sempre uguali a loro stessi di fronte ai miei occhi. Nel buio della sala mi sono concentrata a spremere il bulbo oculare e con mia sorpresa mi sono resa conto che se mi fossi lasciata andare ancora un pochino avrei potuto mettere in scena un pianto a dirotto che avrebbe spaventato o fatto ridere i presenti. Non so se mi va di analizzare dettagliatamente ciò che oggi mi spinge a scrivere questo, le paranoie recondite che ora non sento più presenti e che con troppa fatica dovrei riportare a galla. Decadono. Si dimezzano. Diventano presto sfuggevoli e annacquate; l’unica testimonianza del loro è passaggio è solo una patina di tristezza inconsistente nell’intimo, un’ombra innocua e bastarda del magone che così tanto eri sicura di provare e di giustificare in quel momento.

Il fatto di essere davvero sicura di poter piangere in qualunque circostanza è uno stato d’animo prolifico che libera la mia mente verso pensieri hard-boiled che provano a plasmare la distanza più netta, più nonsense, più triste (almeno per me) fra quello che vedo e quello che dovrei essere se la mia vita fosse stata piena di mille ulteriori “Se”.

Un concerto di gruppi perlopiù pessimi, il capannello di gente che si muove, le tipine che sorridono verso il palco mi fanno pensare a quanto sia irrimediabilmente fuori posto. La mia attitudine verso il mondo si trova su una linea di confine tutta mia ed inesprimibile dove la gente si avvicina a me per lo stesso motivo per cui si allontana. Il pubblico continua a muoversi, abbigliamenti studiati, divertimento sincero, chiudo veramente gli occhi come nei film e la prima cosa che balena inaspettata nel fondo del cuore è il simbolo della mia normalità raggiunta e successivamente abbandonata: all’isola d’Elba, fare l’amore in un alberghetto desolato in bassa stagione, davanti ad una finestra aperta su una pineta regolare che nasconde la vista del mare, prima di rimettersi in macchina in silenzio col finestrino abbassato alla ricerca di una pizzeria. Questa era normalità. Una prima vera vacanza adulta di coppia, soli, con i discorsi banali che fa una coppia mentre commenta gli aspetti funzionali della vacanza che sta vivendo, senza preoccuparsi di interagire con altre persone. Solo qualche saluto veloce a coppiette nella nostra stessa condizione quieta.


Era inutile?
Era bello?
E’ replicabile?
E’ auspicabile?

posted by milo @ 1:35 PM

0 commenti
---{ martedì, maggio 13, 2008 }---

Cosa cavolo è?
Perchè non passa?

posted by milo @ 10:59 PM

0 commenti
---{ sabato, maggio 03, 2008 }---

Slow moves

Quando ti paragoni agli altri, quando ti sembra che la tua intelligenza si assopisca, o peggio c’è e non viene valorizzata o peggio ancora, c’è ma spaventa, isola, ti rende una minaccia o una noia agli occhi altrui; quando l’impeto di scrivere due righe per tirare le somme appare sempre più raro, quando sentendo parlare di abbrivio della vita ti vengono gli occhi lucidi e l’angolo della bocca si piega all’ingiù in un misto di fatalismo e commozione, e quando suddetta mossa fa pronunciare ai presenti: “Cos’hai? Sei stanca?”, forse stai vivendo un momento difficile.

Perdere la fiducia nell’umanità o al contrario percepire che gli altri l’hanno persa in te perché in fondo non sei questo essere fuori dall’ordinario non è una bella sensazione.
Contemplo quelli che non so neppure se definire errori. Vedo il vuoto del momento, la stasi delle idee. Proverò a fregarmene.

Ho fatto un pianto lunghissimo, ho pianto tutta la tensione accumulata in questo anno. Il naso mi fa addirittura male, le narici bruciano, le guance anche. Man mano che faccio il bilancio di quello che sono e quello che mi aspetto da me stessa il bruciore aumenta. Per un attimo ritorno bambina, quella sensazione di testa pesante e sapore salato mi riporta a tempi lontani. Però adesso non c’è la mamma che mi accompagna in bagno “a darmi una risciacquata”; ci sono io che ricomincio a piangere ancora una volta considerando quanto fragili sono i rapporti umani. Quanto potrei perdere se solo due legàmi improvvisamente mi abbandonassero.
Potrei perdere tutto. Potrei trovare giustificazioni nella vita reale ad una mia presunta regressione.

In questo momento grottesco mi sento incapace di gestire relazioni, di attrarre a me persone che cercano di stare con me. Rotolo piano in una china profonda da cui risalirò con rinnovato senso critico. Ma a conferma delle mie tesi nessuno mi aiuta. Nessuno si prende cura.

L’urgenza di scrivere queste righe proviene da tre situazioni distinte che non fanno altro che costringermi a chiedermi continuamente chi sono io per loro. E’ un processo doloroso, anche se so che non è la fine del mondo. E’ doloroso perché non riesco a capire perché le persone si avvicinano in questo modo, riversandomi addosso storie e sensazioni, cercandomi di nuovo per altri consigli finché i casi della vita non li spingono via definitivamente. Tre su tre.

Nessuno si sofferma a chiedersi come sto io e se capita (si, capita, è vero che capita, devo convincermi che capita), nessuno ha la pazienza benevola di vedere come sarà la prossima volta; nessuno si pone il dubbio che la persona e il carattere che presento nasconda una me ancora migliore.

Sono triste per ineluttabilità. Non trovo il senso, non capisco come una persona che mi conosce da meno di un mese riesca a fare “triangolazioni” inopportune con tale leggerezza dando per scontato il mo atteggiamento inoffensivo.

So di non dimostrare gli atteggiamenti tipicamente isterici e tipicamente accettati. So di nascondermi a volte dietro le battute o di perdere il momento giusto, ma chi non lo fa?
E soprattutto perché il mio interlocutore non mi da’ una seconda chance, ma sbotta subito in un “dovresti essere più sicura”?

Il disagio vero scatta quando scopro che gli altri leggono questa mia vulnerabilità e la usino come pretesto per allontanarsi o non avvicinarsi, costruendo dei rapporti che ogni cazzo di volta sono la parodia mal riuscita di un manga. Due persone piantate lì a sorridersi con gli occhi senza che nulla accada, mai.

E poi un epilogo parallelo a tutto questo: "Ti ho cancellato, perchè con te non si parla mai di niente, perchè dici di essere online e invece sei a spasso. E adesso buonanotte". Quanto odio e vertigine ogni volta che ripenso a questo. Ogni gesto e respiro di autocontrollo si rivelano inutili. Scelgo allora di essere deliberatamente triste anche se so che non è il modo ideale per affrontare le situazioni. Provo a cercare un orientamento vagando con la mente alla ricerca del giusto flusso di pensieri che mi conduca ad una via di uscita, dove le sfighe quotidiane non rappresentano presagi funesti, ma piccoli intoppi che non hanno la forza di cambiarmi. Ora come ora mi stupisco della purezza del mio disgusto.

posted by milo @ 2:32 PM

0 commenti
---{ domenica, aprile 27, 2008 }---

Non avere nessuno su cui contare e piangere.

Andate affanculo un po' tutti: la vostra inutilità che diviene tragedia da raccontarmi, la mia che non può diventarlo.

posted by milo @ 1:42 AM

0 commenti
---{ giovedì, aprile 17, 2008 }---

appunti di sopravvivenza credibili e veritieri poiché non autofabbricati, ma ricevuti:
se una freccia punta verso l'esterno, se manda i propri influssi verso direzioni perdute che non mi appartengono, non devo tentare di afferrarla per indirizzarla contro di me. Soprattutto quando questa freccia ha il pericoloso nome di Senso Di Colpa.

posted by milo @ 9:05 PM

0 commenti
---{ venerdì, aprile 04, 2008 }---

I bioritmi esistono e si fanno ricordare.
quando passo nottate a rigirarmi nel letto finchè il lenzuolo sotto si sfila e si appallottola ad altezza reni e le alterno a mattinate in cui mi sembra che non ho bisogno di alcun guizzo relazionale da parte di alcuno, qualcosa vorrà pur significare.

anche decidere di costruire l'ennesimo post a sfondo prettamente personale è questione di bioritmi.
non che le mie giornate siano vuote: attività ne faccio - anche se prendere come riferimento la media di consumi culturali italiani non è un buon indicatore per sentirsi soddisfatti con se stessi -, ma ho bisogno di fermarmi, mentalmente, ogni trenta secondi a autolegittimarmi, a sancire la mia utilità rispetto allo scorrere placido della giornata.

il rincoglionimento infine si rende palese agli occhi di tutti, quando mi ritrovo più volte nei miei stati di quiete a riassumere questa generica inquietudine in un bisogno unico e specifico. e ridicolo. ho bisogno di schiaffetti continui che mi impediscano di guardare in basso. dovrebbero essere accompagnati da una vocina rassicurante: "Vai bene così, sei normale."

La vocina ogni tanto dovrebbe interrompersi in pause ad hoc per infondere sicurezza e dovrebbe riprendere in tono sornione: "E quando cessi di essere normale è perchè inizi ad essere interessante."

Dovrebbe, per ora non lo fa.

posted by milo @ 1:04 PM

0 commenti
---{ mercoledì, luglio 11, 2007 }---

Calibrazione
Ricalco
Guida

buf

posted by milo @ 1:41 PM

0 commenti
---{ venerdì, giugno 15, 2007 }---

che palle questo gap generazionale fra me e i miei coetanei.
regredisco con gioia.

posted by milo @ 12:59 PM

0 commenti
---{ giovedì, maggio 31, 2007 }---

Ok funziona così. Ieri passeggiavo nel giardino buio con una birra da bere in fretta per farmi coraggio in una mano e nell'altra un cellulare che si è rivelato inutile.
Guardavo la notte asciutta. Lasciarmi in solitudine a far i girare pensieri non è mai un bell'affare. Tranne quando penso alla musica; mentre guardo il sole e l'inquadratura si allarga fino a comprendere tutti i campi e le colline.

Oggi apro una raccolta di racconti e ci trovo una dedica dimenticata. Stanca e raffazzonata già nel 2002. Non posso farci nulla, è arido e sarà sempre così, devo imparare solo ad accorgermene il più tardi possibile.

posted by milo @ 12:25 AM

0 commenti
---{ sabato, maggio 19, 2007 }---

Lo sapevi che andava a finire così.
Dio mio straccione schifoso.

Ugly Betty è pessimo. A questo punto meglio i Power Rangers, almeno non indovino la trama.

Noi siamo i Concrete da Roma buon divertimento

posted by milo @ 11:25 AM

0 commenti
---{ giovedì, aprile 19, 2007 }---

il mio futuro = LOL
la mia vita = LOL

posted by milo @ 9:57 PM

0 commenti
---{ sabato, aprile 14, 2007 }---

prima notte dopo tanto tempo in cui riesco a finire un libro.
rifletto sugli incontri. Su quanto sono abile a far scivolare via i fatti che non hanno riscontro. forse la vita mi ha insegnato ad ottimizzare, a lasciar stare, a non perdersi nei labirinti.
sto spuntando le voci di un elenco, in modo indolore. lo faccio senza drammi, procedendo per la mia strada. gli incontri mi sfiorano appena, sono capace di viverli con intensità, mi rincuoro del fatto che saprò superare il sentimento del distacco.
sarebbe così patetico se fossi io, ancora una volta, a chiedere, a guidare, a pensare, a perdere.
sto sfruttando questo mio lato di possibile anafettività: sono in grado di dimenticare le persone, persino gli aspetti somatici. anzi , quelli son i primia venire cancellati.

posted by milo @ 3:21 PM

0 commenti
---{ giovedì, aprile 05, 2007 }---

diocan, gli archivi.
brutti si, ma volevo decidere io quando cancellarli

posted by milo @ 8:35 PM

0 commenti
---{ sabato, febbraio 24, 2007 }---

30
00:01:21,867 --> 00:01:23,230
Look at the cake I got you.

31
00:01:23,295 --> 00:01:24,770
It was half price.

32
00:01:24,897 --> 00:01:26,033
Who's "Gary"?

33
00:01:26,257 --> 00:01:28,711
Some guy at the Department of Water
and Power who was standing

34
00:01:28,768 --> 00:01:30,150
in some water when
he touched some power.

35
00:01:30,208 --> 00:01:32,690
He's going to be fine, but they
postponed the retirement party.

36
00:01:32,748 --> 00:01:33,570
We're invited.

posted by milo @ 9:54 PM

0 commenti
---{ sabato, febbraio 10, 2007 }---

  • concrete veins and fast food chains
    stretch out on purgatory's plains
    they are ruins still in tact
    they are apathetic shrines
    they are soul sucking traps

    under the weight of information
    machines and fabrications
    we crippled in mutation
    we are bound to desperation

    billboards hang above gentrified graves
    as funeral hymns float from the radio waves
    down on the street sleep walking in the night
    prisoners wither under neon lights

    the patrons of starvation
    fall into formation
    collapsing in stagnation
    seeking synthesized salvation

    trembling in the venom air
    with atoms splitting in our ears
    the hollow kings expected horses hoofs
    and now the silence sounds like hell
    (fractured frames cannot confine us)
    (empty names cannot define us)

    sky stabbing witching spires
    tangle their prey in communication wires
    in the modern zoo denying their wills
    on the brink of extinction and buried in bills

    a catastrophic congregation
    built on failed foundations
    obsessed with domination
    destined for disintegration

    looking on from this awkward view
    I feel helplessly sick and idealistically construed
    writing manifestos in invisible ink
    torn and formed on the missing link

    the drums of liberation
    will rise in orchestration
    and the fuel of transformation
    will ignite from devastation

Spiare da una serratura le canzoni degli altri, per chiedersi se nascondono un filo rosso di passate convenzioni. Chiedersi se una faccia così possa ispirare nostalgia. Essere inutili e equilibrati da soli, privi di uno specchio interiore. Essere in grado di prendere posto nel proprio cubicolo relazionale solo se invitati da altri. La fiera dell'ovvio: le continue conferme.

posted by milo @ 1:44 AM

0 commenti
---{ mercoledì, febbraio 07, 2007 }---

(23:34) [P] pero' un giorno....mi spiegherai com e' che sei diventata amica della confindustria
(23:34) [P] guarda che so tutto!!
[G] di ferruccio?
[G] detto uccy?
(23:34) [P] pensavi di farla franca!
(23:34) [P] esatto!
(23:34) [P] :-)
(23:35) [P] ruffiana!
[G] ehe
[G] già bene che mi parli ancora , vah
(23:37) [P] che giorno e' che vado a cercarlo in biblio?
[G] 19
[G] ma è da ridere però :)
(23:38) [P] no cmq e' stupendo...
[G] ma è stata una tantum, su..
(23:38) [P] fa davvero ridere
[G] uff
(23:38) [P] uno si immagina un 50enne manager di forza italia
[G] graZZie
(23:39) [P] :-)
[G] e invece è una che passa la notte sul mulo a cercare il film dei minutemen
[G] o american hardcore
(23:39) [P] grande!!
[G] (e non ti dico cosa viene fuori con tale termini di ricerca)

posted by milo @ 11:58 AM

0 commenti
---{ sabato, dicembre 23, 2006 }---

Alle due e ventidue ho provato a restituire al mittente un suo dono di due settimane fa. L'ho prelevato dal regno dei ricordi, l'ho coccolato per pochi istanti, l'ho confezionato in una nuova veste in modo che il significato originale del contenuto riemergesse con forza - almeno pensavo così - e l'ho consegnato con sentimento di attesa e di angoscia. Ora voglio cancellare il mio gesto, voglio che le cose riacquistino la giusta collocazione perchè non sono in grado di capire se il mio/suo dono è stato accettato. Fottuto mittente che ora mi costringe ad ascoltare ore e ore di Jawbreaker per accrescere nel minore tempo possibile il mio magone interno a livelli talmente alti da essere ridicoli. Ci sarà un momento in cui tutto si sgonfierà come un soufflè, anche la mia vita.

posted by milo @ 8:52 PM

0 commenti
---{ domenica, novembre 19, 2006 }---

povere queste pagine.
appena finisco questo marasma, appena le condizioni necessarie si realizzano, appena le condizioni sufficienti si spera facciano capolino, ritorno a riversare pensieri

sotto il culo della rana in fondo ad una miniera di carbone
non so se andrà tutto bene

posted by milo @ 10:29 PM

0 commenti
---{ giovedì, agosto 31, 2006 }---

eccolo! ziocan!

Whathasbeen presents

SHAGOO SHAGOO FEST 2006 quarta edizione
9 E 10 SETTEMBRE 2006, BAGNARIA ARSA (UD) ALL'EX TIRO A VOLO
DUE GIORNI DI TOFU, HOMMOUS E MUSICA INDIPENDENTE


SABATO 9 SETTEMBRE suoneranno

khere - good news - arezzo - http://www.myspace.com/khere
fine before you came - lap dance - milano - http://www.myspace.com/finebeforeyoucamerock
trabant - trst tnt - trieste - http://www.myspace.com/trabant
common cold - tumiec and go records - udine - http://www.myspace.com/3commoncold
lonely drifter karen - gentle folk - svezia - http://www.myspace.com/lonelydrifterkaren
winter beach disco - dance til you drop - viterbo - http://www.myspace.com/winterbeachdisco

DOMENICA 10 SETTEMBRE suoneranno

ornaments - piano forte fortissimo - modena - http://www.myspace.com/ornaments
ten thousand bees - knifeville pop theory - pordenone - http://www.myspace.com/tenthousandbees
afraid! - murder city electropunx - verona - http://www.myspace.com/terwilliker
mr bizzarro & the highway experience - rnr mofos - treviso - http://www.mrbizarro.too.it/
deuxième sexe - sonic youth fans club - udine - http://www.myspace.com/deuxiemesexe
exit failure - mtv most wanted - udine - [np]
elodea - giù nel pozzo core - slovenia - http://www.myspace.com/theelodea
red worms' farm - post rock all'avanguardia - padova - http://www.myspace.com/halleynation

con gli intermezzi acustici di

inner glory - a cup of tears - venezia - http://myspace.com/innerglory
abba zabba -acoustic surprise- trieste - http://citymusic.it/modules.php?op=modl … amp;id=146
pido - un uomo e la sua drum machine - venezia - [np]

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

COME ARRIVARE ALLO SHAGOO SHAGOO: Autostrada A4 uscita Palmanova(udine). Al semaforo dopo il casello girate a destra,poi dritti, poi al secondo semaforo girate a destra verso Bagnaria.. Arrivate fino allo stop della piazza centrale di Bagnaria. Destra di nuovo. Non seguite la strada principale, ma girate subito a destra in una strada sterrata. Passate un passaggio a livello incustodito e proseguite paralleli all'autostrada.

è più o meno a 10 minuti dall'uscita dell'autostrada.

Info:
info@whathasbeen.com


Camping nel verde.beerrah.cibo buono e vegan. distro benvenute. concerti al chiuso in caso di pioggia, non preoccupatevi.
Ingresso: un giorno 5 euro //due giorni 8 euro. Inizio concerti ore 17


Passaparola e accorri numeroso. tu proprio tu.
Stay tuned on http://www.myspace.com/shagooshagoofest

posted by milo @ 1:03 AM

0 commenti
---{ sabato, agosto 26, 2006 }---

Shagoo Shagoo fest 4

9 e 10 settembre 2006 a Bagnaria Arsa, Udine all'ex-tiro a volo

lo shagoo c'è anche quest'anno, eh.
per la scaletta definitiva pazientate, tanto lo sapete già che i gruppi son fiki. chiedete a chi ci è già stato. posto verde per campeggiare, bella gente.

intanto scrivo i gruppi che hanno già suonato nelle scorse edizioni così potete giocare ad indovinare chi suonerà quest'anno.

Dunque, alle diverse edizioni dello Shagooshagoo Fest hanno suonato:

SHAGOOSHAGOO FEST 3 bagnaria arsa (ud) : AGATHA BIG MEMBER DER LEONE HAS SEPT CABECAS INFERNO INNER GLORY LAGHETTO LA QUIETE OTTAVE SANTAFIORA SETTLEFISH SLOWMOTION APOCALYPSE THE DEATH OF ANNA KARINA TRENI ALL'ALBA VANILLA RESIDENT YAUSLEG

SHAGOOSHAGOO FEST 2 osoppo (ud) : ALTRO FOR THE CAUSE HUMIDITY STAYER A FLOWER COLLAPSED AS A COMMODORE ENIAC EX OTAGO ISOBEL MEMENTO MORI NEIL ON IMPRESSION PRIMADELLAPIOGGIA SIXTOYS SOGNI VERTICALI SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC THE FOG IN THE SHELL STOP THE WEEL CHANG FFOS DISQUIETED BY HODGE PODGE LEFTY LUCY MONROE NO.I.O.C. OSWALD RYDELLS SOTTOMAYOR STEVE NARDINI THE WET FINGER OPERATION

SHAGOOSHAGOO FEST 1 osoppo (ud) : DISCODRIVE WELCH OLIVER LOUIS CYPHRE RAEIN THIS MEMORY OF YOU ARSEN THE INFARTO, SCHEISSE! SUPERLUCERTOLAS G.I. JOE GARGANTHA THE SUICIDE CLUB SPACCIATORI DI MUSICA STUPEFACENTE THE ZEUS EGO LE COURBUSIER GELOSO UP TODAY SEPTEMBER10TH NONNO BASTARD

grazie per la vostra pazienza
shagooshagoofest

posted by milo @ 3:45 PM

0 commenti
---{ venerdì, agosto 18, 2006 }---

Babel zoo:

Venti anni fa, la sera un amico stava camminando vicino
E lo ho arrestato sulla via per chiedergli
Come è andato e tutti era grida
Lo ho osservato nella faccia, ma non potrei vedere oltre i suoi occhi
Gli è chiesto che cosa il problema era, dice che "qui la vostra travestimento"

Ora appena sta ottenendo sopra esso
Appena ottenendo usato ad ottenere vicino

Vecchio possa indica dalle piste della ferrovia
Non ha ottenuto carta in sua tasca, non ottenuta carta su suo indietro
Gli ho chiesto che che cosa il tempo era, ora dice "il colpo la strada, Jack"
È andato di nuovo a lo vedono la settimana prossima
È morto di un attacco di cuore ed è morto via

Ora appena sta ottenendo sopra esso
Appena ottenendo usato ad ottenere vicino

Grandma, ha ottenuto ammalata, lei sta andando morire
Ed il grandpa ha avuto un grippaggio, ha entrato in una cellula dell'hotel ed è morto via
I miei genitori, si domandano appena quando entrambi stanno andando morire
E che cosa faccio quando muoiono?

Ora appena sto ottenendo sopra esso
Appena ottenendo usato ad ottenere vicino

posted by milo @ 8:47 PM

0 commenti
---{ lunedì, luglio 10, 2006 }---

Stimati colleghi di master, voi aspiranti white collars da 500 euro al mese, spensierate casalighe ortoressiche e professoroni in genere,

"piuttosto che" è sinonimo del fottutissimo e semplicissimo "invece". Chi caz vi ha messo in testa che "piuttosto che" equivale a "oppure"? Vi sentite tanto fighi ad usarlo in cotal senso con cotal frequenza?

Una Uzi piuttosto che una P38.


posted by milo @ 5:43 PM

0 commenti
---{ venerdì, giugno 23, 2006 }---

P a t u r ni e. R e pri s e. La post adolescenza mi sta cadendo addosso.
c'è gente che ha iniziato ad impiccarsi, solo per aver pensato di essere in questo medesimo stato.
c'è gente che non riesce ad immaginarsi le fantasmagoriche conseguenze dell'utilitarismo delle relazioni, come riesco a farlo io.
alcuni non leggono un libro da 15 anni, escludendo il Codice Da Vinci.
altri sfruttano la propria aura di declino per sembrare maturi e immuni dall'autoironia. altri ancora procedono nella loro vita senza capire che per gli interlocutori sono prolissi, tracotanti, superficiali, lamentosi e dannatamente rompiballe. Talmente rompiballe da chiedere al barista di piazzare il proprio Cucciolone sopra la macchina del caffè perchè è troppo gelato. In quanto gelato. Il sole è troppo sole e il panino è troppo panino. Questi sono i più bravi perchè non si rendono conto dei pericoli dell'isolamento sociale, perchè tanto alla fine li subisco io.
ma ci sarà qualcuno che mi sopporterà autenticamente? magari gareggiando in frecciatine, critiche, rebus, sciarade e risate a denti stretti. la ricetta del'ammmmore.

posted by milo @ 10:47 PM

0 commenti
---{ martedì, maggio 23, 2006 }---

P a t u r n i e. La lacrima rimane all'angolo dell'occhio sospesa insieme ai pensieri brillanti.
La sensazione di non sapere fare altro che lavori manuali, la sensazione di non essere capace di adattarmi a questo mondo di stretegie e d obiettivi, di creatività manageriale diviene man mano più forte . E ascoltare Accident Prone riporta queste angosce ad una fase antica , quando scribacchiare sulla scrivania portava ancora conforto.

In questo momento non so neanche fare un bilancio di quello che mi sta succedendo: sto provando disperatamente a catturare stimoli, a rendermi intellettualmente scattante, a scrivere cose concrete, ma più mi impegno più il risultato è deludente.

E la mia vita continua ad essere fintamente interessante, fintamente volta ad uno scopo.

La lacrima al lato dell'occhio esiste perchè esistono le urla a squarciagola mentre guido, perchè nessuno è interessato a me, perchè non riesco ad inquadrare il mio aspetto in una categoria poco problematica come il "mediamente carino". Per fortuna che gli amici ci sono e mi aiutano a sopportarmi.

Provo ad elaborare razionalmente questa differenza di stato d'animo, differenza dalla scorsa estate; ne ripercorro le unità minime di felicità legate a telefonate programmate, quando ogni parola era accompagnata da larghi sorrisi.

Ognuno ritiene che il proprio stato d'animo sia più profondo ed originale di quello altrui. Anch'io ogni tanto ne sento la tentazione, specie quando devo incasellare per bene e archiviare razionalmente la tipologia del mio pessimismo che oggi rimane qualcosa di veramente inclassificabile nel suo mix di cinismo, bassissima autostima, conoscenza dei fatti obiettivi che suffragano il tutto.

Oggi ho ascoltato moltissima musica, suonato, studiato, con la sensazione di non essere in grado di ricordare più nulla. La serata sta passando e io sto cercando in tutti i modi di toccare il fondo dei miei pensieri, fino a renderli ridicoli ai miei stessi occhi. E invece rimango nel limbo facendo passare più di 5 minuti fra una frase e l'altra, imbambolate non si sa bene su cosa. Su chi. Su cosa. Mi spengo. La lacrima non vuole scendere, neanche l'idea brillante. Rimangono entrambe incollate al cervello, ammesso che ne abbia mai avuto uno.

posted by milo @ 1:31 AM

0 commenti
---{ domenica, aprile 02, 2006 }---

Ermetismo strategico di persona pigra:

you must
we must
I should
we should

posted by milo @ 6:36 PM

0 commenti
---{ lunedì, febbraio 13, 2006 }---

tv time.

1. "neutrale al limite dell'inespressività"

2. tom petty "the waiting"

posted by milo @ 5:03 PM

0 commenti
---{ mercoledì, gennaio 25, 2006 }---

109 crisi.

posted by milo @ 6:56 PM

0 commenti
---{ lunedì, novembre 28, 2005 }---

ecco, io finirò all'inferno per queste robine.

posted by milo @ 12:36 PM

0 commenti
---{ lunedì, novembre 14, 2005 }---

perchè mi esprimo solo con parole altrui?
perchè la musica che produco io mi sembra così tanto scialba?
ce la farò?

It's a long time coming,
It's a long way down,
It's long division,
Crack and divide.
This is a parting,
Some separation,
We lay in pieces,
Cracked to survive.
I'm not your villain,
Not your adversary,
I'm not your reason to crack and divide.
It's long division,
Crack and divide.

posted by milo @ 10:48 PM

0 commenti
---{ martedì, novembre 01, 2005 }---

Worlds Apart

Random lost souls have asked me
"What's the future of rock'n'roll?"
I say "I don't know does it matter?"
This and that scene,
They sound all the same to me
Neither much worse nor much better

We're so fucked these days
We don't know who to hate or who to praise
Yet we consider this our suffering and pain
When we're so privileged, a fact
We all forget about as
We go whinging all over the place.

How we've laughed as they shoveled the ashes
Wrath hath soured
Blood and death, we will pay back the debt
For this candy store of ours.

Look at those cunts on MTV
With their cars, and cribs, and rings and shit
Is that what being a celebrity means?
Look, boys and girls, here's BBC
See corpses, rapes, and amputees
What do you think now of the American dream?

And our soccer moms and dads
Who raised us brats on these TV ads
I know that they sleep at night
Their conscience is intact
They've convinced themselves of that
Giving money to Jesus Fucking H Christ

How they laughed as we shoveled the ashes
Of the twin towers
Blood and death, we will pay back the debt
For this candy store of ours.

posted by milo @ 6:03 PM

0 commenti
---{ lunedì, ottobre 10, 2005 }---

I'm a lumberjack and I'm OK,
I sleep all night and I work all day.

He's a lumberjack and he's OK,
He sleeps all night and works all day.

I cut down trees, I eat my lunch,
I go to the lavatory.
On Wednesdays I go shopping,
And have buttered scones for tea.

I'm a lumberjack and I'm OK,
I sleep all night and I work all day.

He's a lumberjack and he's OK,
He sleeps all night and works all day.

He cuts down trees, eats his lunch,
Goes to the lavatory.
On Wednesdays he goes shopping,
And has buttered scones for tea.

I'm a lumberjack and I'm OK,
I sleep all night and I work all day.

He's a lumberjack and he's OK,
He sleeps all night and works all day.

I cut down trees, I skip and jump,
I like to press wild flowers,
I put on women's clothing,
And hang around in bars.

He cuts down trees, he skips and jumps,
He likes to press wild flowers,
He put on women's clothing,
And hang around in bars.

I'm a lumberjack and I'm OK,
I sleep all night and I work all day.

He's a lumberjack and he's OK,
He sleeps all night and works all day.

I cut down trees, I wear high heels,
Suspenders and a bra,
I wish I were a girlie,
Just like my dear papa.

He cuts down trees, he wears high heels,
Suspenders and a bra,
He wants to be a girlie,
Just like his dear papa????

I'm a lumberjack and I'm OK,
I sleep all night and I work all day.

He's a lumberjack and he's OK,
He sleeps all night and works all day.

posted by milo @ 12:05 AM

0 commenti
---{ mercoledì, agosto 31, 2005 }---

Vi hanno detto che il mondo finisce a Mestre? Venite a controllare!

Whathasbeen presenta:

SHAGOO SHAGOO primo giorno di scuola FESTIVAL. TERZA EDIZIONE

10 e 11 SETTEMBRE

a Bagnaria Arsa (vicino a Palmanova, Udine) al CAMPO TIRO A VOLO.
Dalle 17 in poi.

SABATO 10 SETTEMBRE

Vanilla Residents - Tolmezzo come Seattle-
SantaFiora - crust'n'bass-
Mr Bizzarro & The Highway Experience - rock'n'roll lo-fi alla vecchia!
Laghetto -uomo pera core-
Treni All'Alba – godspeed you black motor city-
Agatha - fugazi in gonnella
Inferno – si dice grindnroll-
Slowmotion Apocalypse – motopic mayhem-


DOMENICA 11 SETTEMBRE

Der Leone Has Sept Cabeças – stoner col cuore-
Yausleg – simpatia math core-
Ottave – minimal beeeeep -
La Quiete – ogni cosa è illuminata -
Settlefish - avant art rock -
The Death Of Anna Karina – twist&shout-
Big Member – so nineties-
Inner Glory - folk apocalittico. Davvero eh!-

altri in via di conferma..

COME ARRIVARE :
-Dall' Autostrada A4 uscita Palmanova. Al semaforo dopo il casello girate a destra, poi dritti. Al semaforo girate a destra verso Sevegliano e poi dritti per 2 km circa, fino alla piazza di Bagnaria Arsa. In piazza trovate il cartello "campo tiro al volo", proseguite sulla destra. 100 metri dopo, invece di proseguire sulla curva di sinistra sulla strada principale, continuate dritti. E' una via piccola,
continuate finchè trovate un vecchio passaggio a livello, da lì inizierà una strada sterrata per 300 metri.
Arriverete a una curva che costeggia l' autostrada...100 metri dopo SIETE ARRIVATI
il posto è in mezzo ai campi, a 10 minuti dall'autostrada.

-Se venite Da Udine: passate per Palmanova, seguite le indicazioni per Grado, e vi ritrovate l' uscita dell' autostrada sulla destra,
quindi seguire le indicazioni scritte qui sopra

-Da Pordenone: fate la Napoleonica (strada Codroipo-Palmanova) cercate sulla destra la laterale che porta a Fauglis (dopo aver passato il paese di Gonars). Una volta a Fauglis trovate le indicazioni per arrivare a Bagnaria Arsa

-Dalla statale Venezia-Trieste (Lignano ecc): passate S.Giorgio di Nogaro e seguite per Cervignano-Trieste. Al semaforo di Torviscosa (dopo circa 7 km
da S.giorgio) girate a sinistra e poi dritti per Bagnaria Arsa

-Dalla statale Trieste-Venezia: passate Cervignano seguendo le indicazioni per S.Giorgio di Nogaro, Lignano.
Al semaforo di Torviscosa girate a destra e poi dritti per Bagnaria Arsa





Campeggio nel verde, birra a volontà, cibo vegan. Distro benvenute.

Stay tuned!!

posted by milo @ 3:16 PM

0 commenti
---{ giovedì, agosto 18, 2005 }---

Tanto per valutare comportamenti sociali assortiti. Quella volta D. non ha risposto. Ad un civilissimo”ehi, scusa se non ti ho salutato, lo faccio adesso” lui ha fatto finta di niente. Ha quasi approfittato del fatto che gli ho dato la possibilità di riaprire la partita, inchiodata alla sua figuraccia da ubriaco perso e molesto, e richiuderla a suo favore. Con lui vincente, che non osa rispondermi. O forse è solo pigrizia o dimenticanza, o problemi tecnici.

E' di nuovo un periodo strano e primaverile, in cui gli equilibri stabiliti ormai da anni sembrano muoversi ancora una volta verso dimensioni più razionali. Tralascio la fase dell' interrogarsi se tutto questo corrisponda davvero ad un reale cambiamento, considerato che dall'esterno sembra che compia sempre gli stessi gesti quotidiani e che ragioni sempre nello stesso prevedibile modo. Sarebbe pericoloso fermarsi a valutare cosa sta cambiando, pressapoco come cadere nell'infinita paranoia a forma di scatola cinese del fatto che non mi sto facendo paranoie, ovvero domandarsi insistentemente se è davvero normale essere privi di paranoie in questo periodo.

Mi accorgo però di essere alla ricerca di sensazioni che appartengono al passato per sfruttarne la familiarità e l'intensità della familiarità. Cerco negli scritti da diario gli elementi tangibili di come mi comportai durante il lutto più significativo, di come mi comportai per essere pienamente efficiente, di come riuscivo a non farmi venire le occhiaie, di come il mio modo di trascorrere le giornate cambiava a seconda del mio stato d'animo, di cosa dicevo agli altri, e provo a mandarli a memoria passo a passo, catalogandoli come si fa per le procedure standard di emergenza.

Mi rammarico per aver buttato via la lettera a J., la sua risposta calma e precisa a quel mio delirio spiritual-incazzato la cui bruttacopia rimane purtroppo imprigionata in questa busta di pensieri che sono io. Senza frasi fatte, devo comprendere cosa ormai fa parte dei ricordi e cosa invece ho di nuovo a mia disposizione.

E. scrisse:”la mia memoria è come quella dell'elefante nero quando si tratta di te”. Non so come ci riesce, ma le sue frasi ogni volta rinnovano inaspettatamente la mia concezione di bello-da-dire a una persona come me, col mio carattere. Perchè neppure io so bene cosa risvegli in me sensazioni positive ma nascoste. Ad esempio, provo sollievo nel ricordare quanto ho pianto quella sera nel lontanissimo novantanove dopo l'abbraccio con D. Non più per l'inghippo sentimentale in sé, (figuriamoci e vade retro) quanto per la forza e la libertà dei sentimenti che ho avuto chiara coscienza di provare: così banali, così teatrali, così superficialmente gravi, così poco ricostruibili nel dettaglio.

A questo punto di solito inizio a temere l'autocensura che mi costringe in nome della decenza a cancellare tutto, invece stavolta mi sforzo di scrivere ancora un paio di righe. Tutto sommato è notte e ne sto traendo giovamento. Non sto neppure combattendo con l'idea che questi pensieri andranno on line, nonostante siano slegati e privi di senso per tutti, nonché vagamente privati.

La mia vita continua a rimanere normale e piccola. Rinchiusa in progetti a breve e brevissimo termine che non hanno il coraggio di ampliarsi. Forse anche perchè gli altri sono fermi. Per ora. Anche se le loro chance di partenza (e di controllo) sono decisamente più elevate delle mie.

Non rileggo per non limarne la spontaneità. Ma da qualche parte uno scritto del genere un senso lo ha. Soprattutto se il tempo continua a scorrere e a lasciare distanza di analisi.

posted by milo @ 10:42 AM

0 commenti
---{ sabato, luglio 09, 2005 }---

Era quasi primavera, ma vale anche adesso.


Dieci Marzo. Aspettavo solo il ritorno di queste giornate tranquille, di questi pomeriggi caratterizzati da voli di alianti mentre compilo cassette in camera mia.
Studiare sulla scrivania davanti alla finestra spalancata e non sentire che un brividino di freddo è sempre stato piacevole e proficuo. Cosa ne sarà di me?

posted by milo @ 11:41 AM

0 commenti
---{ martedì, giugno 14, 2005 }---

sono pessimista per tutto e tutti, in particolare per il popolo italiano, quindi nessuna meraviglia a vedere quanto sono stati disastrosi i risultati del referendum sulla procreazione assistita .

commento lo stesso l'accaduto perchè durante il dibattito sulla questione sono venuti fuori ragionamenti abominevoli, sia da parte dei soliti che hanno voluto questa legge ( tra l'altro giudicata da policy la peggiore in assoluto a livello mondiale. lo diceva Riotta. purtoppo non mi ricordo dove. sorry.) sia da parte di gente insospettabile. Amici di famiglia con un livello di istruzione elevato, considerati di mente aperta, viaggiatori, frequentatori di realtà autogestite, si sono rivelati dei pericolosi dispensatori di luoghi comuni sposando la causa dell'astensione attiva.

E' l'ennesima riprova come dice Sartori che mala tempora currunt (dalla copertina: "il nostro è sempre stato ed è restato un paese disossato. E un paese disossato, senza vertebre, al momento della prova non reagisce:subisce"). Una trovata indecente come quella della promozione dell'astensione attiva poteva avere successo solo in un periodo nero come questo.


Ben consapevoli del fatto sotto la scusa dell'astensione attiva vi è un ventaglio di comportamenti completamente privi di senso civico come la semplice pigrizia, perbenisti e bigotti guidati dalla manina santa della conferenza episcopale italiana hanno approfittato di questo odioso stratagemma per far fallire il referendum.

In un Paese con un minimo di senso civico in più dell'italia una cosa del genere non sarebbe mai potuta accadere, non solo perchè non hanno il Vaticano in casa ( ora in europa rimane solo l'italia come zona di proselitismo, visto che la Spagna di Zapatero è bella che perduta), ma perchè nessuno si sarebbe mai sognato di propinare il non voto come comportamento da assumere in una consultazione elettorale per non scatenare ire popolari e conseguenti barricate in piazza.


Nell'ampia gamma delle considerazioni abominevoli comparse nei corsivi dei giornali locali e nazionali c'era anche questa: l'ammissione chiara e palese che quella del non voto è una strategia, una strategia legittima, giustificata come scelta di razionalità strumentale per sconfiggere gli avversari e che coloro che considerano il non voto diseducativo sono degli intolleranti che pensano che il popolo vada educato.

pazzesco!

Il referendum, me lo insegnavano a scuola, è uno dei massimi strumenti di democrazia. fra i responsabili dell'altissima astensione fisiologica ( circa il 30%) che fa fallire praticamente ogni referendum promosso negli ultimi dieci anni vi sono sicuramente i radicali. A forza di proporre referendum, ad esempio ricordo quella sfilza di 12 referendum di un po' di anni fa su cazzate come l'orario di apertura dei negozi, hanno completamente svilito il senso di democrazia e utilità di questo strumento istituzionale. Soprattutto in Italia dove, come sto ripetendo più volte, il senso civico non esiste,o bastano piccoli pretesti per tenerlo nascosto.

Ritornando alle posizione ideologiche di alcuni amici e parenti e alla gente che ritenevo di mente aperta, il mio sbigottimento è stato totale. un guazzabuglio di luoghi comuni è saltato fuori in tutta la sua potenza, come se fossero guidati dallo spirito della Fallaci.

ho sentito di tutto: dalla paura dell'eugenetica, di avere solo bimbi belli e intelligenti ( beh, visto questa società di cacca sarebbe una ricetta efficace..),al fatto che sarebbe meglio adottare invece che mettere al mondo altre bocche da sfamare.



Proprio per chiarire il punto sulle adozioni: da poco sono usciti i dati per quanto riguarda il friuli-ven-giulia. il 36% delle coppie che si informa sull'iter da compiere per adottare un bambino,rinuncia per le numerosissime difficoltà burocratiche, mentre fra chi avvia le pratiche vi è un 40% che rinuncia durante il procedimento.

quindi poco più del 20% riesce ad adottare un bambino. non so come siano i dati nazionali, penso peggio comunque.

da ciò si evince che chi adotta sono i ceti ricchissimi e basta. come per questa legge, i ceti ricchi possono recarsi all'estero, i poveri no. insomma, due schifose leggi basate sulla differenza di status socioeconomico.

il fatto di dire che bisogna adottare è ipocrita quanto dire "mangia la tua bistecchina che ci sono i bambini dell'etiopia che muoiono di fame". ad esempio, si può capire se il ragionamento "meglio adottare" vale per un caso concreto:chessò, a una conoscente che ha provato 7 tentativi tutti falliti di fecondazione in vitro lo si può consigliare, ma ritenerla una considerazione valida per tutte le coppie, per tutte le potenziali madri, è francamente inaccettabile.

poi,tra le tante paure, c'è quella delle mamme nonne.

e da ciò mi rendo conto del fatto sconvolgente che il messaggio trasmesso più è distorto, più è romanzato e generalizzato, più è accettato dalla gente. Mi basta ripensare a quel fatto di cronaca di quella mamma rumena di 67 anni, a come certi tg si erano affannati a porre enfasi sulla notizia.

la gente non ricorda invece che questa legge era stata votata in fretta e furia, su pressione della conferenza episcopale, a colpi di maggioranza, con 350 emendamenti, solo per coprire il fatto che sino a quel momento il parlamento si era solo messo in moto per leggi ad personam ( rogatorie internazionali, legge cirami etc..).

La gente non ricorda che mentre il parlamento la votava tutti dicevano ( maggioranza e opposizione) che tanto fa schifo e che bisognerà cambiarla.

adesso sarà il turno della legge sull'aborto, visto che l'embrione ha lo status di "persona" perchè, come disse presssapoco mantovano, vai in opsedale e hai subito il certificato per abortire.

certo.

magari.

la convinzione obbrobriosa e persistente che alle donne piace usare l'aborto come metodo contraccettivo: basta vedere quanto è sceso il numero degli aborti dall'introduzione della legge.

mi fermo qui.

per motivi di tempo.

avendo scritto in fretta e rincorrendo la memoria, non ricordo i dati e le fonti delle citazioni precise. sono verosimili comunque.




posted by milo @ 2:14 PM

0 commenti
---{ venerdì, aprile 15, 2005 }---

Tesi, inizio, non so cosa scrivere, allora faccio festa.

Dicesi: writer bloc party.


Consiglio a chiunque l'esperienza della visione dello spot della Saratoga per il prodotto Fernovus.

Una distinta signora del ceto medio-alto dipinge di verde un cancello, si fa aiutare da una cameriera vestita come una cameriera, tubino nero con grembiulino bianco e martingala in testa (forse).

Arriva un laido hugh hefner che si suppone sia il paròn del maniero, si informa su cosa stiano facendo le donzelle. " dipingo il cancello con giovanna" dice giustamente la parona. Il paròn si gira verso giovanna, che ammicca e sorride per imbarazzanti attimi che durano ore dall'alto di una scala con il piedino sollevato (giovanna, non la scala),inquadratura dal basso in piena tradizione trash anni 80, e lui chiosa con un "brava Giovanna brava".
Seguono intrigante inquadratura a tre quarti della parona e pay off. Imperdibile.

Certo che la Saratoga ha sempre avuto buongusto e ricercatezza per i rèclame. Sempre questi spot a base di silicone sigillante e velatissimi richiami a sfondo sessuale.

posted by milo @ 11:22 AM

0 commenti
---{ martedì, marzo 15, 2005 }---

Endism.

studiare. in realtà io dovrei studiare. studiare per quello che sarà l'ultimo esame, deo gratias. e neanche tanto una cazzata, visto che si tratta di parlare in crucco per almeno 25 minuti.e invece sono qui a produrre pensieri/trabochetto su quanto sia figo la status di studente che può dormire quanto vuole, rimanere nella solitudine domestica quando tutti sono fuori a oliare la macchina capitalistica, e gestire le proprie priorità con una calma zen dimenticata da qualiasi lavoratore serio ed impegnato.

Anche se non so predire il futuro, so che tra un anno non sarà sicuramente così; o lavorerò, o sarò in ansia perchè non trovo un lavoro, o girerò il pianeta facendo colloqui ( e togliti quel piercing!). Non potrò certo stazionare le mattine in camera a mettere in ordine alfabetico i vinili o a comporre canzoncine.

Mi godo gli ultimi momenti di assoluta libertà, la fine di questi anni accademici in cui ho completamente disimparato a studiare ragionare e scrivere: grazie Relazioni Pubbliche, grazie sistema universitario italiano! Per fortuna che di fronte a questo sfacelo, i miei sensi di colpa e l'horror vacui mi hanno imposto di sviluppare fin da subito una sorta di bulimia da libro, nell'illusione che ciò serva ad arrrestare questo meccanismo dell'oblio accelerato scatenatosi quando ogni obbligo istituzionale di presentarsi in classse alle 08:05 è miseramente saltato.

Perchè è bello cazzeggiare liberamente, ma assume sublime accezione simbolica quando è legato ad una cosa che dovresti, ma che non hai palle di fare.Per cercare di rovinarti la festa i volponi biblici hanno pure cercato di trasformarlo in un peccato capitale: l'accidia. ma noi siamo fieramente atei e accidiosi.

Forse queste sono le motivazioni che mi hanno spinto a sfruttare una sorta di carpe diem del cazzeggio. La convinzione che tra un po' "la festa sarà inesorabilmente finita" mi ha portato a ricercare ogni occasione per spassarmela.Come non capitava dall'epoche dell'entusiasmo da teenager, ho suicidato il portafoglio e ho girato città sufficientemente lontane nell'arco di neanche 3 settimane: Firenze, Milano per i Mars Volta e gli amici/amiche di vecchia data e i figli delle amiche di vecchia data, e Bologna per gli And You Will Know Us By The Trail of Dead che sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre.

Tralascio i dettagli sull'acufene che mi ha mollato solo oggi relativo alle 2 batterie dei Trail of Dead, e vi rendo partecipi della paranoia estrema.Aver visto per la prima volta due gruppi così importanti come mars volta e trail of dead in uno spazio temporale così ristretto, mi ha dato per la prima volta l'inquietante sensazione che la pacchia sia effettivamente finita. finiti i soldi ( beh, questo è vero giàda tempo). finito il lusso di poter far tardi nelle giornate infrasettimanali. finito il coraggio di presentarsi al mondo come una persona che non produce reddito.

Ma stiamo davvero diventando adulti? frequentatori di concerti, ascoltatori di dischi, ammiratori di mostre, lontani dalla sequenza logica del 98% dei trentenni friulani che pensa mattone-mercedes-stereoAlpine-morosa-nokia Z quattrocento-cinesidimerda-discotecaKulo&Kamicia (o se si preferisce adottare la variante che inizia con canna-clebbinoARCI-manuchao-pashmina-...), ma inevitabilmente adulti?!

Scusatemi, sembra un pezzo di barbara palombelli.

posted by milo @ 12:15 PM

0 commenti
---{ domenica, novembre 07, 2004 }---

Mano sul cuore.

Tirare su con il naso a The girl who lives on heaven hill.

Preoccuparsi durante I apologize e con il palmo della mano darsi delle grosse sberle sulla tempia per rinsavire, ma è tutto inutile.

Lasciare scorrere, cercando i fazzoletti.

Piangere su Celebrated summer.

Love and hate was in the air, like pollen from a flower
Somewhere in April time,
they add another hour
I guess I'd better think up a way to spend my time
Just when I'm ready to sit inside,
it's summer time
Should I go fishing or get a friend to hang around
It's back to summer, back to basics, hang around
Getting drunk out on the beach, or playing in a band
And getting out of school meant getting out of hand
Was this your celebrated summer?
Was that your celebrated summer?
Then the sun disintegrates between a wall of clouds
I summer where I winter at, and no one is allowed there
Do you remember when the first snowfall fell
When summer barely had a snowball's chance in Hell?









posted by milo @ 10:27 PM

0 commenti
---{ sabato, ottobre 30, 2004 }---

Le cause potrebbero essere la giornata bigia e piovosa, il caro estinto libro per l'esame di spagnolo più estinto di un uovo di dodo che non si trova neanche su amazon.com e le congiunture familiari, per cui mia madre conferma e riconferma il suo amore per i cibi confezionati e manco fosse una diva di hollywood che neanche sa cosa sia uno scolapasta causa troppo tempo sul set, mi rifila cose enogastronomiche piene di acido ascorbico, E 423 e correttori di sapidità che mi lasciano in bocca tutto il pomeriggio il sapore chimico della zuppa ai funghi knorr senza che io abbia mangiato la zuppa ai funghi knorr.

Le cause potrebbero essere queste, ma quando ho visto la menata della "notte dei blogger"(per i dettagli : google...notte dei blogger...bottone:mi-sento-fortunato). non ho potuto fare a meno di esclamare: 'maporcooddio!!". Poi in realtà ho articolato qualche pensiero più strutturato di un passionale porcoddio. Però la prima considerazione fu questa. E sarebbe stata alquanto simile anche in una giornata di sole con i passerotti che sgallettano cinguettanti sul mio davanzale e un biglietto vincente della lotteria in tasca.

oibò, ma da dove parto? Parto dal fatto che questo blog con papera annessa ha ormai 2,5 anni, e non prendete per il culo perchè nel mondo dei blog vuol dire essere decrepiti. All'epoca il blog lo avevano il bisi e giulia di roma, splinder doveva ancora arrivare e con esso dovevano ancora arrivare i commenti, i counter, i blogrodeo, le blogstar e tutte quelle inutili menate che sono servite ad autolegittimare una manica di frustrati con una seria dipendenza da piccì e un lavoro alquanto leggero, suppongo.

Grazie a loro ascoltare l'ultimo di julie doiron, i q not u, o i death cab for cutie e il primo degli shins (quest’ultimi comprati a barcellona a 4 euro (2+2) nell'agosto del 2002 quando nessuno se li cagava) anche se non si vuole ammetterlo, risulta essere maledettemente cool.

Perchè 'comfort in sound' degli eterni secondi Feeder, che continuano con il loro onesto pop con arpeggini pin-pon-pin-pon dedicando l'intero disco al batterista suicida, se dico io che è un bel disco nessuno mi caga? Non che me ne freghi particolarmente…era solo un modo per mettere in evidenza quanto fighi siano questi della generazione brand:new che provano a diffondere tendenze, a decretare la gloria di gruppi italiani inutili, e ci riescono. Pure a loro vantaggio, continuando questa spirale perversa di autolegittimazione fra bloggers convinti di essere portati per la critica musicale e il giornalismo d’assalto.

E la catena di sant'antonio di qualche mese fa creata fra gli indieblogger per far venire in italia i radio dept.? Ridicoli. Siiiii, carino il disco, il solito incrocio a volte palloso cocteau twins con house of love e nulla più. Ovviamente nulla per cui farsi i kilometri per vederli.

Tè ccredo che questi quattro ragazzini svedesi di fronte a tale entusiasmo erano stupiti ma anche diffidenti. ( mi attengo ai fatti riportati dai promotori dell’iniziativa nel fanciullesco reportage della loro data italiana su Losing tOday, la rivista indie - shoegaze dove tutto viene rapportato ai pixies. Esempio "bello l'ultimo dei cripple bastards!" "eh, si. si sentono le sonorità stile pixies").

Tale atteggiamento ricorda un meccanismo mentale da 15enne quando da NME, kerrang! o altri giornali stranieri all'avanguardia si sceglieva un nome a caso il più sconosciuto possibile, si ribaltava i negozi di dischi alla ricerca del singolo e anche se in cuor tuo non risultavano essere il tuo gruppo preferito, con insano entusiasmo questo gruppo mediocre veniva adottato sotto la propria ala di fan improvvisati solo per apparire “avanti” rispetto agli occhi degli altri bubez. . Adesso è molto più facile: basta andare sul sito dei Gregor Fucked His Samsara e inizare a dire che sono fighi.

Così si faceva la figura di quelli che hanno orecchio, di quelli che rivestono il ruolo una specie di talent-scout, no?

Ma vi suona familiare? Semplice, è quell'atteggiamento che poi alcuni mantengono nella maturità quando si sostengono che " il disco prima era meglio"/ "era meglio quando faceva film di serie Z" per il gusto di pensare controcorrente.

Tutta questa digressione per sparare sulla fottuta crocerossa e per far capire che questa notte dei blog ( ma.. notte nel senso apocalittico del termine? tipo 'notte della Repubblica'? anche si!) è solo l'ultimo atto di tale demenza collettiva, al servizio di coloro che sentono la necessità di documentare il fenomeno e ricavarci qualcosa.

Da un punto di vista razionale devo ammettere che fra i vari autori coinvolti una che merita è tale Arkangel che effettivamente sa scrivere e sa dare al tutto un'aura surreale; proprio il tipo di racconti che piacciono a me, quelle follie cyberpunk stile Mio cugino il mio gastroenterelogo di M. Leyner.

Un'altra partecipante a questo benedetto libro, una blogstar insomma, troneggia fra i miei link fin da tempi non sospetti.
Trattasi di un'adolescente che ha scoperto relativamente da poco gli Smiths e sta buggerando se stessa per il suo periodo da ascoltatrice dei Nirvana. Mica l'unica!. Insomma si tratta di post un po' monotematici con stratagemmi narrativi mutuati da Jack Frusciante aggiungendo amore per Nick Hornby ( ah, il virus Hornby!) rigurdanti accadimenti normali raccontati con toni finto-celebrativi, su quanto sia difficile essere adolescenti difficili agli occhi della famigerata massa.

L'avevo linkata perchè mi ricordava i pomeriggi all'Argghh, che ora si chiama nail records...chissà quanto avrò spaccato i maroni a Daniele presentandomi nel suo negozio quasi ogni pomeriggio, puntuale come la morte, a discutere in modo approssimativo scontanto e superficiale di dischi seminali per il verbo Sensefield/Texas Is the reason, ascoltare le risposte colte precise e azzeccate,
ammirare i poster storici attaccati sul soffitto e farsi raccontare episodi di amarcord punk. Scusa, Daniele!

Il libro La notte dei bloggers non l'ho letto e mai lo leggerò, poco ma sicuro.
Mi è bastato andare sul sito dedicato dove sono riportate le biografie con le solite frasi da cartellone di laurea che fanno presagire la personalità genialoide e borderline dei vari autori ( " fin da piccola faceva questo e quello...."). che tristezza.
I prodotti letterari seri generalmente riportano quattro righe in croce sulla vita dell'autore e basta, nato-premio-morto, senza questi aneddoti che non fanno ridere/pensare nessuno a parte gli amici del cuore e i familiari.

Fin dalla sua tenera infanzia dimostrava originalità di carattere. a 2 (due) anni a causa di un momento di distrazione dei suoi genitori, raggiunse carponi il tavolino e si scolò mezza bottiglia di Verduzzo, passando poi la serata in bilico fra lo stato incosciente del coma etilico e l'apostrofare il povero papi dandogli del mascalzone. Pure le cjoche triste ( l’ubriacatura cattiva).
a 5 tirò giù dal mobile il televisore che fortunatamente non esplose. Fece invece esplodere in garage quel raudo trovato ancora carico in giardino dopo capodanno a cui ricostruì con dovizia da artificiere la miccia e lo collocò dentro un vaso di terracotta adagiato in un letto di cotone imbevuto di alcool per ottenere l’equivalente potenza devastante di una pallottola dum-dum. Aveva solo 8 anni
Corse via con alle calcagna la madre munita di manico di scopa, strategico per mirare ai garretti. Tornò a casa solo a notte inoltrata.

ridete!
non ridete?
ma cazzo, questo è davvero il mio background.




posted by milo @ 1:22 PM

0 commenti
---{ martedì, ottobre 12, 2004 }---

A proposito ( che in italiano si scrive " a proposito" e non approposito) di canzoni..

E anche questo mese, il terzo consecutivo, si presenta all'appello quella solita decina di sfigati sfigatissimi che finisce su queste paginette cercando con Google l'MP3 o addirittura un intero cd che contenga la famigerata

vorrei cantare insieme a voi in magica armonia

Mi chiedo, ma che cazzo ve ne fate del natalizio inno pseudo-hippy che fu della Cocacola ?!
Fossimo sotto Natale potrei anche capire ( ma anche no), ma avete avuto il coraggio di cercare questo jingle apoteosi di buoni sentimenti natalizi ad AGOSTO!

Ma siete coglioni?





posted by milo @ 6:30 PM

0 commenti

Consapevole che nessuno legge i testi riportati su un blog:

Why can't i walk down a street free of suggestion?
Is my body the only trait in the eye's of men?
I've got some skin
You want to look in
There lays no reward in what you discover
You spent yourself watching me suffer
Suffer you words, suffer your eyes, suffer your hands
Suffer your interpretation of what it is to be a man
I've got some skin
You want to look in
She does nothing to deserve it
He only wants to observe it
We sit back like they taught us
We keep quiet like they taught us
He just wants to prove it
She does nothing to remove it
We don't want anyone to mind us
So we play the roles that they assigned us
She does nothing to conceal it
He touches her 'cause he wants to feel it
We blame her for being there
But we are all guilty

..( quasi ) tutti però si chiedono che canzone sia questa.




posted by milo @ 3:14 PM

0 commenti
---{ martedì, settembre 28, 2004 }---

Piccolo viaggio
'vai a Grado, riporta in appartamento le biciclette'
'riportaci le coperte che fa freddo e chiudi l'acqua, eh?'

Ora o mai più. O dovrei subire lo stress della mamma che ripete le sue richieste, ogni stracazzo di santo giorno fino a quando non inizierà la stagione balneare 2005 e le coperte saranno finalmente superflue e le bici finalmente corrose dall' incuria.

Ho aprofittato del primo pomeriggio di ieri, giornata limpida e tiepida, per comportarmi secondo le aspettative e andare a Grado a recuperare coperte e biciclette.

L'ho volutamente trasformato in un viaggio di riflessione solitaria, l’ultima occasione elioterapica prima di deprimersi con le giornate brevi e senza neanche il sole di mezzanotte; scelta accurata delle cassettine da ascoltare assieme ad una grande propensione a guardare il panorama a lato della strada e le facce dei conducenti delle macchine che procedevano in senso contrario.

Speravo di riuscire a vedere le caprette nel recinto accanto al semaforo del foro romano di Aquileia e le ho viste. Speravo di vedere qualche gabbiano con sguardo cattivo appollaiato sui pali in mezzo alla laguna e l'ho visto. Scaramanzia-fai-da-te. Ho fatto fare due giri alla ormai moribonda cassetta dei Concrete, che oltre a Sescenti sexaginta sex e Patior ergo sum comprende anche la registrazione dello split Concrete/Antisgammo, uno degli split più diffusi in tutte le distribuzioni italiane ed europee.
All'epoca, aprivo la credenza della nonna e c'era lo split Concrete/Antisgammo
Andavo in giro in bici, sentivo un crac!, guardavo sotto la ruota e c'era lo split Concrete/Antisgammo.
Dentro il registro di quinta c'era lo split Concrete/Antisgammo.

Così, per assurdo.

In questo periodo apprezzo le deviazioni, i giri lunghi, le strade nuove, i nomi dei paesi.
Rallento nei ritorni, se c'è una cassettina che mi piace, per arrivare a casa in silenzio. Non dico che percorro due volte le rotonde per assecondare il tempo del nastro, ma quasi. ( vero Violette?).

La strada che da Grado porta a Gorizia costeggia campi da golf, campeggi extralusso, passa in mezzo alla riserva naturale della foce dell'isonzo (figo!) supera piccoli ponti mobili sugli ultimi specchi di laguna prima della terra ferma in direzione di Monfalcone. Poi si gira a sinistra e iniziano i paesetti. Entrando a Fogliano si incontra una centrale elettrica, si passa sopra un cavalcavia a sua volta sovrastato da un traliccio dell'alta tensione enorme, di quelli che piacerebbe immortalare al christian.

E si sono sposati in tanti questo weekend, tanti quanti i portoni lungo il mio tragitto decorati con fiocchi e palloncini bianchi.

Il parco macchine del Friuli Venezia Giulia è fra i più puliti d'italia.
Ogni autolavaggio è occupato da schiere di ometti e donnine che con la testa sotto il sedile aspirano, lucidano, sbattono i tappetini, usano prodotti specifici per il paraurti. E socializzano alla grande. Che tristezza. ( ma mai come quest'inverno! 4 gradi celsius, pioggerella fine, alle 3 del mattino, presso l'autolavaggio vicino casa mia, la visione di un essere che in maniche di camicia, sigaretta e una mano in tasca risciaqua la mercedes insaponata).

Incrocio moltissime Punto ribassate, quelle per cui un rallentatore costituisce un dramma.
Moltissime macchine hanno le coccarde rosa o azzurre in cima all'antenna dell'autoradio.
Quando alcune di queste tentano sorpassi azzardati in prossimità di una curva, doppia linea continua, vedendo sventolare i fiocchi davanti a me a tutta velocità, mi ricordo di mia madre che in simili situazioni soleva spesso commentare dal sedile del passeggero: 'ma hanno appena avuto un/a bambino/a! perchè superano così pericolosamente?' mio padre annuiva e mi guardava dal retrovisore.

Piccole lezioni subliminali di educazione civica di mammina rompiballe. Però con me hanno
funzionato. In macchina mi comporto bene, fuori non so..

Lasciato Sagrado si procede verso Poggio Terzo Armata costeggiando di nuovo l'Isonzo. Giro sul lato B una seconda volta. Urlo Three attaccato a E Poi Piove. Alberi e Isonzo a sinistra, ferrovia a sopra di me a destra. Questo tratto di strada mi piace molto: siamo nella mitteleuropa e si vede! C’è la stessa atmosfera di un altro viaggio solitario in treno da Trieste verso Zagabria, dove valli strette ed erbose si alternavano a viste su laghetti di montagna e pecore al pascolo, mentre minacciosi si aggiravano fra gli scompartimenti 2 pulotti croati. A destra una serie di passaggi sotto la ferrovia portano verso San Martino del Carso e monte S.Michele.
Zone della prima guerra mondiale, piene di targhe e ossari... è ancora la Bisiacheria questa? Penso di si. In un piazzale due carabinieri bardati con giubbotto antiproiettile escono dall'auto, sventolano pigramente la paletta, rallento, ma improvvisamente mi fanno cenno di proseguire.
Sono a Peteano. ( strage di Peteano, Gladio, strategia della tensione blablabla... )

Gli ultimi due kilometri li lascio al silenzio e ai cartelli bilingue. Finalmente riesco ad orientarmi. Sono nelle vicinanze del valico di Sant'Andrea. Giungo a Gorizia.
Mi aspetta Marika che mi legge poesie di quel punk che è Montale.
-------------------------------------------------------------------------------------------

La tengo d’occhio da parecchio, infatti Alessandra Longo è una gran donna e le sue ‘spigolature’ su Repubblica intitolate Belpaese sono degne di nota

Proprio perché degne di nota, annoto quella odierna:

Evola e la Ferilli

La destra sociale ha recuperato Sabrina Ferilli, attrice dichiaratamente di sinistra. Lei ha fatto delle dichiarazioni al ‘Corriere’ durante l’estate, citando, forse imprudentemente, il seno “generoso” delle partigiane. Il mensile Area di Settembre, periodico della corrente di An che fa parte a Storace e Alemanno, riprende l’argomento lodando la Ferilli per la sua sortita: “ E’ straordinaria!Deduce dalle caratteristiche somatiche le tendenze dell’individuo”.
I teoremi dell’attrice romana – assicurano quelli del mensile duro e puro – sarebbero piaciuti anche a Julius Evola, sponsor “ della razza del sangue e dello spirito”. Fino a qui chiamiamola tocco di ironia, poi la caduta verticale. Eccola, anche un po’ depurata:”La teoria ferillesca apre una nuova strada storiografica: la tettologia resistenziale cioè la storia della Resistenza scritta attraverso lo studio delle tette delle partigiane”.Testuale. Come il finale che propone un interrogativo degno di tutto l’articolo: e se si scoprisse che anche “tra le file opposte, tra le fasciste” c’erano seni generosi, non è forse vero che aprirebbe “un grave problema revisionistico?”.



posted by milo @ 6:35 PM

0 commenti

E’ da tantissimo che non scrivo un post… Milo ormai si è rassegnato alla mia incostante presenza.

In verità avevo scritto qualcosa già il mese scorso, ma alla fine non mi piaceva: alcuni punti erano troppo personali, altri troppo distaccati, altri buttati lì senza uno scopo… insomma non l’ho messo in rete.
Sto trascorrendo delle belle giornate serene e tranquille: ogni tanto un bel concerto, altre volte una videocassetta, altre una chiacchierata con gli amici, prove Pekkla…..
Di sicuro la mia “carriera universitaria” sta peggiorando: fatemi fare di tutto ma non studiare!
Accidenti a me, proprio ora che sono alla fine e che gli esami dovrebbero essere più interessanti. Vabbè, ho deciso che un corso di yoga è quello che ci vuole a questo mio stato di perdizione.
…in effetti non è da me iscrivermi ad un corso di yoga…ma l’autoconvinzione funziona… ne sono sicurissima!

Le settimane mi scorrono via velocissime: venerdì scorso qui era inverno: Freddo, Bora a 140 Km/h, pioggia, torrenti in piena lungo la via… e oggi è una bella giornata di sole. Ed è di nuovo martedì!!! Miiii!!!!
Bè, potrei anche riprende un argomento di ciò che mi era venuto in mente un mese fa, almeno per non dire che anche quello era tempo buttato…
Cominciamo con un bel “copia e incolla”:

E allora, come non dirvelo: ad agosto sono stata tre giorni nella fantastica Berlino!

Il viaggio è stato organizzato in pochissimo tempo la settimana prima. Si sa che ogni anno la mia “voglia di Nord” si fa sentire, ma questa volta l’ho voluta soddisfare: una mattina mi sono alzata è ho deciso che sarei andata a rivisitare Berlino.
Lo stesso giorno l’ho proposto ad una amica che stavo aiutando per un trasloco. Senza troppi dubbi lei mi ha risposto di sì, che sarebbe venuta volentieri con me. Ho messo in moto le mie conoscenze, ho trovato un viaggio in aereo a poco prezzo, ho prenotato, zaino in spalla e siamo partite.
Una coppia organizzatissima: lei con la conoscenza del tedesco e io con il mio senso dell’orientamento potremmo essere i navigatori perfetti per un viaggio in Germania!
Mi sembra di esser stata via un mese: abbiamo camminato molto e fatto orari assurdi.
Una mattina ad esempio ci siamo svegliate alle 5.30 per poter visitare il MoMA ( Museo d’Arte Moderna di New York)!
E abbiamo fatto bene: quando siamo arrivate a Postdamer Platz la fila era già lunghissima! L’attesa dalle 7 alle 11 per entrare è stata pesante, ma n’è valsa la pena. Pensate ad un quadro di un pittore famoso che vi piace e là lo troverete originale! Meraviglia!!
Nonostante l’invasione di turisti italiani ( tante famigliole con 3-4 pargoli a seguito ), la gentilezza dei Berlinesi non è venuta meno: se per caso apri la cartina della metropolitana vicino alla stazione, c’è subito qualcuno che si affaccia alle tue spalle per chiederti se hai bisogno di un aiuto (La prima sera si fermarono ben 5 persone in un’ora!! Ps. C’erano stati problemi alle linee dopo un incidente ad una locomotiva…. Non siamo così incapaci a leggere una cartina!)
Le gru dei cantieri rendono il paesaggio caratteristico: è una città che continua a crescere e fa capire la sua voglia di modernità lasciando spazio ad artisti emergenti, a bandi di concorso mondiali, non trascurando il passato.
Avendola visitata da turista e in solo tre giorni, non ho avuto modo di addentrarmi troppo nei vari quartieri; ciò mi è dispiaciuto perché posso solo immaginare quante cose mi sia persa ( un altro buon motivo per tornarci, no?!). Non ho neanche avuto modo di entrare in qualche negozio di musica; fra l’altro non è così semplice trovarli! La prossima volta mi farò dare gli indirizzi.
Curiosamente mi sono accorta che, fra i panini per il pranzo rubati all’enorme buffet della colazione nell’ ostello- pensione, l’entrata al museo ridotta per studenti, la bassa voglia di visitare i classici negozi per turisti, è stato un viaggio molto conveniente dal punto di vista economico.

Certo, pensando all’estate,non dimentico neanche il fantastico Shagoo Shagoo fest 2: sono stati tre giorni intensi fra musica, divertimento e responsabilità… purtroppo quest’anno gli organizzatori non hanno potuto gioire completamente della riuscita del festival a causa delle eccessive spese burocratiche e da piccoli errori di gestione… vabbè, s’impara e il prossimo anno ci sarà ancora un altro Super Shagoo Shagoo Fest!

Stop.

Milo mi ha detto che in Italia ci sono più persone che scrivono un Blog che lettori di libri.
Com’è da interpretare questa affermazione?!
Ci sono più persone che vogliono raccontare piuttosto che informarsi? Oppure, ci sono più persone che ricercano informazioni su internet piuttosto che sui libri?
Non lo so.
Chissà se quelli che scrivono i blog sono anche dei buoni lettori di libri? Bha.

Ok, andrò a leggere Ghosts & Vegetables, una bella fanzine presa all’Anti Mtv Day.

Saluti a tutti!!


Ps. Magari la prossima volta vi parlerò dell’argomento della mia tesi…..






posted by jasmin @ 11:28 AM

0 commenti
---{ mercoledì, settembre 22, 2004 }---

"e ricorda: meglio un disco degli Electric Light Orchestra che una matita nel culo" (op.cit.)

Un paio di giorni fa Felpo, genere:gatto, girava infastidito per casa. Aveva un pezzettino di scotch attaccato al busino del culetto che non riusciva a togliere con le normali operazioni di bidè gattesco.Allora per aiutare il micino in trouble mi munii di carta igienica lo afferrai per la coda e strofinai la parte interessata per liberarlo dal corpo intruso. Il pezzo di scotch fu agganciato dalla carta, così tirai.....e peccato che venne fuori una cordella della lunghezza del gatto stesso, tipo filo di una marionetta.
Anche se l'operazione durò una manciata di secondi, la miagolata di felpo, ad occhi sbarrati,fu continua e proporzionale al tempo di sfilamento dello scotch

miaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooooooooooooooooooooooooo!

poi mi ha guardato malissimo per tutta la giornata e girava con il suo asterisco personale tutto arrossato. Dalla lunghezza del filo l'ho aiutato praticamente a risolvere un mal di gola, più che un fastidio rettale....

posted by milo @ 6:40 PM

0 commenti
---{ giovedì, settembre 02, 2004 }---

L'estate è trascorsa pantofolata davanti alle olimpiadi.

Assolutamente nulla di imprevisto in questa safe european home.

assolutamente nulla di originale nel web.
almeno si può esercitare efficacemente la ristretta memoria nozionistica.

cazz'era Fashion Nuggets? ah si, disco dei Cake
cazz'era Danse Macabre? Disco di Paul Roland! Ma va, chi lo conosce?! E' anche un disco dei
Faint ( scegliere sempre il riferimento più trendy)
cazz'era woland? bulgakov.
cazz'era helicon 1 ? che noia. mogwai.
cazz'era Make your own noise? roba dei Frail.
cazz'era Glamorama? ultimo lavoro del Breston Ellis

fino a

cazz'era Milo aukermann? il tipo dei descendents. su.


Ma tant'è.


Il Colosso

Domenica di Pasqua, Chicago. Io e mia sorella Amy stavamo partecipando a un pranzo
pomeridiano a casa del nostro amico John. Il tempo era bello, e John aveva apparecchiato la tavola in giardino perchè potessimo sederci al sole. Tutti avevano già preso il proprio posto quando io, scusandomi, mi assentai per andare in bagno e lì, nel gabinetto, trovai quello che in assoluto era lo stronzo più enorme che avessi mai visto in vita mia. Niente carta igienica o altro, solo quest'unico esemplare lungo e contorto, delle dimensioni di un burrito.

Tirai l'acqua, e l'enorme stronzo ondeggiò. Si spostò un tantino, ma nient'altro. Non voleva andarsene. Per un attimo pensai di lasciarlo lì perchè qualcun altro se ne occupasse, ma ormai era troppo tardi. Troppo tardi perchè prima di alzarmi da tavola avevo stupidamente comunicato a tutti dov'ero diretto. 'torno fra un attimo' avevo comunicato. 'faccio solo un saltino in bagno'.La mia destinazione era di dominio pubblico. Avrei dovuto dire che andavo a fare una telefonata. L'obiettivo era fare pipì, magari sciacquarmi il viso, e invece ora
dovevo vedermela con quella cosa.

Il serbatoio dello sciacquone si riempì e io feci una tacita promessa. Se quell'affare se ne fosse andato, avrei ripagato il mondo compiendo un qualche atto di gentilezza inaspettato. Tirai l'acqua per la seconda volta e l'enorme stronzo si rigirò pigramente su se stesso. 'Eddai..' dissi a bassa voce. 'vattene, sciò!'. Mi voltai, pronto a compiere la mia buona azione, ma quando abbassai lo sguardo era ancora lì che galleggiava sulla superficie dell'acqua fresca.

Proprio allora, qualcuno bussò alla porta e io mi feci prendere dal panico. 'un attimo!' Da bambino mia madre mi aveva preso da parte e spiegato che tutti vanno di corpo. 'ma proprio tutti' aggiunse 'persino il rpesidente e sua moglie.' Citò i nostri vicini, il prete e parecchi attori che ogni settimana vedevamo in televisione. Mi ero fatto un'idea complessiva, ma, naturale o meno che fosse, col cavolo che mi sarei preso la responsabilità di quel coso.

'un attimo, eh?'

Pensai seriamente di prenderlo e scagliarlo fuori dalla finestra. Giuro, il pensiero mi attraversò la mente, solo che John abitava al piano terreno, e a tre metri da lì c'erano una dozzina di persone sedute intorno a un tavolo da pic-nic. Di sicuro avrebbero visto la finestra aprirsi, e se qualcosa fosse caduto a terra se ne sarebbero accorti. Inoltre, era proprio il tipo di gente che in una situazione del genere si alza e va a indagare. Trovando me che, con le mani indicibilmente sudice, tentavo di spiegare che non era mio. Ma se non era mio perchè allora prendersi la briga di buttarlo dalla finestra? Nessuno mi avrebbe creduto, all'infuori della persona che l'aveva depositato lì, ed era alquanto improbabile che quest'ultima si facesse avanti per rivendicarne la paternità. Ero in trappola.

'un minuto ed esco!'

Recuperai uno sturalavandini e usai il manico per spezzare lo stronzo in pezzi più piccoli e gestibili, senza smettere nemmeno per un secondo di pensare che non era giusto, che tecnicamente quel compito non spettava a me. Tirai di nuovo lo sciacquone e quello non andò giù nemmeno stavolta. Su, bello. Diamoci una mossa. Mentre aspettavo che il serbatoio si riempisse pensai: forse dovrei lavarmi i capelli. Non ce li avevo sporchi, ma mi serviva una scusa per giustificare tutto quel tempo che stavo trascorrendo in bagno. Svelto, pensai. Fai qualcosa. A quel punto gli altri ospiti probabilmente stavano pensando che fossi uno di quelli che aprofittano delle cene per defecare e portarsi avanti con le letture.

'arrivo, mi sto lavando le mani.'

Un ultimo colpo di sciacquone, e tutto fu finito. Quel coso se n'era andato per sempre dalla mia vita. Aprii la porta e mi ritrovai di fronte la mia amica Janet, che mi disse: 'con comodo, eh?'. E io rimasi lì a pensare che se la persona che aveva abbandonato lì quello stronzo enorme non si era fatta problemi perchè mai avevo dovuto farmene io? Perchè me l'ero presa tanto a cuore? L'avevano lasciato lì per insegnarmi qualcosa? Avevo effettivamente imparato qualcosa? Per caso c'entrava la Pasqua? Alla fine decisi di lasciarmi la faccenda alle spalle,quindi uscii dal bagno e cominciai ad esaminare i possibili sospetti.

David Sedaris



posted by milo @ 5:37 PM

0 commenti
---{ domenica, luglio 11, 2004 }---



whathasbeen presenta:

Shagooshagoo fest
seconda edizione


indie. postrock. punk. hardcore. festival.

beans and gigs from the far northeast

osoppo(ud) ex-colonia elioterapica 23-24-25 luglio 2004


venerdì 23 h 18

altro (ps) -punc-
humidity (ex chuck norris, tv) -freenoisecore-
kc milian (ge) -atmosfere kinselliane-
stayer (ud) -noiserock-
for the cause (pa) -lupara ar core-



sabato 24 h 15

eniac (to) -electro sampling-
primadellapioggia (ud) -la meglio boyband del fitnesscore-
isobel (to) -postrock-
sogni verticali (tv) -postrock jazzadòn bluesadòn-
as a commodore (mi) -emocore con Lory del Santo alla cassa-
a fog in the shell (no) -postrock tellurico-
ex otago (ge) -boys on films-
a flower kollapsed (tv) -nuova scoperta: tirati-
super elastic bubble plastic (mn) -valvoloni&riffettoni-
memento mori (ex confusione, to) -aspetta che me lo segno-
neil on impression (fo) -a ripetizioni di sentimenti-


domenica 25 h 15

steve nardini (ud) -electronica-
lefty lucy (ud) -indie pop à la belle & drake-
disquieted by (fi) -rock'n'roll con pungiglione-
monroe (tv) -costola dei withlove-
n.o.i.o.c. (ud) -noise institute of cividale-
chang foss (croazia) -pesantezza e lentezza-
the wetfinger operation (tv) -indierock-
rydells (ud) -punk'n'roll-
oswald (tv) -lofai d'autore-
cecile de mile (ts) -simon & garfunkel-
hodge podge (ud) -eggnog-
sotomayor (slovenia) -indierock-


campeggio gratuito, cibo vegan, fiumi di fagiolata, birra ed una marea di guacamole.

ingresso venerdì 5 euro, sabato 8 euro e domenica 8 euro
due giorni 10 euro
tre giorni 13 euro


x informazioni:

www.whathasbeen.com
info@whathasbeen.com


p.s. se avete un blog fate un bel copia e incolla!

posted by milo @ 12:38 PM

0 commenti
---{ mercoledì, giugno 16, 2004 }---

OLIVA SOCIOPATICA

Mi sento come un'oliva in un frantoio.

Un'oliva sociopatica che deve pensare e ripensare fino allo stress alle regole fondamentali del relazionarsi con le altre olive.
Visto che suo malgrado vi è pigiata contro di esse da una macina strapesante, la cosa è ancor più irritante e sconveniente.

eh, magari non l'avessi mai provata queste sensazioni..
entrare in un locale e camminare a testa bassa o facendo finta di fissare punti indefiniti all'orizzonte, perchè tutti giudicano tutti.
parlare con qualcuno e soffermarsi nei suoi occhi o nel silenzio più cupo per capire se vado bene così o devo cambiare registro, lessico, tono di voce, argomento.per non dare impressioni che non voglio dare. Quali sono le impressioni che voglio/non voglio dare, tra
l'altro? perchè me ne frega così tanto? cos'è questa fame di un feedback?

cogliere reazioni negative dovunque, pensare che tutti mi parlano in una determinata maniera perchè sono perfidamente consapevoli della mia natura di oliva sociopatica.

io sarei una cornucopia di parole d'oro per i miei amici perchè sono persone in gamba, ma non posso esprimermi in questo perchè dovrei annegare nelle giustificazioni ai miei gesti, nelle secondarie di spiegazione, nelle formule per evitare fraintendimenti che non saprei evitare.
e poi per gli stessi motivi quassu elencati nessuno ha elargito e mai elargirà parole d'oro per me. Troppa fatica, nessuno vive così 'ghezzianamente' una conversazione da weekend.

Dunque, sono un'oliva un po' autistica che da il suo peggio in situazioni che costringono a frequentare il genere umano.

Come quando il perfido razionale calcolatore autista del bus frenava in modo tutt'altro che delicato per pressarci, noi studentelli senza diritti, sul davanti dell'autobus cosìcchè alla fermata dopo potevano salire ancora più persone. E con gli occhi cisposi del primo mattino ci constringeva a chiedersi scusa l'un l'altro per aver involontariamente pestato il piede a qualcuno o aver sfigurato guance con la stecca di educazione tecnica che spuntava dall'invicta.

quando capitano questi momenti, (perchè sono momenti e tutto passa e tutto ritorna. l'importante è telefonarmi imbroccando la fase quando tutto passa) penso che quel difetto che non riesco mai ad enumerare nelle mie autoanalisi notturne, e che invece stavolta temo di riuscirci benissimo, sia l'anafettività. Anaffettività come reazione contraria al desiderio di maggiore spontaneità. Chiamamola spontaneità. Toh, spigliatezza.

Sentimento ad alto potenziale nichilista, un punk non potrebbe chiedere di meglio. Ma pensando alle situazioni reali essere anafettivi è alquanto scomodo. Sempre attenti che la gente non scopra la tua anaffettività perchè sennò dopo tocca vivere in un inferno.

Poi se definisci una componente del tuo carattere come anafettività bisogna mutevolmente definire ciò che ci teniamo vicini per razionalità strumentale .

E visto che siamo tutti zeppi di retaggi cristiani e del civil vivere e convivere, non possiamo affermare che i familiari sono da me trattati bene solo per razionalità strumentale

se lo scoprono cessano i vantaggi
non suona neanche bene
non si può scrivere
non crediamo ad una persona normale che dice questo
se uno lo scrive è per dare la sensazione che si sta immedesiamndo nei panni del senzacuore.
massì che è così.
si sviluppa un'idea verosimile per girarci attorno e vedere fino a che punto di idiozia si arriva.
ma così non ci si prende mai sul serio.
non ci si prende mai sul serio come fanno gli altri.
...
pensavo di aver lasciato i pensieri a forma di scatola cinesi nei momenti ormonali di defaillance della prima adolescenza.
infatti questa si sta mostrando con sempre più sintomi evidenti come una crisi di seconda adolescenza.
o una crisi dei trentanni anticipata di 5 ?

sociopatia derivata da anafettività. o sono anafettivi gli altri nei miei confronti. o lo siamo in modo biunivoco? nessuno mi sopporta? solo a piccole dosi?

è vera però la storia che poichè non riesco mai a scavalcare l'autocritica non riesco mai e fare nulla di carino. Carino!?
non so come spiegarmi: è una sensazione legata al fatto che se dico/scrivo/compongo qualcosa, mi rendo conto che questo qualcosa sarà sempre impregnato da tutta una serie di insopportabili zuccherosi luoghi comuni, ingenuità non tollerabili.

anche in quello che scrivono gli altri si nota, è inevitabile. ma in quello che produco io si nota molto di più. ed è molto più brutto e insopportabile e adatto a ricevere milioni di critiche. che vanno tutte a bersaglio.
e molto spesso mentre parlo con gli altri la mia mente si blocca grazie a tutta una serie di considerazioni a margine ' ma ne vale la pena?', ' ma chi credo di essere?' 'tra un po' mi tiro un pugno molto doloroso, se non lo fai prima tu ' ' quest'ultima affermazione non ha ne capo ne coda' ' quest'altra mi sembrava più profonda quando era dentro il mio cervello.

sembra un espediente narrativo per ottenere l'attenzione di qualcuno, ma assicuro che non è così. Ammetto che scriverlo su un foglietto volante da tenere nel mio giallo diario sarebbe la giusta risposta a coloro che ora mi stanno tacciando di esibizionismo, ma se qualcuno è riuscito a leggere fin qua, ha annuito più o meno ad ogni riga e magari saprebbe darmi qualche consiglio per darci un taglio con questa sensazione di sociopatia, darebbe forse un senso a questa mia faticosa sparata on line.

Questa variante di sociopatia è il mio disagio principale.
Mi porta a sognare Maurizio Cattelan, stranamente bello e intelligente, che continua a chiamarmi e che cerca continuamente la mia opinione e la mia compagnia.

Bambinette under 20 che scrivono ai web giornali vergando i loro articoli con firme a doppio nome e cognome affine alla casata degli Hohenzollern. Come non pubblicare un articolo di una che sembra parente della Madame De Stael?

Oh, magari fosse semplice e geometrica invidia per coloro che se ne fregano e si esprimono efficacemente per la maggioranza!
Avrei già fatto efficace autoanalisi e soprattutto i miei sogni premonitori mi avrebbero abbandonato. Invece sono ancora qui di mattina a lasciarmi pensante sopra una tazza di caffellatte.

forse invidio il coraggio ( si chiama coraggio poi?) di questi che spiattellano sentimenti, che si consolano davvero guardando foto di gabbiani e nuvole, che copiano poesie astratte di iconografie medievali - lacrime/oscurità/ali/tramonti/cristallo/amanti -che producono mandano e vengono pure publicati, che non pensano ad inimmaginabili catastrofiche conseguenze dei loro scritti come me.

Non sarebbe neppure questo il problema.
Il vero problema è che quando incappo in una persona che reputo realmente profonda intelligente, ironica, brillante, con una marcia in più, infarcisco le mie frasi di secondarie, accidentali fra secondarie, mentre parlo correggo al volo termini sì corretti, ma non molto appropriati.
ogni mio pensiero termina con un mentale: ' potevo dire di più, potevo dirlo meglio, potevo
usare parole meno ampollose'.

il risultato dall' esterno è un insieme sconnesso di sorrisini idioti poco convincenti, tic verbali, forme verbali sciatte e elementari, frasi smozzicate, concetti scontati subito dimenticati dall'interlocutore.

Il mio specchio interiore mi dice continuamente che sto facendo figure barbine con tutti e in continuazione. specialmente ora che sto rivelando così pateticamente la mia natura di
oliva sociopatica. Ma avevo preventivamente deciso, come psicoterapia fai da te, che avrei
comunque premuto il tasto 'pubblica' qualunque pensiero avesse contenuto questo post. Preventivamente mi scuso con voi per questa pappardella.





posted by milo @ 2:12 PM

0 commenti
---{ sabato, giugno 12, 2004 }---

FILL IN THE BLANKS
Ma prima degli Sms mandati in piena notte firmati Min.Cul.Pop. ...ops!volevo dire Pres.Min.Cons., ce n'è stata un'altra ben più subdola:

l'innocente e virginale busta anonima che una volta aperta rivela a tradimento la lettera di una pagina e mezza e relativo pamphlet illustrato del Nano Liftato. Niente foto suggestive del Berlusco con il naso nel crocus questa volta? Ah no, dopo il buco di bilancio della sinistra, l'11 settembre e la concorrenza sleale dei paesi asiatici c'è bisogno di sobrietà, cribbio!

Una lettera-bomba di bestemmie che deflagrano in tutta la casa.

posted by milo @ 5:10 PM

0 commenti
---{ mercoledì, giugno 09, 2004 }---

Cos'è questa decadente nostalgia che pervade la rete? perchè tutti scrivono di quando avevano 15 anni?
parlare di tendenza della rete è un po' esagerato. Meglio parlare di 4 sparuti blog letti per far passare questa mezzoretta di confino, mentre sotto si svolge la lezione di pianoforte di mia nipote.
Più o meno come quando la mamma passa il mocio scrupolosamente in tutta la casa e ti fa scegliere la stanza da cui non potrai assolutamente uscire finchè il pavimento non si asciuga. Pena: indelebili talpe ognidove e la minaccia che toccherà proprio a me pulire il pavimento la prossima volta, visto che non rispetto il lavoro altrui.

Un occhio ai blog
Un orecchio alla lezione
Un altro occhio ai blog, un ulteriore orecchio alla lezione
E cado anch'io in questa nostalgia dei bei tempi andati, la magnifica irreparabilità delle sensazioni passate ( che fantastico luogo comune! Come quello della rotonda, soluzione viaria che risolve ogni problema di traffico. Segnalerò a chi di dovere.). Per esempio, il confronto in diretta tra una mia lezione di piano e quella di Silvia: i rimproveri all'acqua di rose rimangono gli stessi, l'insegnante con voce dolce ma decisa parte con una filippica sull'impegno e la costanza, sui risultati raggiunti con impegno e costanza e il ditino che viene guidato dalla mano dell'insegnante sopra la battuta che nn è stata appino compresa e le domande retoriche per creare interattività con il fanciullo.

"vero che studierai di più la prossima volta?"
deve rispoondere no, l'undicenne?

Cambiano i metodi, non i libri però. La maestra pretende che Sivia canti le note che sta suonando. La maestrina inventa canzoncine stupide sulla linea melodica per far memorizzaare meglio le note. Effettivamente è un buon metodo anche per sviluppare la capacità di comporre. Chissà mai se mia nipote comporrà?

I libri sono i miei invece.
Ci sono ancora i santini che vi applicava la mia maestra nell'87, cercando di fare dello spudorato proselitismo per la sua classe di catechesi. Sul piano troneggiano ancora il Pozzoli, l'Hanon e pure il Czerny ( o come diavolo si chiamava). Quest'ultimo mi faceva talmente cagare che un giorno lo lanciai dietro il pianoforte e raccontai in lacrime di averlo perso chissà dove chissà quando.

Le lezioni di ora sono molto più soft e molto più lente, mi pare. A parità di mesi di lezioni a questo punto io sapevo già suonare ' bionda sirena' e i valzerini, mentre qua sotto si discute ancora di ' quando inizierai solfeggio e unirai le mani'.

La mia esperienza col pianoforte è durata poco, quei tre o quattro annetti in piena incoscienza da scuola elementare.
All'epoca non percepivo come estremaemnte grave il fatto che quella che fu la maestra di conservatorio di mia sorella le lasciasse cadere sulle dita il coperchio del piano ( abbastanza piano da riuscire a ritirare in tempo falangine e falangette, ma cazzo!) ogniqualvolta sbagliava il passaggio; e non mi sembravano neppure granchè terribili i tentativi della mia insegnante di condurmi alla santità attraverso sticker cangianti con l'immagine di Padre Pio applicati a tradimento sul Beyer o come diavolo si chiamava

posted by milo @ 5:42 PM

0 commenti
---{ lunedì, maggio 10, 2004 }---

MY-LAI.

diciamola tutta:

se (purtroppo) ci saranno altri episodi di maltrattamenti estremi ai danni dei prigionieri iraqueni, speriamo che siano ad opera di militari italiani.

ci sarebbe un gustoso putiferio e se il governo non crollasse neanche con questa,
almeno avremmo la soddisfazione di vedere esposto alla gogna e allo sdegno nazionale/internazionale l'immondo emendamento sulla tortura promosso dalla lega e votato dalla maggioranza tutta, contrario a qualunque dichiarazione sui diritti fondamentali dell'uomo.

Per chi non lo sapesse ( visto anche l'insabbiamento della notizia da parte dei media), un paio di settimane fa, la Lega propose con successo un emendamento per cui il reato di tortura è considerato tale solo se vi è condizione di reiterazione.
Vale a dire: se uno tortura una volta sola non è reato, se lo fa più volte allora è reato.
Vale a dire: se un gruppo di persone e si mette in fila e uno ti tira una manganellata una volta sola, uno ti spegne la sigaretta in fronte, uno ti da una scarica da 100 volt, un altro ti piscia addosso, uno ti rompe un braccio...se ne escono tutti quanti innocenti.

giustificazione ufficiale all'emendamento:"la polizia deve pur difendersi".




posted by milo @ 9:48 PM

0 commenti
---{ giovedì, maggio 06, 2004 }---

Svegli alle nove. E mò?
Con Felpo in braccio che fuseggia al minimo dei giri, bello come un divano in alcantara, dico come stanno le cose. Coscientemente dovrei studiare, dovrei documentarmi su quale dei 2 esami restanti viene prima e, se non altro preparare il materiale. Fantascienza. Questo cielo bigio mi impedisce di pensare alle cose funzionali al mio futuro.

Sempre in riferimento al caratteristico analfabetismo di ritorno di noi universitari constato che il mattoncino in supereconomica – perché tanto comprano solo gli addetti ai lavori - de ‘Il secolo breve’ dello storico matusa Eric J. Hobsbawm è ricoperto da una leggera patina di polvere. Anzi la leggera patina è solo una blanda descrizione letteraria visto che in realtà la polvere è sufficiente a creare ben 3 gatti ( no, non spiego cosa sono i gatti della polvere).

Pagina 104 e devo arrivare alla 608. Ma chi me lo fa fare? E’ solo un cazzo di autoaggiornamento culturale riamndabile per i prossimi 80 anni.

Faccio freestyle sul blog.
Perché tutti fanno freestyle sul blog. O sputano sentenze.
“ ma perché vogliono dare la grazia a Sofri. Lui non l’ha mica chiesta”
“ basta vedere bambini morti in Iraq: vogliamo cenare in pace”. Più o meno i risultati sono questi; e giù una valanga di commenti favorevoli di raminghi che hanno trovato il loro opinion leader.
Semplificare per apparire.

“oggi ho mangiato un panino”
commenti: (239)
Ma come 239 commenti a simile stronzata!? Surreale.

Uno degli episodi più fighi di questi giorni è quello della diggei donna in cOrriera i cui resoconti musicali coincidono sempre e comunque con quelli di Blow Up ( che sia un’endorser?). Mai che le venga lo sfizio di ascoltare un disco quasi vecchio e poco trendy: chessò , Flamejob dei Cramps o uno passato irrimediabilmente di moda: i Notwist di ‘ Neon Gold’…Al massimo si concede Entertainment dei Gang Of Four, targato 1979, ma solo perché era segnalato nella rubrica Retropolis di Rumore, e perché fa tanto ‘ seminale’, fa tanto ‘ riferimento’, fa tanto ‘storia della glitch electro no wave indie tronica 2004’ .

Pochi giorni fa la suddetta scrive del concerto degli Yeah Yeah Yeah con i Locust di supporto. Dei Locust scrive che è il migliore gruppo grind mai visto. Grind? A chiunque se li sia visti 4 anni fa al Mladinski Center di Postojna o che ascolti il minimo indispensabile di screamo/emo violence scappa una ghignata sotto i baffi. I Locust? Grind?

E piovve dal cielo verso il decimo posto dei commenti del suo blog un’anonima affermazione: ‘hai scritto una vaccata’. Vero.
Il giorno dopo si erano aggiunti altri 32 commenti contro l’anonimo.
Ma Dio Wedren! 32 frustrati, sforniti di autoironia, che passano tutto il giorno appollaiati sulla tastiera del piccì e che si prendono pericolosamente troppo sul serio.
E come non infierire contro di questi, pensò a ragione l’anonimo?


Altro giro, altra corsa.
Giunge una signorina a parlare di un’ipotetica tesi su crisi dei valori, criminalità devianza.
Crisi dei valori? “Si” si affretta a spiegare “ perché la famiglia è puerocentrica e la scuola non fornisce gli strumenti necessari per bloccare questa crisi dei valori”.
Crisi dei valori. Vuoto morale. E rinnegare i valori cosiddetti trdizionali non diventa un valore esso stesso? E le combinazioni dei valori rinnegati non costituiscono a loro volta un nuovo sistema di valori? E che dire del fatto che la vecchia generazione critica sempre la nuova? Che i libri didattici da noi letti ed imparati sono scritti dalla vecchia generazione?
La famiglia è puerocentrica e per questo non veicola i valori. Parliamone: la famiglia è tale perché è inlcusa nella società. E la società cos’è? Puerocentrica? Incentrata sui figli? Non è meglio parlare di ruoli? E di razionalizzazione strumentale? Una volta la razionalizzazione ‘colpiva’ i più giovani, tantochè il concetto di infanzia neppure esisteva. Chi non produceva moriva e veniva sepolto nel giardino dietro la casa senza far fatica a portare il cadavere al cimitero. E ora? Ora tocca agli anziani. Il vecchietto dove lo metto.
“ci sono le scuole per genitori” disse per spiegare il concetto di ruolo “ per capire i figli e non ritrovarsi con altri Erika e Omar che ti fanno la festa quando meno te l’aspetti”
Palesi esercizi di autoreferenzialità per gli operatori che organizzano questi corsi.
“ e la scuola?!” La scuola. Proviamo a pensare in termini di risorse concesse: la scuola italiana dispone di pochissime risorse rispetto ad altri paesi. Si pretende che la scuola italiana abbia funzione di psicologa per i ragazzi però al contempo se il fanciullo va male in matematica è colpa della prof. stronza che non capisce un cazzo. Come vengono considerati gli insegnanti dalla società? E in termini di risorse?
Seconda parte: la devianza e la criminalità. Cazzo è devianza? Cazzo è normalità?
Prima di aprile 2003 potevo fumare sul treno, ora se lo faccio assumo un comportamento deviante e rischio di essere pesantemente sanzionato. La devianza è legata al luogo, al tempo. al gruppo sociale a cui essa è riferita, alla intensità materiale o simbolica della sanzione.
Quali sono i fattori per cui cambia la potenza della sanzione? Cosa permette l’interiorizzazione delle regole? Un matto criminale è prima matto o prima criminale? ……….Blablannlanlnurghvbhgubvbvyuerbv h htjkfh kfhkv hfekwa vhkja vjavka..’?……
Laura afferra il suo bicchiere e io in contemporanea. Ci godiamo il Tocai Passito. Sospiriamo: “Ah, che gran cosa il pensiero complesso….”

Penso a quella che sarà la mia tesi.
Dovrò contenere tutte le auto-obiezioni critico-distruttive di cui sopra.
So che tutti sanno che il mio è solo un punto di vista, ma non dovrò bloccarmi per questo. Procedere con umiltà e sintesi, ma procedere.
C’è chi scrive delle vaccate inenarrabili e non fa neanche un plissè.
Io voglio essere in una posizione intermedia fra le auto-obiezioni naziste e le vaccate da bambino d’asilo.

Cosa ho detto? Un mucchio di cazzate.
Il tutto perché mi arrovello a comporre e non ci riesco, “a cantare una canzone che non verrà mai” ( Trentanovequaranta…oggi revival Frammenti).















posted by milo @ 11:56 AM

0 commenti
---{ lunedì, aprile 19, 2004 }---

I CAPPERI INSPIRATORI TRA LA RAPPRESENTAZIONE DEL QUOTIDIANO

Qui non c'è una chitarra.
E che cazzo faccio io se non ho neppure una chitarrina? Già feci l'errore di portarmi Golding 'il signore delle mosche', quasi agli sgoccioli e nonostante abbia centellinato ogni pagina, letto con calma senza scorrere con gli occhi le ultime 30 pagine (come invece di solito faccio nei confronti dei libri mediamente interessanti), riuscii a finirlo. E sono solo le undici. E il tempo si dilata, in una casa che non è la mia.

Faccio la guardia al falegname che è al terzo e ultimo giorno di lavoro per imbastire una megalibreria al piano di sopra, quindi non posso neanche andare a fare un riposino. Devo essere vigile e presente qui in cucina, preparare caffè, prendere l'aspirapolvere, rifare i letti, simulare lavori al computer per far vedere che il mio tempo passa proficuamente.

Questo infatti è un post inutile, come gli altri d'altronde, ma questo è più inutile perchè neanche mi sforzo di trovare un argomento su cui discettare, un capro espiatorio ( o un capo ispiratorio, come disse una fanciulla dall'alto del suo blasonato master di statistica avanzata... che pena. ) contro cui tuonare.

Avrei per lo meno potuto portare la cassettina con i Rain Like The Sound Of Trains o i Pain Like A Farting Ass da ascoltare con le cuffiette.
No, neanche quello. Avrebbe ridotto la mia interattività col falegname. Non avrei sentito le sue richieste e lui sarebbe stato costretto a saltellare giù per le scale e farmi pic pic col ditino sulla schiena mentre sono al pc a scrivere queste stronzate. E fare la figura del teenager lobotomizzato che scrive al computer e parkinsoneggia con la testa seguendo un ritmo che è fuori dal mondo reale di voi adulti.

L'aspirapolvere è in moto da più di 4 minuti, lassù.
Forse sta aspirando le ultime schegge di legno.
Infatti. Millimetro mi chiama di sopra per ammirare il capolavoro.

Anche a me servirebbe una libreria così sconfinata, 3 lati di libreria per un totale di 10.5 metri lineari di scaffali dal pavimento al soffitto profondi 45 cm, futon ed eliminazione totale dell'elemento armadio: tanto per quelle quattro felpe e due vestiti collettivi che possiedo..
Gli ho appena detto arrivederci.
Ha messo in moto. Va via.
Solitudine.
Buonanotte, poichè stanotte non ho dormito un cazzo.


posted by milo @ 12:21 PM

0 commenti
---{ lunedì, marzo 01, 2004 }---

Jasmine decretò che è un sacco di tempo che non le registrto le cassettine e sottolineò il grave concetto appoggiando una sua C 60 vergine sul cruscotto.

Il giorno dopo mi misi al lavoro.
Il risultato fu una compilation da viaggio abbastanza equilibrata e solare, con ingenuità punk, alternata a mostri sacri, scorci acustici, due cover significative e due pezzi da videoclip mainstream.
La scelta è caduta su pezzi a volte datati, ma non nostalgici; una playlist finalmente disintossicata dai vari fenomeni dell’ultim’ora, i vari Franz Ferdinand, Ilya, Chicks on Speed, Karen Ann che Brand New e Blow Up vogliono ( e riescono ad) imporre per farci sentire dei veri alternativi. Anime indie che tentano di eludere il fondamentale passaggio attraverso il punk el’hardcore, considerato troppo da giovincelli, per nutrirsi di post rock indefinito.

Riporto qui i brani perché nonostante fossi fuori allenamento penso di aver radunato una selezione tuttosommato carina . Affinchè possiate trarne spunto vi lascio la lista e anche l’ordine con cui ho registrato i brani ( l’ordine è importante!). Qua, a differenza di altri posti, il tasto destro del vostro mouse funziona: approfittatene… I brani li ho reperiti dai dischi originali eccetto uno, comunque credo che in rete potete trovarli senza difficoltà.

Occorrente: una C 60 (viva le cassettine!). O, se proprio proprio non vi sentite a vostro agio con le cassettine, un supporto equivalente:

LATO A:

1. Weakerthans ‘aside’ dall’album ‘Left and Leaving’
Gruppo dell’ex bassista dei Propagandhi. Per far partire la cassettina bisogna immettersi sulla statale e prendere un po’ velocità …e non si poteva non iniziare il viaggio con questa canzone.
2. Belly ‘ now they’ll sleep’ dall’album ‘King’
Quel cardellino della Tanya Donnelly scrive un canzoncina che fra un ‘l’ho già sentito questo giro di voce’ e un ‘beh…carina’ ti si incolla nella testa e non ti lascia più
3. Scott Richter ‘Baby one more time’ dall’album omonimo
Prima cover significativa: lo stonatissimo leader dei Metroshifter, solo voce e chitarra acustica, riprende la canzone di Britney Spears cerca di reinventarla con una venatura dark e invece la trasforma in una perfetta canzone da chiesa.
4. Shudder to think ‘ Red house’ dall’album '50,000 B.C.'
L’intero album è insostenibile, ma questa si salva e si salva alla grande.
5. Dinosaur Jr. ‘ Not you again’ da 'Ear bleeding country', la raccolta
Storici e adorabili
6. Lemonheads ‘ Rest Assured’ da 'Come on and feel the lemonheads’
L’essenza del power pop
7. New Pornographers ‘ All for swinging you around’ dall’album ‘Electric Version’
Qui Brand new ha fatto il danno: visto il video – piaciuto – comprato l’album - piaciuto. Con la dovuta elasticità me li vedrei bene su Lookout records..
8. Nada Surf ‘ The way you wear your head’ dall’album 'Let Go'
Me li ricordavo per la canzone-predicozzo ‘Popular’ sospesa tra Weezer e Massimo Volume. Erano spariti e sono ritornati dopo anni con un album molto bello. Visti in concerto, mi sono stati ancora più simpatici.
9. 3 ‘ Swann Street’ dalla compilation State of the union
Una canzone acustica intensissima e poi figùrati se poteva mancare un gruppo Dischord in una compilation da me ideata…
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
LATO B:

1. Jawbreaker 'Boxcar’ da ‘ 24 hour revenge therapy’
I canadesi Fifh hour hero ne fecero dal vivo una gioiosissima cover. Allora l’ho riscoperta: Sol do-do ( x 3) re do do, effettivamente è perfetta per la sala prove per rinsaldare lo spirito di gruppo nei momenti di sconforto.
2. And you will know us the trail of dead ‘ Mistakes and Regrets’ dall'album 'Madonna'
Prima di passare alla Interscope e fare (per fortuna) un album identico a questo, prima che tentassero senza successo ( per fortuna #2) di trasformarli nei nuovi At the drive in , un cantante con la stessa voce di Lee Ranaldo e un batterista eccezionale contribuirono a questa meraviglia
3. Ash 'Burn Baby burn’ da 'Free all angels'.
Perchè nel momento di pausa senti gli ampli delle chitarre che accumulano suono e potenza per restituirli al massimo nell’immediato ritornello
4. Appleseed Cast ‘ Fishing the sky’ da ‘Mare Vitalis’
Originali come pochi, grazie al batterista
5. Rainer Maria ‘ CT Catholic’ da ‘ Long knives Drawn’
Finalmente la signorina ha imparato a cantare. E’ la canzone meno fredda dell’album.
6. Husker Du ‘ Standing in the rain’ da Warehouse Songs and stories
Loro devono piacere e basta. Sennò non capite proprio una banana.
7. Evan Dando ’Skull’ da un mp3...non mi ricordo da che disco/singolo è tratto....
Ecco la seconda cover significativa, anche questa acustica. Quello scombinato bofonchia con così tanto patohos la canzone dei Misfits che ti chiedi perché cavolo non le abbia rifatte TUTTE quante.
8. Weezer ‘ Don’t let go’dal cosidetto Green Album
Ho scelto questa perchè quelle del primo album non si possono separare e includere in una compilation. E i Weezer devono esserci comunque.
9. Avail ’ simple song’ da 4 am Friday
(forse) La mia canzone preferita di uno dei miei gruppi preferiti di sempre.
10. Descendents ‘ Bikeage’ dalla raccolta 'Somery'
Come sopra. Da cantare a squarciagola tutti assieme con un air drumming appropriato, con la mano fuori dal finestrino che batte sul tettuccio della macchina.

Ripetere la somministrazione in caso di astinenza o di richieste entusiaste da parte dei passeggeri.


posted by milo @ 11:35 AM

0 commenti
---{ venerdì, febbraio 06, 2004 }---

Questa settimana ho vissuto in un videogioco.
Era molto semplice.
Si doveva riempire più cassonetti o cestini possibili con palle di fazzoletti di carta usati.
Si poteva fare qualsiasi tipo di lancio: l’importante era non mancare l’obiettivo.
Si poteva decidere di gettare un fazzoletto alla volta oppure aspettare di averne usati abbastanza per poi riversare l’intera tasca del giubbotto nel cestino.
Scopo: infettare l’intera città.
C’ero quasi riuscita.
Poi mi è finito il raffreddore.


Ma parliamo di cose serie.
Mi è capitato sotto mano un foglietto pubblicitario di una banca.
Riporto solo i titoli dei paragrafi:

Carta di credito 18-30
Qual è la tua strada per la libertà?
Libertà = avere tutto e subito
Libertà = andare a vivere da solo
Libertà = partire per una terra che non ho mai visto
Libertà = girare il mondo con un click
Libertà = basta con le spiegazioni. Ora tocca a me sognare e chiedere.

Carta di credito 13-17
Sei pronto per conoscere la libertà?
… …
… …
Ecco cosa dovremmo imparare dalla vita……
Mi chiedo dunque perché i filosofi abbiano trascorso tutta la loro esistenza per trovare una risposta ad una domanda così banale….
Che bello, esiste una banca che lavora per te, che guadagna per te, che non ti chiede assolutamente niente in cambio e che ti regala tutto ciò che vuoi.
Che vita.

Sono sconvolta… …

'notte


posted by jasmin @ 11:35 PM

0 commenti

°
°
° °
° ° °
°
° °
° ° ° ° ° ° ° ° °
buf!

posted by milo @ 5:41 PM

0 commenti

NED FLANDERS, IL MOIGE, LE MAMME ANTI-ROCK E GLI IMPALED NAZARENE

Mi dispiace non riuscire a produrmi in scritti più strutturati ( e forse voi invece sarete contenti di questo), ma qui c'è un'adiesseelle che mi permette di vagare tra le varie pietre miliari di idiozia contemporanea nel web.

E ne ho trovata una che mi ricorda le prodezze della mia ex-responsabile catto-apocalittico-esoterica.

Provo ad immaginare l'utente tipo di tale sito.

Ma anche se, come sostengono, ci fosse davvero scritto 'satana' o 'sex' in ogni centimetro quadrato di qualsiasi pubblicità cosa cazzo cambierebbe nella nostra vita? Saremmo tutti indiavolati e fornicanti? Embè?

Vorrei essere un creativo pubblicitario per riempire di proposito tutti i réclame di cazzetti appena accennati, scritte sataniche, microscopiche diavolesse succinte e teschi in stereogramma in modo tale da riprodurre ai loro occhi tutti i sintomi di un'Apocalisse imminente.
E poi gli viene un coccolone di fronte a tale pagana spudoratezza.

posted by milo @ 4:37 PM

0 commenti
---{ martedì, febbraio 03, 2004 }---

Il mio Enrico preferito scrisse: 'Il 18 Marzo vado a vedere i Get Up Kids ad Atlanta, GA.
Il mio cuore batte come quello di una ragazzina manzanese che ha scoperto l'Emo con l'omonimo album degli Screeching Weasel...'

posted by milo @ 12:12 PM

0 commenti
---{ martedì, gennaio 20, 2004 }---

eh, i Guzzanti....l'unico caso di famiglia con padre degenere.

posted by milo @ 10:49 AM

0 commenti
---{ sabato, gennaio 17, 2004 }---

BLOB E’ L’UNICA TRASMISSIONE DECENTE.

Prove tecniche di arteriosclerosi.

Le assonanze linguistiche mi mandano in tilt, non riesco a imparare dagli errori anche se sono sempre quelli: infatti, con sconcertante regolarità confondo vicendevolmente:

I Might Be Giants con i Guided By Voices e a volte con i God Is My Co-pilot
Slint con gli Swans –gravissimo!-
Big Drill Car con i Built To Spill
Mercury Rev con gli Shudder To Think
Il capodanno con il ferragosto
Lupo con Tubo.

E altro che ora non ricordo, ma che al momento appropriato salterà fuori per procurarmi l’ennesimo lapsus o l’ennesima figuraccia, a seconda della gravità del fraintendimento.

2003-2004: la confusione ( il confondimento?) è sign of the times, fa parte dello Zeitgeist.
Le persone sono confuse, non riescono a dare il giusto peso agli avvenimenti. Lo diceva anche la Sabina Guzzanti in quell’unica puntata di Raiot notturna e clandestina come una trasmissione di Radio Londra dei tempi d’oro. E’ un periodo strano questo, i comici sono costretti a fare informazione e i telegiornali intrattengono. I comici, i buffoni, i giullari, i pagliacci spiegano l’ascesa al potere del cavaliere o le conseguenze della legge Gasparri chiari e limpidi come un capitolo del Bignami e vengono censurati. Degli opinionisti se ne sono già sbarazzati nel periodo a ridosso del loro successo elettorale, quello più autorevole ha 80 anni quindi manca poco. Gli altri, poca cosa. Intanto Barbato, Montanelli, Del Buono sono già belli che andati e anche se sicuramente si ribaltano, pogano nelle loro cassa sono inoffensivi.

Odio quella cosa chiamata infotainment (neologismo nato da information+entertainment, informazione e intrattenimento) . Fanno parte dell’infotainment programmi come Striscia La Notizia o Le Iene tanto per incasellare il genere in questione.
Quei programmi di grande successo che sbeffeggiano senza sbeffeggiare, fanno finta di informare, fanno finta di fornire un servizio pubblico. Semplicemente sviano l’attenzione da qualcos’altro/qualcun’altro assolutamente variabile e non precisato che è più importante anche se meno divertente. E’ una sensazione sottile. Più di qualcuno, o perché ha ben presente l’atmosfera descritta da Orwell in 1984 o perché elabora le informazioni esterne assolutamente in buona fede e per istinto, si è accorto di questa polvere magica e soporifera che copre le opinioni trasmesse. Poi magari in cuor suo sente che sta esagerando con le paranoie appena va a pensare che le irrispettose barzellette su Hitler che circolavano nella Germania degli anni 30, erano ideate da Goebbles e Hilter stesso.

Premettendo che Antonio Ricci e tutto il baraccone che ha creato mi sono sempre stati abbondantemente e genuinamente sulle balle, la guerra fra poveri, anzi fra menti povere, scatenatasi fra Bonolis e Ricci a colpi di passaggi in video è l’esempio palese della confusione che regna adesso.

Per chiarezza nostra e delle generazioni future riassumo in modo grossolano la telenovela Ricci-Bonolis, anche se quasi tutti la conoscono:
Striscia la Notizia accusa Bonolis ( ex presentatore di Striscia, attualmente di Domenica In) di fare ‘televisione del dolore’ invitando medium ciarlatani –quando mai un medium non è ciarlatano? Non sono sinonimi? Mah, vabbè). In un intervento in diretta durante Domenica In, Bonolis con sguardo livido e lacrima all’angolo della palpebra ribatte dicendo che non è vero e che Ricci deve vergognarsi. Striscia la Notizia il giorno dopo critica le modalità di messa in onda dell’intervento di Bonolis accusandolo di aver sfruttato l’occasione per meri motivi di audience. Non soddisfatti lo staff di Striscia inanella l’ennesima serie di episodi di pubblicità occulta in trasmissioni Rai. L’intera vicenda viene amplificata grazie ai servizi all’interno dei TG sia della Mediaste sia della Rai. Sul caso interviene il C.d a. della Rai, si procederà con un ‘inchiesta interna…the end?


Parlando con amici, leggiucchiando sui vari blog ho notato che la maggioranza ritiene che il comportamento assunto da Striscia la Notizia e quello conseguente di Bonolis sia stato uno spettacolo pietoso in cui gli attori cercano di fare di tutto pur di abbattere l’avversario a colpi di audience. In special modo Strscia la Notizia che stava perdendo colpi sul programma preserale di Bonolis e così via…….
( a quanto pare è stato uno degli argomenti più dibattuti subito dopo i pensierini su come si è passato il Ferragosto*)

Il punto è che non è questione di audience o di dignità persa. Il punto è che ti costringono a discuterne, a prendere una cazzo di posizione su un avvenimento che non dovrebbe influire sulla tua sfera cerebrale, non dovrebbe occupare neuroni perché dovresti già sapere che fan tutti parte della stessa famiglia di incantatori.

Invece la gente si infervora sul comportamento di Bonolis, fa trasparire idee medievali sulla questione del crocefisso nelle scuole , si scandalizza perché c’è un prete nella prossima serie del Grande Fratello, commenta le performances di Pappalardo…La gente non dice più: ‘ beh, allora? Machissenefrega!!’
Spreca energie per inutili dibattiti quando ragazzi e ragazze di 18 anni si fanno saltare nel mezzo della strada. Questo non vuole essere un discorso tipo :’mangia tutta la bistecchina, che i bambini dell’Etiopia non hanno nulla e muoiono di fame’, voglio solo dire che c’è qualcosa che non va quando un ragazzo che ha appena finito le superiori o una madre di 2 bambini piccoli invece di pensare alla morosa o allo shopping studia il modo migliore per eludere i controlli e farsi saltare in aria su un autobus la domenica per uccidere più famigliole possibili. L’infotainment non contempla il fatto che laggiù tutti stanno facendo di tutto per rovinare e infarcire di odio puro le prossime 4 generazioni almeno.

Questa è la diretta conseguenza dei telegiornali trasformati in spin-offs di Verissimo. Una volta non si sognavano neppure di dare notizie di gossip che non fossero quelle della famiglia reale inglese. Parlavano di politica interna, politica estera, cronaca nera e sport una volta alla settimana, tranne durante i Mondiali. Ci si annoiava a sentire parlare di bilanci, finanziaria, scala mobile etc.
Nel 2004 al massimo potrai pensare che è ora di finirla con il servizio sul calendario della Chiappini, sui progetti matrimoniali della Arcuri, su quanto bene fa la dieta mediterranea, con le rubriche Gusto e Costume e Società. Potrai pensare che coloro che intervengono sono talmente impacciati che fanno ridere, che tutto sommato non danno così fastidio, che ci si abitua, che è una merda, che non dicono mai cose interessanti, che finalmente parlano dei prodotti italiani….ma il pensiero si ferma lì. Hai preso una posizione; hai sprecato energia, l’obiettivo è stato raggiunto: ti hanno distratto e sta sicuro che ti distrarranno per tutto il 2004.

Insomma, quello che rimane per consolarsi è Zelig, inoffensivo e piace a tutti grandi e piccini. E’ una fucina di tormentoni simpatici da utilizzare per entrare in sintonia con i colleghi di lavoro ( che in fondo non sono così diversi da te basta trovare cosa avete in comune) e occupa interi scaffali in libreria e tutto senza dire nulla. Per chi vuole qualcosa di più osè è disponibile il nuovo spettacolo del Bagaglino dove la frase più sovversiva è: ‘Berlusconi non romperci i coglioni’. Irriverente, trasgressivo e notevole: prendere in giro Berlusconi di questi tempi non è cosa facile, ma loro ci sono riusciti. Chissà come..

Dai cazzo, io in qualità di esserino piccolo e scemo coscientemente non ero fra voi all’epoca, ma secondo me neanche nei cotonati e craxiani anni 80 non eravamo così messi male, o sbaglio?

( piccolo e non attendibile medley sulle pubblicità della mia infanzia.)
Rockford, c’era aria di tempesta. Un uomo che sa vedere parlare amare capire le storie del mondo…
Arrogance me….tadatadatata ….arrogance you ..tadadatadada…..arrogance him! Arrogance? Ah!
….Vorrei cantare insieme a voi in magica armonia auguri cocacola e poi un coro in compagnia..


*Capodanno, cazzo, non Ferragosto.




posted by milo @ 12:03 AM

0 commenti
---{ giovedì, gennaio 08, 2004 }---

get up ,go to california,go to where the skies are blue
get up ,go to california,go to where the skies are blue
get up ,go to california,go to where the skies are blue
get up ,go to california,go to where the skies are blue


Come si fa a studiare con questa canzone in sottofondo?

Gran Testo, grandissima band


there is no tomorrow,there's only now
and when you think about it so much left to do
you can have kisses by the millions...

get up ,go to california,go to where the skies are blue
move on there are no exceptions,the world is turning tricks for you
there is no tomorrow,there's only now
and when you think about it so much left to do
you can have kisses by the millions if you want to...

some stall,some can't get their bearings,some can never move on time
don't think,never fret or worry,life will not leave you behind
there is no tomorrow,there's only now
and when you think about it so much left to do
you can have kisses by the millions if you want to...

some dream too much
some dreams turn into nightmares too
all dream,but not a single soul wasted time and stayed content
get up, go to california!
get up, go to california!!
get up, go to california!!!

get up ,go to california,go to where the skies are blue
move on there are no exceptions,the world is turning tricks for you
some dream too much
some dreams turn into nightmares too
all dream,but not a single soul wasted time and stayed content
there is no tomorrow,there's only now
and when you think about it so much left to do
you can have kisses by the millions if you want to...
get up, go to california!
get up, go to california!!
get up, go to california!!!

posted by milo @ 11:44 AM

0 commenti
---{ martedì, gennaio 06, 2004 }---

Continuiamo con gli intimismi visto che hanno avuto feedback e successo.

Ieri ho recuperato a casa di mia sorella il MIO stereo scippatomi per la SUA festa di capodanno.

Ricomporre ampli, casse, doppia piastra, cd e giradischi senza l’aiuto di nessuno si preannunciava un lavoro polveroso. Fra cavi e cavetti di polarità ignota staccati in tutta fretta senza alcun schema di ricollegamento, si preannunciava pure un lavoro mediamente complesso.
Prima di iniziare ho pensato bene di mettere un cd di sottofondo. Ho stazionato davanti alla colonna porta cd per 15 minuti d’orologio scrutando titolo per titolo la colonna sonora adatta, ma…

….Che coglionaggine! Come faccio a pretendere di voler ascoltare un cd mentre monto lo stereo, visto che devo collegare anche il lettore cd assieme allo stereo?

Genius. Quasi come al Trivial Pursuit.

5 giorni completamente senza dischi sono stati pesantucci.
E io sono sempre a casa.
Avevo libri e chitarra e le fusa di Felpo, ma mentre suonicchiavo mi venivano in mente per ispirazione specifici riff di specifici gruppi e porcatroia che fastidio non li potevo ascoltare.

Oops!, non volevo dare al tutto un taglio di drammatica claustrofobia ludico-creativa anche perché non avrebbe senso.
Da questi 5 giorni di astinenza da supporti musicali è conseguito che ho suonato molto, anche per non iniziare a studiare ( perché mi ritrovo a cercare 2000 attività inutili come giustificazione per non prendere in mano i libri e poi mi ritrovo all’ultimo minuto bestemmiando le giornate perse? Alla superiori ero di gran lunga più diligente e non vagheggiavo su questi pensieri di convenienza. Studiavo e basta.)

Eggià, ho suonato molto e l’occasione mi ha dato modo di ripensare al mio rapporto con Martina.

Martina è l’acustica.
Strato è la Strato.
Il basso di Chris ad esempio si chiama Gino ( Gino Fender) e anche l’ampli ha meritato un nome: Ninetto ( Ninetto Davoli).

Io ho un ampli molto poco pretenzioso detto amichevolmente Scubolotto, ma non merita un nome, solo degli inconsci scarabocchi nella parte superiore quando lo uso come tavolino quando sono al telefono.

Perché ho iniziato a suonare la chitarra?
All’epoca, nel 1997 per ragioni oscure ebbi in detenzione per poco tempo un basso di amici.
Lo presi in mano senza sapere neanche i nomi delle corde e ho provato a pizzicarne un paio a vuoto, ma rimasi insensibile all’esperienza perché dall’alto della mia ignoranza mi aspettavo un suono simile a quello prodotto da un accordo. Difficile da spiegare, ma fu più o meno così che andò.

Tale pseudo-delusione fu come sapere in anticipo che col basso non avrei fatto tanta strada. Non era il modo migliore per partire con il discorso musica suonata.

Sicuramente per la chitarra mi hanno influenzato i miei amici musicisti punk, tutti già bravetti ma incapaci di insegnarmi qualcosa e tanto impazienti e sbrigativi:
‘fai così così e così’
‘eh? Come? Ma c’è il barrè! Come si fa il barrè? E mi spieghi a cosa serve il barrè?Posso fare col power chord?’
‘ Eh boh! A me viene così…senza pensarci. Per il barrè devi provare poi vedi tu come regolarti’
'ma se ti presto il cd mi tiri giu un paio di cose?'
'eh mah! vediamo quando passo per casa tua..'
Davanti a simili atteggiamenti ogni speranza di imparare da loro era vana.
Però con tali premesse imparare a suonare avrebbe anche simboleggiato una mini-sfida.
Poi magari li avrei superati, poi magari si poteva suonare tutti assieme o fare un nuovo gruppo come piaceva a me tipo Descendents e via fantasticando.

Ho ben focalizzato la canzone che mi ha scaraventato addosso quell’input definitivo per comprare lo strumento e cercarsi uno straccio di maestro.
E per l’esattezza fu il giro iniziale di SIMPLE SONG degli Avail.
Una sera Nicola prese in mano la chitarra e di punto in bianco attaccò a suonare questo riff che tutti conoscevamo. Un riff così d’impatto, così semplice e così festaiolo che in quel momento ho potuto solo pensare: ‘ anch’io.’

Inizio un po’ atipico. Non ho cominciato con il classico giro Battisti-Ramones (le bionde trecce gli occhi azzurri e poi) bensì con ‘pace non vuol dire solo niente guerra’ dei Bed Boys ( altro motivo per cui sono così importanti per me. Per capire di cosa parlo vedi mio post immediatamente precedente a questo.) , l’arpeggio iniziale di ‘walk away’ dei Sisters of Mercy, ‘hey suburbia’ degli Screeching Weasel , ‘skull’ dei Misfits e i giri di basso di ‘ Junkie’s runnin’dry’ degli Operation Ivy e ‘night boat to cairo’ dei Madness ( uguale a tutti gli altri giri di basso di ‘one step beyond’ ma fa niente).
Non tutte queste canzoni, solo le parti iniziali e quelle meno complicate...chiaramente!

Poi mi decisi ad andare da un maestro che mi insegnava polke e mazurke e non sapeva neanche chi erano i Metallica. Aveva 19 anni come me e suonava la tastiera in un gruppo chiamato Performance (ahia) e una sera mi fece provare la Paul Red Smith dimenticata a casa sua dal chitarrista del suo gruppo. Inutile dire che non avevo certo l’esperienza per apprezzare le differenze che intercorrono fra una PRS da 16-20 milioni di vecchie lire e un pezzo di parquet con 6 corde sopra: facevo fatica a fare il passaggio dal La al Do!

Mi sganciai dopo neanche un anno, appena finii di imparare i rudimenti.
Altro maestro più mentalmente aperto e moderno e il resto è storia recente.

Non vorrei aver conferito alla narrazione degli inizi con Martina un tono epico.
Non era mia intenzione.
Mi piaceva solamente l’idea di avere qualcosa di scritto riguardo l’evoluzione del mio rapporto con lei.

Quando ritorno dai concerti fighi fighi mi sento deficiente e incapace e con una tecnica di pennata da raduno di boyscout più papaboys. Appena a casa chiuderei la Strato nella custodia e nasconderei la chiave in siti improbabili al grido di: ‘ma chi voglio prendere in giro?!’ anche se, a dire la verità, ultimamente questi momenti di sconforto sono più rari. Per fortuna! Non è una bella sensazione.
Rimane comunque un retaggio della mia inadeguatezza percepita: adesso il mio disagio di essere al indegnamente al mondo ( come chitarrista) lo esprimo quando mi sento in colpa ad usare accordi troppo ‘dritti’. Di norma quando compongo –parola grossa!- tendo a tollerare 2-3 accordi ‘standard’ per canzone.

I miei ideali chitarristici comprendono un ibrido fra Geoff Farina, Bob Nanna , Johnny Marr assieme a delle trovate stilistiche in linea Rites Of Spring, Fugazi, Hoover, Avail (of course), Promise Ring ( perché no?), Husker Du, Swing Kids e poi basta che sennò mi deprimo e voi vi rotolate a terra dal ridere a leggere l’elenco delle mie ‘impegnative’aspirazioni punk.

E ora siamo qua, caro combo Pekkla.
Al 31/12/2003 totalizziamo 4 canzoni più altre due che devo farvi sentire e se vi fanno cagare, anzi se vi fanno aRRRmonicamenteH cagHare come direbbe Violette, siete pregati di riferirmelo.
Tenterò di non plagiare più (in modo del tutto inconsapevole) cantantesse italiane che a voi piacciono ma che a me fanno venire le bolle dal nervoso, con la speranza che l’ispirazione per comporre-parola grossa!- non finisca nel breve-medio-lungo periodo.

Uè, facciamo la cover di Simple Song?









posted by milo @ 12:29 PM

0 commenti
---{ lunedì, gennaio 05, 2004 }---

So che non è molto carino riapparire così.......se pensate che lo faccia per la storia del buonismo natalizio ecc ecc vi sbagliate di grosso......è solo che da un paio di giorni, oltre che ripulire la casa dopo almeno due settimane di anarchia totale e disinteresse per l'igene mia e di Carlo,le mie narici mi stanno facendo brutti scherzi.
Sento odore di Marjuana in ogni dove....sono impazzita?
-Passeggiata in paese....odore di marjuana: bah, saranno i soliti giovinastri drogacciati..
-Giretto in campagna con Carletto....Odore di marjuana: boh, magari mi metto a cercare e trovo una piantagione di erba nel boschetto dietro casa...
-Salotto di casa mia....ODORE DI MARJUANA.......e no,eh!!!!!CHI HA FUMATO IN CASA MIA?

Dopo alcuni momenti di smarrimento scopro che i vari Falò natalizi provocano un odore dolciastro simile a quello della simpatica erbetta allucinogena...

Judddddaimiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

A presto carucci
Vs. Violetta

P.s. MADA,MADA......TTTTTRDIMENTO.

posted by screamin' @ 11:47 PM

0 commenti
---{ martedì, dicembre 30, 2003 }---

UN PEZZO, DUE PEZZI. 19 DICEMBRE-29 DICEMBRE.

Capita a volte di svegliarsi la mattina e di aver voglia di scrivere un post;

anche se non si ha niente da dire in particolare.

Gli altri autori di blog riferiscono spesso avvenimenti riguardanti gli acquisti voluttuari
o nuove nuances e tagli di capelli.

No, detta così può sembrare una semplice registrazione del fatto che ogni tanto le persone
si comprino qualcosa di non indispensabile e che ogni tanto si taglino i capelli.

In realtà volevo sottolineare che ci sono blog basati su questo, con abbondante
uso di kappa e ics per descriverne il pregnante concetto.
O blog talmente intimisti, dei veri e propri diari segreti ma pubblici e pubblicati,
che per questo ad un certo punto vengono chiusi o messi sotto chiave-password perché hanno creato imbarazzanti malintesi con gli amici che hanno letto in rete considerazioni troppo sincere su loro conto. Furrrrrbo.

Ora che ho iniziato a scrivere questo aggiornamento devo
decidere fra le due opzioni descritte quale orientamento intraprendere.
La scelta ‘diario personalissimo’ mi sembra alquanto rischiosa e azzardata anche perché le mie fonti da gossip e i miei ascoltatori di gossip sono già informati a dovere.
E finora la mia situazione amicale-affettiva è più che stabile. E scrivere di questo che noia sarebbe?
Indi per cui scelgo l’opzione ‘generali cazzi miei’ perché anch’io questo pomeriggio dopo 2 anni circa di cure casalinghe vado a tagliarmi i capelli da un professionista.

E’ un momento topico, lo dico senza ironia.

Era la premessa dell’aggiornamento.

Parto con l’Aggiornamento.

Per far vedere che sto facendo sul serio dovrei iniziare con il cambiare la
colonnina a destra riguardante la mia presentazione al mondo.

Oh beh, fino al 25 aprile ho ancora 24 anni – come è che si chiamano gli inglesi l’anno in cui compi gli stessi anni del tuo giorno di nascita? Golden year? E soprattutto chi è che me lo diceva? Uno a cui sicuramente non passava niente.
ikkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkkk
kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk
kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk
kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk
kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkk kkkkkkk
kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkk
kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkkkkkkkk kkkkkkkk
(Intanto che andavo a pensare in bagno chi fosse l’americanino che disse quella del golden
year o come cavolo si chiama, il mio gattino incuriosito dal suo collega telematico assistente di Office avvicinandosi col naso al monitor ha scritto con le zampine questa serie di ‘k’.)
Appunto! Altra modifica riguarda il nostro stato di famiglia: io, mamma e Felpo.
Per quanto riguarda la latitanza alquanto prolungata del felino Milo, bisognerà considerare un certificato di morte presunta. Anche se il suo cadavere non è stato rinvenuto ci si augura che corra felice nel paradiso dei gatti e il responsabile della località di soggiorno lo rifornisca di una degna scorta di Sheba al salmone.
Se invece Milo tornasse ci sarebbero dei seri problemi di gelosia e incompatibilità di gusti.
La sua seggiola infatti è stata occupata da Felpo, un cosino nero nero dalla punta della coda alle vibrisse
–tranne due sparuti poco significativi peli bianchi su mento-, un micino indifeso e socievole che
fu abbandonato in strada un mese fa e che stavo per asfaltare.

Tra tirarlo sotto o tirarlo su, ho deciso la seconda che ho detto (Quelo). Tranquillo Felpo è tutto passato.
Puoi dormire sul mio letto. Puoi fidarti. Puoi imborghesirti.

Riprendo l’aggiornamento. Non sono più tanto chitarrista da cameretta cioè lo sono, ma ormai da maggio c’è PEKKLA. Pekkla è il nostro gruppo. Due chitarre, un basso una batteria e una cantante.
L’attività live è ancora lontana. Infatti, temo come la morte l’effetto ‘band-che-suona-alla-festa
-dell’ultimo-giorno-di-scuola’. Urgono perfezionamento e affinamento. Avanti marsh!

Per ora suoniamo a Mattonaia fuori Trieste ogni settimana (quasi), nella stessa sala prove dei Settembri e degli
Up Today ( lo dico così fa piacere ai rispettivi gruppi avere un link in più) e ci divertiamo un sacco.
In questo periodo, forse per non farmi influenzare nel song-writing, non ascolto molti dischi, anche perché se passo le giornate a strimpellare è difficile che mi dedichi contemporaneamente all’ascolto.
I ritmi di acquisto non sono cambiati, però per ora la pila dei dischi nuovi aspetta paziente
sulla mensolina davanti allo stereo.

Libri invece ne ho letti molti: recenti recentissimi contemporanei datati.
Ho spaziato dalle porcate clamorose: ‘ il diario di laura palmer’, a romanzi nuovi da leggere
e rileggere per innovatività e spensieratezza: ‘ politics’ di adam tirthwell. A storie carine di
un periodo non mio ‘ io suzy e i led zeppelin’. A libri che scandalosamente non avevo mai
preso in mano perché avevo sempre rimandato, perché erano fin troppo famosi, perché non era arrivato
il momento di leggerli: ‘ l’insostenibile leggerezza dell’essere’ di Kundera. A libri lasciati a metà e chissà se li rivedo:
‘ il tropico del cancro’ e ‘american tabloid’. All’ultimo libro ultrafigo di uno scrittore ultrafigo: ‘ Espiazione’ di mc ewan.

Cosa mi impedisce di scrivere un post diviso in due nel tempo e nello spazio? Niente.
Questo è un post diviso in due: al di sotto di queste righe tutto è datato 29 dicembre 2003. Sopra era il 19 dicembre.
-----------------

Continuo e concludo con la sezione dischi negli ultimi tempi a casa e nell’autoradio. Pochini:
L’ultimo dei Weakerthans preso al concerto ( il Cerit, che posto di cacca. E mentre noi ascoltavamo
i weakerthans, nella stanza a fianco, a coprire il suono, reggae dj set con giovani disobbedienti che ballavano all’unisono girati verso la consolle, tipo lezione di aerobica. Sano odio punk per la categoria.), Thog dei Gray Matter snobbato fino a una settimana fa per colpa di una delle copertine più brutte della storia del rock e della storia della Dischord, l’ultimo Hey mercedes un po’ tutto uguale ma sempre Bob Nanna è, l’ellepì split 10 “ gargantha-riproaring – facendo un sacco di tifo per quei bravi ragazzi che sono i Gargantha-, Quietus e Well versed.. dei Forstella Ford giovani bravi originali.

Poi una puntatina nel passato intanto che solco con la Punto le strade del Collio con i Fuel,
i Dag Nasty, i China Drum, gli Husker Du e i Q and not U di no kill no beep beep. Oggi Chris mentre preparava
la valigia per ripartire ha messo di sottofondo i Rhythm Collision ripescati dai dimenticati piani bassi dello scaffale.
Canticchiavo in corridoio stupendomi di ricordare gran parte delle canzoni e sorridevo ripensando all’ultima lontana volta che avevo ascoltato quel disco. Qualche aneddoto rock n roll ( porca troia!) sul periodo 95-96 e Chris quasi perdeva il treno.

Infine segnalo con sentimento di pura soddisfazione che è arrivato il disco così importante da mettere in
un quadro causa parametri collezionistici, ma anche per tutto ciò che ha significato per la mia formazione
punk, per la bellezza dei testi, per la bravura e l’attualità – c’è un sette pollici dei Song of Zarathustra
che ha delle sonorità molto simili..- in tempi in cui i gruppi principali erano i wretched e eu’s arse e
non sapevano proprio suonare. Il disco da plexiglass è ‘l’indifferenza uccide’ dei Bed Boys settepollici
originale 1986. La mia esperienza con i dischi da alto collezionismo penso che sia finita con questo scambio.

Collezioni…..
Ho parte dei miei link preferiti organizzati in una cartellina intitolata Loooooser. E’ la mia collezione virtuale. E’ l’argomento principale dei nostri viaggi in macchina alla volta delle prove del combo pekkla.
E’ la nostra fonte di trash e risate. E’ la mia collezione di blog. Per entrarci bisogna dare l’impressione di
appartenere al ceto medio, citare canzoni dei Finch Ataris o Glassjaw, bisogna parlare di acquisti di
accessori Hello Kitty , impazzire per i chupachups, bisogna sottolineare che c’è un basso sepolto dalla marea
di vestiti a righe e che ogni tanto si prova a suonarlo, bisogna citare gonne spillette teschietti e glitter in abbondanza, parlare dei ragazzi stronzi della scena local che ti lasciano sedotta&abbandonata, …..o bisogna scrivere frasi tipo ‘abbasso le frangette’ ‘ho il mullet ma non ho la borsa delle Superchicche’ ,‘ non sono come le altre:
io ascolto i van pelt per davvero’ ovviamente il tutto alternato da posts torbidamente sexy o incomprensibilmente paranoici ricordando infine il nome dello psicofarmaco che si sta assumendDiazepam will leave you dead?
- oh tra un po’ arriva febbraio, arriveranno anche i karate dunque…
E pensare che adesso si può gustare la resa visiva di suddetti contenuti grazie ai fotoblog corrispondenti!

Repeat with me:

Onitsuka Tiger!

ma soprattutto:

Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta
Vans-spillette-cuoricino-stelline-cameretta.

Oh yea.

















posted by milo @ 12:49 AM

0 commenti
---{ domenica, novembre 02, 2003 }---

.....FAVEZfavezFAVEZfavezFAVEZfavezFAVEZfavezFAVEZfavez....


posted by jasmin @ 9:56 PM

0 commenti
---{ mercoledì, ottobre 22, 2003 }---

Ma noooo, anche elliott smith!

Merda.

posted by milo @ 2:40 PM

0 commenti
---{ giovedì, ottobre 16, 2003 }---

JOSEPH TRAYNOR

Si chiama così, vero?!
Ieri sera, dopo 2 ore 11 minuti e 37 secondi di ricerca su Google sono riuscita a scoprire il nome del mio attore preferito.
Ma poi sarà quello il suo vero nome?! Milo, a te l’ardua sentenza…
Visto il tempo che ci ho messo, probabilmente non sono pratica in ricerche in internet…
comunque,
adesso ti spiego cosa ha fatto questo individuo.
Hai presente la pubblicità della Reset Vigorsol?!
Ecco: lui è il tipo che viene baciato dal cane.
Oppure: ti ricordi lo spot della Coop dove c’è uno che entra in cucina per far colazione con due uova in tegame e alla fine le getta nel lavandino rompendo dei piatti?!
E’ sempre lo stesso attore.
Poi c’è anche quella della citroen: lui al volante, una ragazza al suo fianco e sopra la macchina un pilota su un aereo che fa l’occhiolino alla gggiovane.
Dovrebbe essere anche protagonista di una pubblicità di una banca di credito o di una compagnia di viaggi.
Ma ti dirò di più: ha pure vinto un premio come miglior attore pubblicitario l’anno scorso.
L’unico problema è che non c’è traccia di questo personaggio da nessuna parte.
Non esiste!
Sono risalita al nome solo da una frase trovata per caso: “... a me è piaciuta tanto quella dove il ragazzo ( il famoso Joseph Traynor) viene baciato dal cane..”
Basta.
Ok, dirai, ma se lo scrivono perché non ti fidi?!
Ma perché ho già perso 1 ora convinta che si chiamasse in un altro modo e leggendo tutto quello che c’era da sapere su un altro attore ( o era un giocatore di football?!)
Dai, conosciamo benissimo le tue doti da navigatore su internet!
Penserai: Ma questa non ha niente di meglio da fare?!
No, certo!
Il cazzeggio post- esame è la cosa più bella!!!


Ciaooooo!!!! ;)

Ps1. Ogni tanto bisogna tener in considerazione l’oroscopo, disse Nico.
Il mio ieri diceva: “… un amore travolgente lascerà il segno…”
Ebbene sì, aveva ragione:
Non ho dormito niente a causa di una zanzara che si era “infatuata” di me.
Mi ha “allietato” con il suo ronzare tutta la notte e poi ha persino tentato di “baciarmi”.
Stamattina mi sono alzata con un labbro che avrebbe fatto invidia alla Parietti!
Mavafffffanccc….!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ps2. Citazione colta: “AdOrtiminoSIfesteggiaAllaGrande,GarantitoAlLimone...”


posted by jasmin @ 8:28 PM

0 commenti
---{ martedì, ottobre 14, 2003 }---

'Please, don't kill the freshman'--------italianamente involuto diventa-------------'scusate se ho 15 anni'

Zoe Trope è un caso editoriale o l'ennesima cagata autoreferenziale ( che bella questa parola!)?

Ne parleremo.
Propendo per l'ennesima cagata irritantemente autoreferenziale, chiaro.


ma intanto che se ne parla anche la signorina Zoe Trope ( che sicuramente, come la maggior parte dei ghost-writers non è una tenera quindicenne bisessuale della domenica, ma un'ameba in canottiera con pancia barba e baffi che si spaccia per adolescente alternativa) con questo libriccino si è assicurata la pensione.

Come Alizée, Lumidee e altre che meriterebbero di essere un ingrediente del cocktail B 52.

posted by milo @ 6:33 PM

0 commenti
---{ sabato, ottobre 04, 2003 }---

Seconda pomeriggio allo shagoo shagoo fest 2003. Quasi un mese fa.

Bevo con non troppa convinzione il mio quarto cafferino e intanto tengo d'occhio lo shagoo-bar.

Con piglio organizzativo Violette mi passa davanti più volte a passo veloce.
Si gratta la testa, torna indietro, ma soprattutto si dà da fare per seguire i fugazi in modalità shuffle con la sua batteria immaginaria.
Insomma, del vero e proprio 'air drumming' da concerto.

tum cha tutum cha.. the eyes have it and the eyes always will.. ta-nanà(air guitar) ....

Continua così per altre quattro canzoni, sempre camminando su e giù mentre lo osservo da dietro il bicchiere.
Ad un certo punto si ferma, sgrana gli occhioni sorridenti nella mia direzione e mi dice:'diobon, sarei il più grande batterista del mondo, peccato che c'è anche il pedale...'


[...]

A me è piaciuta.
Voi avete il cuore di pietra.





posted by milo @ 11:58 PM

0 commenti
---{ mercoledì, settembre 10, 2003 }---

Deve esserci qualcosa che non va quando si aggiorna il blog ogni giorno...

Voglio dire, anche L'Espresso è settimanale, il Glamour è mensile. Gli unici prodotti quotidiani sono i ...quotidiani. E raccontano di notizie più o meno di pubblica utilità.

Voglio dire, se devi aggiornare ogni giorno con i cazzi tuoi e ricevere 666 commenti vai in chat allora.
Non è sano vivere la vita pensando a come sarà poi raccontata sul blog.

Riguardo al volantino pubblicato qua sotto: sorry Lupo, ma ti cito visto che mi hai fatto ridere per mezz'ora:


"siamo così attitudinosos che i rompicoglioni hanno givauppato a venire al festival o a creare polemiche"

posted by milo @ 11:37 AM

0 commenti
---{ sabato, agosto 16, 2003 }---

Letture per l’estate…

Cominciamo allora così: c’è una cellula, e questa cellula è un organismo unicellulare, e questo organismo unicellulare sono io, e io lo so, e ne son contento. Fin qui niente di speciale. Adesso proviamo a rappresentarci questa situazione nello spazio e nel tempo. Passa il tempo, e io, sempre più contento d’esserci, e d’essere io, sono anche più contento che ci sia il tempo, e che nel tempo ci sia io, ossia che il tempo passi e io passi il tempo e il tempo passi me, cioè contento d’essere contenuto nel tempo, d’essere io il contenuto del tempo, anzi il contenente, insomma di segnare con l’esserci io il passare del tempo, e questo dovete riconoscere che comincia a mettere addosso il senso dell’attesa, d’una lieta speranzosa attesa, anzi, dell’impazienza, una festosa impazienza, una festosa eccitata impazienza giovanile, e insieme un’ansia, una giovanile ansia eccitata e in fondo dolorosa, una dolorosa insostenibile tensione d’impazienza. Bisogna inoltre tener presente che esserci vuol dire anche stare nello spazio,…….
( Italo Calvino, “Ti con zero”)

…letture per l’estate, per capire che ad un organismo unicellulare passa di più che a me…

Sono in vacanza. Questo significa solo che per un po’ non toccherò libro di studio. Nessun lungo viaggio. Solo piccoli spostamenti giornalieri. Mi dovrò accontentare di sfogliare l’album delle foto degli anni precedenti. Che voglia che mi è venuta di partire per il Nord Europa: Germania, Norvegia, Svezia, …Islanda… Wao, che sogno! Ma quest’anno niente. Non se ne parla. Bisogna risparmiare soldi per settembre: l’organizzazione del Shagoo Fest ad Osoppo richiede anche un minimo d’investimento. E vabbè, aspetterò il 6-7 settembre per passare delle giornate “al nord”. Basta accontentarsi.
Nelle mie vacanze vorrei anche dormire di più. Almeno fino alle 10. Però forse mia madre non si è ancora accorta che sua figlia (cioè io) è tornata a casa: continua a fare quello che fa ogni giorno come se ci fosse solo lei in appartamento. La mia cagnolona invece se n’è accorta molto bene della mia presenza: alle 7 inizia a camminare su e giù lungo la mia stanza, leccandomi ogni tanto, distrattamente, la mano e sperando che io le faccia delle coccole. Comunque riesco a resistere in posizione supina fino alle 9.
Poi, come ogni anno, in questo periodo si ripresenta il problema di ricontattare alcune persone del mio paese che non vedo da tanto tempo. Non che mi dispiacerebbe incontrarle…è che anche la mia voglia di socialità è andata in vacanza! Che pigna!!! Continuerò ad utilizzare gli sms che sono rimasti nella carta-vacanze per contattare il mondo. Per agosto sono stata nominata “la ragazza dei messaggini gratis” non per niente. Bene, no?! :)

Buone vacanze a tutti!

Ps. W Pekkla style!!!



posted by jasmin @ 11:05 PM

0 commenti
---{ venerdì, luglio 25, 2003 }---

qusay? uday?

u i d a i l u !


ma non c'è proprio nulla da ridere

posted by * g e n t l e man * @ 8:40 PM

0 commenti

posted by milo @ 6:18 PM

0 commenti
---{ mercoledì, luglio 23, 2003 }---

afinetunnel ritornaaa
le colline sono in fiore
ed io amooorrrrreeee
sto morendo di doloooooooreeeeeeeeeeee

posted by milo @ 10:21 AM

0 commenti
---{ mercoledì, luglio 16, 2003 }---

blogger a puttane

posted by milo @ 1:19 PM

0 commenti

Mi da fastidio e mi fa pure un po' schifo che mia 9-year-old nipote Silvia si stia guardando in questo reale momento e di sua spontanea scelta il festivalbar. Lei che di solito si arrampica sugli alberi,che si mette il cappellino con la visiera girata sulla nuca, che a fine giornata ha le strisce di sporco sulle guance come i ninos de rua, che non ha aspirazioni da velina, che non ha ancora chiesto in regalo il cellulare, che sbeffeggia la sua amica veronica che a 11 anni ce lo ha già...

Dalla mia postazione percepisco solo l'audio e il suo elevato e preoccupante grado di interattività con questa annuale pagliacciata in playback. Canta tutte le canzoni, singolo nuovo de Le Vibrazioni compreso ( ma chi cazzo lo conosce il nuovo singolo de le vibrazioni?), canta pure il pezzo strumentale di punjabi mc, gorgheggia con il pezzo di alex britti ( che poi 'lo zingaro felice' ha chiare eco di 'bella stronza' di masini..ohmygod), sento i suoi salti sulla poltrona quando la hunziker annuncia alexia, conosce alla perfezione quella marcetta orrenda degli eiffel65.

secondo me questo improvviso interesse giunge dritto dalle sue compagne farlocche del centro estivo. quando si hanno nove anni è facile farsi influenzare da bad-girls di 12 13 anni. bisogna specificare che anche il suo migliore amico Francesco, che conduce omologa vita campagnola di Silvia, dichiara di apprezzare parecchio il ricky martin. dunque non c'è via di scampo.

cresce in me la tentazione spocchiosa di andare giu e spiegarle il becero meccanismo della musica major e della heavy-rotation, renderla cosciente del poliedrico termine 'raccomandato' utile anche in vista della sua futura vita sociale, ma so già che lei mi dirà che non so niente perchè ascolto solo gente che urla. vero. a quel punto mi bloccherei per non scendere verso discussioni filosofiche con una di nove anni sulla questione se sia giusto che chi canta urlando deve per forza essere considerato un reietto.

quando era più piccola, indicativamente verso i 3-4 anni era più malleabile per quanto riguarda l'imposizione dei miei gusti musicali. la portavo in camera, le indicavo il poster nero con il simbolo della cia e intorno l'aquilotto marky-joey-cj-johnny e lei come una scimmietta: 'Lamones!'. checarina.

veramente in cuor mio temevo che l'assunzione a dosi uguali di plasmon e punk rock l'avrebbe portata per reazione ad apprezzare la musica più truzza. purtroppo è colpa mia quando nei viaggi in macchina mi costringe ad ascoltarla mentre canta 'mary' dei gemelli diversi e se metto una cassettina anche leggera come i pixies di doolittle mi urla dal sedile posteriore che la mia musica fa schifo. se le facessi vedere una foto di Frank Black & co mi direbbe che sono pure brutti e su questo punto avrebbe un po' di ragione. dall' alto della sua logica da bimba novenne cio' suffragherebbe inequivocabilmente la superiorità fisica e quindi mentale dei gemelli diversi e delle boyband tutte.

una sberla? no, che dopo oltre che truzza mi diventa pure fascista la ragazza.


posted by milo @ 12:53 PM

0 commenti
---{ martedì, giugno 24, 2003 }---

canticchio in solitudine, attraverso la stanza illuminata guardo nel corridoio buio
scrivo frammenti di cazzate perchè qui c'è l'a.di.esse.elle e posso permettermi di non farmi cogliere dall'ansia.
canticchio:

....smacking advice!
....smacking advice!
....smacking advice!

ho la testa vuota (stato d'animo), voglio comporre qualcosa di nuovo (desiderio).
lo stato d'animo non è compatibile con il desiderio.

posted by milo @ 10:45 PM

0 commenti
---{ martedì, giugno 10, 2003 }---



……..ZZZZZZZZZZ………..TOCTOC……CRICKCRUN…….ZZZZ…….STEONGGG…….ZZ!….ZZ!…ZZ!…ZZ!..

Lo scontro frontale è stato inevitabile. E chi poteva immaginare che c’erano dei nuovi inquilini! Certo 1 o 2, erano già stati avvistati in passato….ma 9-10??!!??!! In quell’ambiente credevo non avrebbe resistito nessuno per più di una settimana e invece mi sbagliavo………probabilmente le scorte di cibo non sono mancate.
Comunque, prima di aprire la porta di metallo, come sempre ho bussato due volte per far capire a quelli dentro che stavamo arrivando.
Spesso non si trova nessuno e si notano soltanto le tracce del loro passaggio: bustine blu aperte, tele bianche….. Di solito ci si intende abbastanza: se ci sono loro, non ci siamo noi e viceversa. Non ho ancora capito che tipo di rapporto ci sia fra quelli là: immagino che alcuni siano legati da questioni d’interesse……spero che non si alimentino a vicenda; numericamente sono molti di più e basterebbe uno un po’ più grosso per farci “tornare sui nostri passi un po’ più in fretta”. Sono sicura che ci ascoltano molto attentamente, scrutano i nostri movimenti e quello che facciamo: anche se il timore è reciproco, la curiosità è più forte. Così, secondo me, appena arriviamo, loro ritornano ai loro nascondigli, stanno immobili per non far rumore e non farsi notare. Sono discreti e la loro presenza non ci mette soggezione.
Quelli di venerdì scorso però erano nuovi del posto e appena hanno visto della luce provenire dalla porta, ci si sono buttati a capofitto….. lo scontro con la mia fronte non si è potuto evitare.
Mi dispiace che quello che mi è venuto addosso si sia incazzato parecchio, ma non era colpa mia!!
Quasi tutti sono usciti freneticamente (tsè, che antipatici); tre non sapevano bene cosa fare, così hanno preferito restare dentro, attaccati al muro, vicino alla lampadina. Li abbiamo lasciati fare.
Abbiamo richiuso la porta, sistemato la strumentazione e iniziato a suonare.

( Sotto- titolo: “Gli inquilini della sala prove” )


posted by jasmin @ 9:33 PM

0 commenti
---{ martedì, giugno 03, 2003 }---

‘Peccato che un intero concerto dei Cave In non abbia avuto il potere di togliermi il ritornello della irritantissima canzoncina del cazzo di Veronica Lock. Beh, se non fosse stata irritantissima non me la sarei portata dentro per così tanto tempo.
Il gusto e la ricerca del trash hanno questi spiacevoli effetti collaterali.’

Questo scrivevo circa 3 settimane fa.

E dopo tre settimane sono ancora in questo stato. Accompagnando Christian alla stazione nella mia mente come folgorazione è ancora balenato l’infernale ritornello, questa volta però alternato al ricordo di un ben preciso riff dei Forstella Ford.

Già i Forstella Ford, che hanno suonato a San Giorgio di Nogaro il 27. Sostanzialmente sono dei ragazzini, ma la sanno lunga. Compatti come su disco, a sentirli in loco la voce era un po’ bassa, originali, sorprendenti creatori di un gioiellino speciale come l’album ‘Quietus’. Assieme a loro ho visto dal vivo una categoria che pensavo estinta con l’epoca glam o che nell’attuale si limitasse all’ambiente dei Backstreet Boys : la groupie.

Nonostante la pila di cd nuovi sia cresciuta parecchio questa settimana, le mie preferenze si sono pietrificate su Antenna dei Cave in ( cantare il ritornello di In my place dei Coldplay sul ritornello di Woodwork da’ una certa soddisfazione) e il nuovo dei Forstella ‘well versed in deception’ che con la sua copertina fotocopiata in bianco e nero sembra un promo sfigato di una band di cover da party di Relazioni Pubbliche.

Già Relazioni Pubbliche. E’ tanto che non bazzico dalle parti di Gorizia e ogni volta che mi capita mi viene il voltastomaco dal nervoso. Perché farsi del male e capitare laggiù in occasione della proiezione su maxischermo della partita che ha fermato l’italia? nonloso
Un tazebao notturno al jet set dei Vanzina degli anni migliori. Chi non vede in diretta non può capire così tanto fighettume, così tanto fuori posto.

Sono tantissime. La componente maschile è quasi inesistente. Hanno il glitter sotto gli occhi, i sandali alla schiava le meches, le zampe di gallina e il trucco permanente. Sono la stragrande maggioranza. Quelle due che si salvano dagli sbrilluccichii giocano a fare le morose dei Linkin’ Park.

Cio’ mi ha portato ad una riflessione molto triste: quando un normale studente di Relazioni Pubbliche, quei pochi nascosti non frequentanti che possono fare a meno delle minigonne, del glitter, dell’anoressia strategica, dei ciondoli di platino, delle scarpe Prada, del look da Cocoricò, delle camicie con le righe oblique, del beccuccio della caffettiera creato dai colletti tirati su fino a metà guancia,.. quando questi pochi normali diventeranno dottori per emanciparsi nella società tramite un reddito indipendente dovranno presentarsi presso le aziende.

Presso le aziende a questi normali sarà richiesto implicitamente di confermare o smentire l’immagine che loro hanno degli studenti di relazioni pubbliche.

Cercate di capire il dramma.

Situazione A: il capo non li assumerà mai perché da uno/a studente di Relazioni Pubbliche si aspetta un’ immagine da yuppie vincente, l’incarnazione del successo delle aziende multilevel.
Considerando la sfacciataggine odierna di certi loschi figuri si permetteranno di chiedere ad una signorina come mai non mette le minigonne pur essendo di RP.

In alternativa

Situazione B: il capo non li assumerà mai perché conoscendo la pessima fama di uno che esce da RP, teme che un dottore in tale disciplina starà tutto il giorno a limarsi le unghie o lisciarsi il ciuffo specchiandosi nei propri occhiali unisex alla Jennifer Lopez.

Già Jennifer Lopez. E’ inutile che giri video con queste basse citazioni tipiche di una che non è abituata al fine espediente della citazione: è una culona.

Lei lo sa però ci mostra lo stesso il suo culo in abbondanza, perché è cosciente del fatto che tra un paio di settimane ci abituiamo e non ci facciamo più caso.

Anzi se consideriamo che il suo culo è stato assicurato per miliardi di dollari, che tutti quelli del music business ritengono il culo della Lopez un canone di bellezza, che viene soprannominata ‘la guitara’ per il suo culo, allora pian pian piano non solo ci abitueremo alle dimensioni abnormi del culo della Lopez, ma comincerà a piacerci. Con il semplice fatto che però tutte quelle che hanno un culo delle dimensioni della Jennifer continueranno a sentirsi delle sfigate perché non sono la Lopez.

Dice il saggio:’fidati del lupo, fidati del tasso, ma non fidarti di quelle in cima alle classifiche (purtroppo) e col culo basso’.

Mi scoccia parlare qui dell’esperimento PEKKLA.
Ho riportato solo situazioni incazzose e spiacevoli, mentre PEKKLA ne rappresenta l’esatto contrario.

[…]

Di, ma lo sapevate che si scrive ColluTorio con una ‘t’ sola e non con due? Pazzesco..







posted by milo @ 9:38 PM

0 commenti
---{ giovedì, maggio 29, 2003 }---


...TumCiackTumtumCiack.....

...work in progress.....

...TumTumCiackTumCiack......

;o)

ciao!

posted by jasmin @ 10:26 PM

0 commenti
---{ lunedì, maggio 12, 2003 }---

…..
“E di cosa parlava la gente?”
“Di cose qualsiasi….”
Aveva sempre l’impressione che quella gente parlasse per ascoltarsi, pensò Lavinia. Anche prima che la sua nuova coscienza glielo rendesse più evidente, aveva notato che parlavano costantemente come se avessero bisogno di ascoltarsi molto per proteggersi dalla propria solitudine. Sembrava non sapessero ascoltare il suono della voce degli altri, se non come strumenti minori nella sinfonia del proprio autocompiacimento. Forse è una questione di educazione, si disse, di classe……….

tratto da :“La donna abitata” di Gioconda Belli



posted by jasmin @ 7:53 PM

0 commenti
---{ mercoledì, maggio 07, 2003 }---

L’appetito vien mangiando.
L’ispirazione vien scrivendo?

Studio Aperto è un telegiornale o una succursale di Verissimo?

Siamo talmente abituati all’abnorme sproporzione tra notizie serie ( di parte, ma almeno avevano lo status di notizia) e gossip che dieci anni fa neanche ad Harem si sognavano di raccontare, talmente abituati da non chiederci più il motivo di questa decadenza? Siamo talmente abituati, direi.

E poi riferendosi agli spot immediatamente successivi a Studio Aperto, non eravamo noi italiani a prendere per il culo i crucchi e i loro spaghetti in scatola ?
Chissà ora perché questa scelta strategica di promuovere la pasta al pomodoro congelata e imbustata?

Non bazzico più nella bambagia della scuola dell’obbligo e neppure nella crisi della rassegnazione di mezza età, quindi la cosa che mi inacidisce di più è constatare che devo vivere la mia piena consapevolezza sociale proprio in un cazzo di periodo buio dove la caratteristica dominante è l’imbarbarimento di tutti i campi di interazione di un normale cittadino.

Gli esempi nel campo del giornalismo e del culinario li ho appena riportati, quelli che mancano si fa presto ad elencarli e raggruppano con i vari loro sottoinsiemi le istituzioni, il senso civico, il mondo del lavoro e conseguentemente l’economia, la televisione e last but not the least la piaga biblica comprendente tutti coloro che approvano quello che sta capitando adesso a livello nazionale ed internazionale.

E’ tutto un enorme ‘ Bar Sport’ in cui tutti urlano non-mi-interrompa-che-io-non-l’ho-interrotta-e-ora-la-interrompo-se-non-la-smette. Si utilizzano le stesse parole fino ad ovattarne il significato proprio; si parla per slogan: ‘carretta del mare’, ‘morsa del caldo/freddo’, ‘durissimo braccio di ferro’ ‘scendere in campo’,’gli investigatori brancolano nel buio’….

A ‘Buona Domenica’ l’opinionista improvvisamente si alza dalla sedia punta il dito contro uno spettatore che pare non abbia idee in sintonia con il resto dell’audience e con ira divina tuona: ‘leiiiiiii è un antiamericano!’ e scrosciano gli applausi.
A scelta commutare l’epiteto antiamericano con comunista, buffone, filopalestinese, untore, magistrato politicizzato, brigatista, manigoldo, pirla…

I condoni hanno la meglio, l’umorismo destrorso triste come il Bagaglino folleggia soprattutto nelle cosiddette fasce protette, il mostro a due teste della Raiset Filippi D’Eusanio colleziona sempre più ascolti, si fanno referendum per trasmettere ‘Tutto su mia madre’ in prima serata e la gente ti lampeggia in sorpasso a 290 km/h con una facilità sconcertante.

Nel frattempo l’America riesce a far passare una performance di arroganza gusto Agente Arancio come un gesto umanitario e adotta ufficialmente un mazzo di carte da gioco per indicare quelli che dovrebbero essere i fomentatori di questo grande spauracchio che è il terrorismo internazionale. Stiamo scherzando?

I ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri ( e porca puttana, non è una frase fatta)
La crisi post 11 settembre è stata inventata e gonfiata dalle grandi aziende già in rosso che sono potute fallire senza dover rispondere a troppe domande.
I dipendenti, anzi no le risorse umane ( più asettico, meno emotivo, è un termine che va benissimo a braccetto con il gemello ‘tagli all’occupazione’) sfoltite dalla razionalizzazione della nuova austerity si sa già che fine fanno, gli altri tranne pochi raccom….ehm fortunati sono condannati al Co.co.co a vita che non significa altro che flessibilità estrema del datore di lavoro nel vessarti a suo piacimento senza contributi da pagare.

In particolare, per quanto riguarda le istituzioni volevo infine precisare che la mia non è blanda giovanile sfiducia e totale resistenza alle più elementari nozioni di diritto pubblico che sfociano in menefreghismo.
E’ piuttosto una voglia di prendere uno zoccolo e lanciarlo contro la tv quando passa la legge Cirami oppure fare Tiè Tiè Tiè finchè l’incavo del gomito non diventa viola quando negano il trasferimento del processo a Previti e lo condannano a 11 anni.
Il termine per descrivere ciò potrebbe essere indignazione partecipativa compiutamente espressa a livello domestico.

Per la cronaca da noi tra un mese si vota per le regionali. La candidata forzaitaliota Alessandra Guerra ha scelto due simpatici pay off,

uno rivolto agli elettori più smaliziati :’Alessandra Guerra, una guida concreta per il Friuli Venezia Giulia’,

uno per le anime leghiste col pallino dell’autorità: ‘Alessandra Guerra, una Lady di Ferro per il Friuli Venezia Giulia’.

Purtroppo sono cazzi amari.

posted by milo @ 10:00 PM

0 commenti
---{ sabato, aprile 12, 2003 }---


Un Attila italiano IN ISLANDA

Scempi. Il Più spettacolare canyon dell’Islanda sta per saltare in aria, cariche esplosive lo stanno distruggendo per far posto a un’ industria di produzione dell’alluminio, destinata a essere la più grande d’Europa. Per alimentarla verrà costruita una diga, che inonderà un’area di 3000 kmq, un terzo del Paese, considerata il più importante sito di nidificazione al mondo delle oche dalle zampe rosa e dove trovano rifugio anche volpi artiche, renne, cigni trombettieri e gufi delle nevi. La società islandese è scossa dalla follia del progetto: a Reykjavik si susseguono da agosto scioperi della fame e picchetti di fronte al parlamento. In prima fila Bjork e la rock band Sigur Ròs. Lo scempio porta una firma italiana, quella della Impregilo che si è aggiudicata l’appalto per il più importante progetto infrastrutturale mai realizzato nell’isola: la costruzione della centrale idroelettrica di Karahnukar, con la deviazione di tre fiumi, la realizzazione di una diga di 190 metri e di altre di dimensioni minori, tunnel, strade e un bacino idrico di 57 kmq, per un importo di 450 milioni di euro. Al di là di Impregilo e della multinazionale dell’alluminio Alcoa, nessuno trarrà benefici dal progetto:l’area è disabitata e gli operai dovranno essere reclutati all’estero, mentre le emissioni di anidride carbonica legate alla produzione d’alluminio triplicheranno. Il 65% degli islandesi chiede che i lavori si fermino, ma il governo tace. G.S.”

da “D- La Repubblica Delle Donne” del 29 marzo 2003



posted by jasmin @ 10:21 PM

0 commenti
---{ domenica, aprile 06, 2003 }---

approfitto di blogger funzionante per aggiornare il template.

allelujah!
allelujah!

commovente questa efficienza.
che bello vivere sempre in bilicoooooooooooooooooooooooooooooooooooo -op. cit.-

posted by milo @ 2:18 PM

0 commenti
---{ martedì, marzo 25, 2003 }---

‘che roba è?’
‘il pezzo di oggi per il mio blog’
‘ma dai…hai un weblog?’
‘si, dico la mia sui fatti del giorno’
‘fischia…non l’avrei mai detto..Ehi, non dovresti avere qualcosa da dire?’
‘errata opinione corrente’

‘tieni un blog? Come fai a trovare le idee, Dude?’
‘beh, non è facile..così quando sto a secco copio qualcosa dal Times!’
‘E non è plagio, Dude?’
‘No, lo rifaccio mio. Altero scrupolosamente la punteggiatura’
‘Se, questa è la strada! Di Sharon? Saranno, lacrime.’
‘Scorre meglio, no?’

‘Che altri blog leggi, Dude?’
‘Beh, quelli che si occupano di giochi…ma il preferito è quello di jenny metagarty, la piratessa! E’ una grande!..ma per lei sento qualcos’altro…il blog di jenny è…preferirei non parlarne, man…’
‘No problem’
‘E va bene..sono pazzo di lei! Contento? Ti do un assaggio di jenny matagarty, la piratessa: 26 ott-basta con linux!il cambio di regime è un fallimento!facciamo il punto gente! È tempo di accelerare il paradigma! Entra in una cellula dormiente, poi sparisci e mandali tutti dentro! Pronto per la guerra? Segnati quello che dico così poi lo ritrovi’
‘minchia…che cazzuttissimo blog fuori di testa!……. Lo sai che è solo una massa di stronzate, vero?’

Thanx to ‘Doonesbury’ di Garry B. Trudeau, 2003

posted by milo @ 5:08 PM

0 commenti

Questo cagnolino doveva chiamarsi con un nome non americano, non cose tipo Butch Ben Jack. Doveva chiamarsi Presnic o simili soluzioni, ma la vera proprietaria di questo fennec color parquet di 3 mesi scarsi è mia nipote. L’originalità formato pokemon di Silvietta, di anni 9, l’ha portata a battezzarlo Lucky.
Personalemente con la forza dell’abitudine ho elaborato un compromesso mentale di genuino antiamericanismo e lo chiamo Lackje come se fosse un’uscita dell’austostrada per Ljubljana. Salvo è l’onore mitteleuropeo del cucciolo.
Mia sorella leggendo queste frasi potrebbe obiettare il mio integralismo ricordandomi che uno dei miei primi peluches lo chiamai Nobody. Io da parte mia ribatterei che però i miei pupolotti preferiti rimasero sempre e comunque Nastuhl e Pedusch battezzati tali all’età di tre anni con tanto di presentazione ufficiale davanti ai miei genitori.

Avete un cucciolo e non sapete come chiamarlo?
Ecco una serie di nomi già collaudati che non sminuiscono la natura intellettuale del vostro animaletto: prendete esempio da Carlo il pittbull, da Perth – città australiana- il terrier, da Pugaciov gatto che fu imbacuccato e impellicciato quanto statista russo a spasso per Mosca, dal canarino Ernesto, dal bassotto Battista, dal bassotto Ugo (rip), dalla tartaruga Andreotti…

posted by milo @ 4:58 PM

0 commenti
---{ domenica, marzo 16, 2003 }---

Più sparsi di Milo(danke)


Uffi........week end strano questo appena passato:

- a parte le poche ore di sonno(non dovute a feste e bisbocce varie),le prove mitiche e le sfighe capitate ad amici vari,mi sono sentita veramente mooooolto strana...

PRIMAVERANTICIPATA ? Unica spiegazione valida.

Altro....

-offro agli altri occasioni che vorrei utilizzare io ma, alla fine forse va bene così: in fondo mi basta un sorriso o un segno(anche minimo)di gratitudine per rallegrarmi il cuor

-perchè la gente non si rende conto che la musica è una cosa seria?Ho passato il pomeriggio a visitare pagine web di "gruppi" locali a dir poco ridicole....MACHICAZZOSICREDONODIESSEREQUESTI....
Continuate a suonare al Garage o nei pub che siete proprio fighi

E intanto L'ignoranza Regna SOVRANA

Musicologi che escludono a priori uno o più generi musicali, dichiarandosi nello stesso momento aperto ad ampie vedute..............Contradittorici!

altrochè

facciamo un blues..
Suoni e non bevi? Questo non l'avevo mai sentito....
Volevamo iniziare facendo cover per poi fare cose nostre........
Daiiii,le altre volte è stato un po' così:adesso vogliamo fare le cose seriamente...............................

E io che cazzo gli rispondo?

- Che abbiamo concezioni della musica diametralmente opposte?

- che escludere generi musicali a priori, senza averli minimamente analizzati è una cagata micidiale e la cagaggine dell'affermazione si decuplica se questi pensieri escono dalla testa di persone che frequentano un corso universitario di MUSICOLOGIA!

Hellooooo.......Mc Fly.........c'è nessunoooooooo?

Non vorrei risultare ai loro occhi come una snob che si imbroda nella sua "cultura" musicale, ma cazzarola, questi ascoltano musica contemporanea e si comportano come i Conservatori del primo '900 trattavano gli sperimentatori come Varese,Shoemberg,Xenakis.

E lo stesso adesso,solo che, al posto dei sopracitati, si "ghettizzano" culture come il punk (e tutte le sue varie diramazioni):
il punk caga in testa alla maggior parte degli altri movimenti socio-musical-culturali del secolo passato,all'abitudinarietà e a tutte le mode

-Varese era Punk

-Strawinsky era Punk(anzi no,era veganstraightedge perchè dopo un po' ha mollato ed è diventato cattolico)

-Mozart era Punk

Io sono PANK

PRRRROTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTTT

Domani parlo

WOLF
WOLF
WOLF

Salutini Vostra Violetta



posted by screamin' @ 8:00 PM

0 commenti
---{ venerdì, marzo 07, 2003 }---

Appunti sparsi.

Cito testualemnte da Cutlip e Center ‘ nuovo manuale di relazioni pubbliche’.

‘Sebbene il termine opinione pubblica è stato coniato soltanto nel diciottesimo secolo, molti secoli prima si ebbero esempi della sua forza.
Le relazioni pubbliche sono probabilmente cominciate quando per la prima volta un uomo del neolitico ha scambiato uno strumento di selce con una coscia di pecora’.

Ora, a parte la traduzione dall’inglese pietosa come poche, dico io: ma mi prendi per il culo, ostia?!

Se queste sono le basi cerchiamo allora di risalire non al primo, bensì al primissimo episodio in cui si svilupparono le relazioni pubbliche.
Parliamo di quando un ominide maschietto e un’ominide femminuccia smisero di spulciarsi in solitudine e copularono per generare il sopracitato imprenditore del neolitico che in età adulta si sarebbe adoperato per negoziare una cazzuola di pietra per un pezzo di ovino.

Anzi, perché non poniamo l’accento sulle innovazioni prodotte nel campo delle RP a cura dei due protozoi che ben prima degli ominidi capitalisti sponsorizzarono la nascita del primo essere pluricellulare?

Bah! Affanculo Rp, alcova per berlusconiani aldilà dell’eccellenza, per l’ennesima volta.

posted by milo @ 2:46 PM

0 commenti
---{ domenica, marzo 02, 2003 }---

Violetta non è assente,solo che NON CI CASCA!!!!!!!

In realà ero a fare siopping a Palma(de Maiorca),la quale ho comprato una siarpa....
.........DI SETA?

......non so, non l'ho mai bevuta.

Ah,bei tempi.........Nicoooooooooolaaaaaaaaaaaaa, le videocassetteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Tanti baci a tutti

posted by screamin' @ 2:52 AM

0 commenti
---{ sabato, marzo 01, 2003 }---

…………..... SCUSATEMELO……........

……………. insomma un dramma……..



M E R A V I G L I A !!!



Una settimana al centro dell’attenzione!!
Una settimana in cui abbiamo fatto pensare e ci ha fatto pensare….
Le potenzialità di questo blog sono ancora tutte da scoprire….…..
Abbiamo gettato un sasso nell’acqua e guarda cos’ è successo…..
Ma chi ci poteva credere: siamo riusciti a riportare in qualche bytes, le preoccupazioni nascoste di più di qualcuno……

Uf, dopo questo post ritorneremo alla nostra routine…..ci sopporteranno ancora?! ;o)

Ma che fine ha fatto Violette….. se la sia presa veramente anche lei?! Secondo me non le piacciono gli scherzi! Speriamo di avere sue notizie al più presto!!

Ciao!

Ps. Milo, da quando sei un poeta?!



posted by jasmin @ 6:51 PM

0 commenti
---{ mercoledì, febbraio 26, 2003 }---

Sehr geehrte Frau Jasmine,

E l’ironia giunse sottoforma di lettera. Meglio dire: e l’ironia giunse sottoforma di lettera, che giunse a sua volta sottoforma di dramma sheakespeariano.

Il mondo manca di ironia e autoironia, Jasmine.

Tutti sono venuti a vedere chi è che riesce a disperarsi così tanto per un counter di Shinystat che non sale. Con il nostro precedente scambio epistolare molti si sono burlati di noi. E allo stesso tempo molti si sono sentiti chiamati in causa.

Esperimento riuscito, dunque.

Avevi qualche dubbio?
Farsi fraintendere in questo caso non è un difetto, è un’arte.
Sto nuovamente scherzando,perchè non è vero: è facile farsi fraintendere da un mondo incazzoso.

Scrivi Jasmine, scrivi!
Che ci divertiamo un sacco a scrivere ciò che non pensiamo, in uno stile che non è il nostro.
Ti concedo ancora una lettera di risposta e nulla più.

Dopo ricominceremo ancora una volta a riportare i nostri avvenimenti geometricamente semplici senza bisessualismi della domenica, cloni di Isabella Santacroce, o logiche ‘ai em sballone end iu ar not’.

E scusa per queste spiegazioni superflue.





posted by milo @ 7:41 PM

0 commenti
---{ lunedì, febbraio 24, 2003 }---

posted by milo @ 10:38 PM

0 commenti
---{ domenica, febbraio 23, 2003 }---

Il santuario delle fiction Rai-set, o Media-rai, se preferite, sta per mandare in onda, ha mandato in onda, sta preparando in ordine sparso:

2 Padre Pio
2 Papa Giovanni XXIII
1 Sant’Antonio
1 San Francesco
1 Santa Maria Goretti
1 Papa Wojtyla
1 Madre Teresa
1 Pio XII
1 Santa Rita da Cascia *

senza contare le sit-com con preti, suore e le trasposizioni della Bibbia e dell’Apocalisse.

La sempre più visibile simbiosi Rai-Mediaset è quasi completata, e giunge sotto l’insospettabile veste della verosimiglianza celeste e del misticismo da prima serata.

Religione oppio dei popoli.

*fonte ‘ La Repubblica’ del 20 febbraio 2003.


Aggiungo che ho appena saputo che Pyra Labs di Blogger è stato acquistato da Google.
E’ un periodo di trust e concentrazioni questo.

posted by milo @ 1:46 PM

0 commenti
---{ mercoledì, febbraio 19, 2003 }---

Carissimo Milo,
Mi dispiace sentirti così deluso.

Non raggiungeremo mai le 6000 visite mensili, ma sinceramente anche raggiungerne 1000 per me è stata una sorpresa.

La prima volta che una persona, che conoscevo appena, mi ha chiesto se ero stata io ad aver ingoiato la famosa crema per il corpo, l’ho guardata con faccia interrogativa e d’istinto le ho risposto che si sbagliava, che quell’episodio non era successo a me. Il fatto che lo sapesse mi aveva scioccato: ma come? L’avevo raccontato solo a pochi amici….. ma allora qualcuno lo legge questo blog!
Anche noi abbiamo lasciato un segno in questa realtà di nome internet. Molto piccola?!?
E vabbè, l’importante è che non sia insignificante.

Deliberatamente abbiamo deciso l’impostazione del nostro blog: non doveva trasformarsi in un diario personale ( a nessuno può interessare se oggi ho le mestruazioni o no…….. cos’ho fatto?! adesso finiremo anche sulle ricerche scientifiche!) e neanche in una serie di lunghe paranoie sulla vita; in più dato che l’accesso è multiplo , non doveva diventare neanche una specie di message board fra gente che si conosce già e che ha altri mezzi più diretti per comunicare.
Ci siamo riusciti.
Con giornate + o – ispirate, siamo riusciti a cliccare su post & publish e inviare il nostro pensiero su una pagina che prima o poi qualcuno leggerà.

Grazie a Getleman, la grafica di “e fain tannel” è sempre stata bella e originale ( un applauso al nostro web-designer! ) ….ps: forse dovremmo iniziare a farci delle basi di html…..

Nessuno di noi lavora o semplicemente passa molto tempo davanti al computer, quindi l’aggiornamento non può essere fatto quotidianamente e “la comunità dei navigatori” se n’è accorta.
Fino a quando durerà?!
Fino a quando ci sarà l’interesse, fino a quando avremo l’accesso a internet (… dai, da tua sorella ci puoi andare quando vuoi per scrivere un post...;o) ), fino a quando non ci stancheremo di questo gioco,…… insomma dipenderà da noi e non da shinystat!!!
A proposito, chi ha cercato su google “ MILO NUDA”?????????!!!!

ciau!

posted by jasmin @ 12:37 AM

0 commenti
---{ domenica, febbraio 16, 2003 }---

Cara Jasmine,
non mi ricordo cosa dovevo esattamente fare stasera di tanto urgente perciò ti scrivo.

Mi dispiace spegnere i tuoi e i miei giovanili entusiasmi, ma come avrai già potuto notare il nostro blogghino non procede bene. Anzi è gravemente malato.
Ricordo perfettamente la nostra gioia quando ti stupivi che qualcuno ci leggeva davvero e io credevo che le mie ingenue strategie di marketing, ad esempio far iniziare il nome del blog con una ‘a’, ci avrebbero portato in cima a tutti gli elenchi e di conseguenza in cima a tutte le preferenze.

Ebbene no.
Il nostro counter di Shinystat non solo non progredisce, addirittura regredisce: se noti bene il nostro blog è a quota visite 1600 e passa, domani vedrai che il numero diminuirà e giovedì saremo di nuovo a 1597 fino ad arrivare a zero, a nulla …che desolazione, no?
Jasmine ho capito che questo è il destino di tutti i blog sfigati come il nostro, dopo un po’ si autoestinguono.

C’è chi si è accorto di questo e cerca di aggrapparsi ai più disparati espedienti narrativi, ci sono coloro che parlano di cazzi e di fighe ( vedi questo meschino mondo? Già con queste due parole siamo in cima a tutte le ricerche di Google), ci sono coloro che mettono foto ammiccanti e banner luccicanti (ma noi non possiamo visto che non siamo quindicenni cellulomaniache che aspirano a diventare shakira o avril lavigne a seconda delle correnti di mtv-pensiero: mtv fashion o mtv alternative? Vedi? a noi questo ragionamento non si addice, te l’avevo detto. ), ci sono coloro che la buttano sullo splatter, sull’anoressia, sul farmaceutico e sullo lo spleen esistenziale, ci sono coloro che raccontano eventi banali come ‘mangiare a ripetizione cioccolatini’ con giri verbali del tipo ‘ ti concedi inoltre quegli splendidi gameti ovoidali lindt a pacchi chiusi da 60’ ( uh, sicuramente la tipa in questione si incazzerà e verrà a vedere chi è che la cita così impunemente senza credits&royalties: alè un visitatore in più in base al principio purchè-se-ne-parli. Jasmine non ti preoccupare, nessuno verrà a minacciarti: siamo senza tagboard, nè commenti a tergo dei post).

Il mondo è vario e, chi con successo chi no, tutti cerchiamo di sopravvivere alla logica dell’oblio.
Con una menzione particolare agli espedienti narrativi utilizzati da molti… fosse almeno l’ermetismo azzeccato e al contempo leggero di un Pennac in piena forma, macchè! Cavolo! Perdincibacco! Cribbio! nella rete del blog sembrano quasi tutti portati a creare intimismi onirici divinamente ispirati a quell’inutile sfigato barocco di Carducci (e adesso non dirmi che ti piace Carducci. Dimmelo dopo in caso. Con calma, trovando le parole giuste e le giuste motivazioni della tua scelta)

Cosa credi, anch’io stavo per cadere nella tentazione di raccontare fatti obiettivamente banali con toni kafkiani di malessere smarrimento o altre sensazioni amplificate. Amore viscerale invece di moderato gradimento, odio profondo invece di sana indifferenza, leggère sensazioni di vomito che si sarebbero trasformati in patologie estreme, litigi con mamma sul minestrone come rotture esistenziali insanabili e così via.

In mancanza di avvenimenti interessanti o di recensioni che non sono capace di scrivere, l’altro ieri mi buttava in crisi proprio questo dover riformulare la mia vita, i gesti quotidiani, i pensieri pensati soprappensiero in termini interessanti per il blog.

Vagare in casa in silenzio e pensare. Grazie ad un orologio che era per errore un’ora in avanti, pensare che quella sera la mia serata sarebbe terminata un’ora prima del solito. Per una volta quindi a infilarmi nel lettuccio con la giusta dose di sonno alle 10:30, invece che a mezzanotte non sarebbe stato obiettivo impossibile. Giusto per non svegliarsi cadavere il giorno dopo.

Poi pensare che forse avrei dovuto scrivere un post su quanto è bello andare a nanna presto, senza particolari motivazioni.

Poi pensare che forse è stupido e posticcio far partire un post da un pensiero così, una volta che si è messo a conoscenza i lettori del fatto che ciò che sto scrivendo l’ho ritenuto in partenza stupido e posticcio.
E di quanto sia stupido e posticcio sia pensare che una cosa è stupida e posticcia.

So che non hai capito niente, anzi che non ho saputo spiegarmi bene –non si dice mai: ‘non hai capito niente’- ma se non altro apprezza il dramma dello scrittore quassù esposto con un esempio di totale dubbio e smarrimento a dir poco accademico. Rileggi senza farti disorientare dalle ripetizioni della locuzione ‘stupido e posticcio’, please.

Guarda come funziona la faccenda:
Ti dico che il tuo blog è molto bello (anche se non lo penso). Tu rimani commossa da tanta attenzione.
Ti linko così poi tu ti senti obbligato a linkare me.
Logicamente aumenta la mia esposizione al pubblico e il mio counter sale, sale, sale..
Poi appena vedo che il mio blog è ancora poco visitato faccio un giro su tutte le tagboard e copincollo ( mi perdoni per questo neologismo tristissimo?) la frase ‘mi piace molto il tuo blog..visita il mio’.

Beh, se non altro il nostro blog è rimasto fuori da questa logica (..di morte, cito i Wretched per dare l’impressione di saperla lunga con coloro che già-s-sanno) abbiamo solo linkato ciò che ci interessava realmente. Meno male.

C’è qualcuno che è bravissimo a farsi fraintendere, tipo me, e quindi provo un certo sollievo a sapere che il link di afinetunnel compare sul blog di gente che conosco personalmente, che sanno chi siamo che faccia abbiamo; sono felice di far parte dei link del gentleman ( beh, ci mancherebbe…ci sarebbe da preoccuparsi) della Mini e della Mina –mioddio che orrendo gioco di parole- etc, ma un’affezione particolare va anche a quelli che sono finiti qui cercando testualmente

Hippy l’afghanistan via terra
Parole italiane con la dieresi
Camionisti gay
Studio sulla voce di Mariah Carey
Canzoni albanesi per matrimonio
Foto lavami su auto
Frasi per augurare prima colazione
Lacerocontuse
Culi visti da dietro
Lista blog italiani belli
Culi belli culi bucati
Riassunto breve ‘va dove ti porta il cuore’
Immagini guerre puniche
Negozi taglie forti.

Anche se abbiamo già commentato due volte questi visitatori, volevo farlo una terza: un’occasione in più per farci un’altra risata.
Comunque questa è la triste verità di ‘ e fain tannel’ nato con respiro internazionalista e ridotto a mezzo per discutere, commentare e ridere fra di noi. La dura realtà è proprio questa.

Personalmente continuerò a scrivere post ogni tanto usando il blog come esercizio per il mio povero italiano, finchè mia sorella non proverà nostalgia per il suo laptop e mi esautorerà di esso con veemenza.
D’altronde è da cinque anni, dalle superiori, che non scrivo essays pregnanti e decenti. Una volta mi davi un tema come ‘ rapporto tra la poesia e la matematica’ e io ci scrivevo quattro fogli protocollo di seghe mentali sulle relazioni tra calligrammi di Apollinaire e la teoria della relatività ( chissà che questa mia uscita non porti il Bisi a linkarci,… sarebbe la salvezza. Scherzo Bisi), adesso vado in crisi per una tesina sulla Guerra Spagnola. Qualcosa bisognerà pur fare per non cadere nell’analfabetismo di ritorno tipico degli universitari, no?

Te lo ripeto, il nostro counter di shinystat non salirà mai, arrenditi all’evidenza. Se poi pensi alla nostra saldezza morale contro lo scambio di link di favore, beh allora sai che le previsioni di crescita sono tutt’altro che rosee. Rifletti, da quanto tempo non siamo citati nel blob-blog? Da quanto tempo le nostre visite si attestano sulle 10 persone massimo giornaliere capitate per caso e mai più ritornate? Da sempre.

Spero di non averti rovinato la giornata con queste riflessioni.
Ma dovevo dirtelo.
Adesso devo trovare un modo per parlare di questo anche con Violette: non so come farò, lei di solito è così spensierata e leggiadra con i suoi lunghi capelli bruni svolazzanti, il suo tenero accento manzanese, le sue Flying V, il suo metal. Non vorrei spezzare quel piccolo fiore con queste dure considerazioni sul nostro insuccesso.

Quanto a me, beh non sono triste. Vado avanti con serenità.
No,non è vero, non sto piangendo. E’ che c’ho una bruschetta nell’occhio.





posted by milo @ 11:27 PM

0 commenti
---{ domenica, febbraio 09, 2003 }---

Stasera l’acme della mia soddisfazione è’ stato trascrivere ‘skeiter boi’ di quella furbona della Avril Lavigne ( o meglio di quel furbone del suo produttore).
Dopo aver tirato giù gli accordi ne ho riarrangiato la acustic verscion, per ottenerne qualcosa di valido da riascoltare, più o meno come fece Evan Dando con ‘skulls’ dei Misfits.

Non è andata così bene. Cioè, prodotto nulla di originale.
L’operazione, tuttavia, ha provocato un’intensa nostalgia per l’estate e prima di tutto per le notti delle estati irrimediabilmente passate.
Alle 3 di mattino in agosto a Grado giravano solo delle piccole comitive di gggiovani annoiati con chitarra e chitarrista utilizzati per ricreare la magica atmosfera di due-amici-una-chitarra-uno spinello sulla spiaggia. Nei peggiori dei casi disponevano pure di bongaristi al seguito.

Una volta arrivarono dei tipi loschi che iniziarono ad urlare nei giardinetti canzoni dei sex pistols con accento goriziano :’ ai em en anigrasta, ai en an anticrasta! donnò uo ai uant ……’

Le comitive più convenzionali invece cantavano le solite canzoni la-re-mi di Battisti e tutto ciò che ne consegue, Bob marley e tutto ciò che ne consegue.

Anche noi eravamo fermi alle solite canzoni la-re-mi. Si, ma quelle dei Ramones.
La playlist continuava con ‘Sul sedile con te’ degli Impossibili, ‘Together on the sand’ dei NOFX, e poi Screeching weasel, Operation Ivy, Misfits ovviamente, My sharona dei Knack in tempi ancora non sospetti.

Voi non potete capire,
noi eravamo avanti.
Ma con l’estate che verrà,
l’estate del 2003
faremo vedere al mondo che non siamo più dei bambini,
abbiamo quasi finito l’università: basta cagate!
siamo come voi,
ci uniformeremo per dimostrarvi che non è vero che siamo strani:
canteremo come voi ‘complicated’ e ‘jenny from the block’.
Magari in versione grind.

Post scritto facendo passare 10 minuti fra una parola e l’altra, cercando ispirazione nell’osservare le animazioni della graffetta assistente di Office 2000.
Tasto destro, animazione, uffa questa l’ha gia fatta, tasto destro, animazione, questa invece è nuova, tasto destro…

Questo ha influito molto sulla qualità effettiva del pensiero.












posted by milo @ 11:29 PM

0 commenti
---{ mercoledì, febbraio 05, 2003 }---

Finalmente anch’io propongo degli aneddoti universitari!

Con gli aneddoti del mio appello di oggi di Storia Contemporanea inauguro ufficialmente il nuovo fighissimo strapersonale layout avanzato (si sa che non è farina del mio sacco, io ci metto di mio solo la proprietà del paperabat-jour e delle lenzuola appese nel meriggiare di Grado. Un cazzo dunque, manco le foto sono mie).

Si ripropone il solito schema di bivacco nei corridoi con gente che alza gli occhi dal libro e cantilena: ‘ma tu sai? No, perché io non so.’ ‘Ah, ma vedi che tu sai? Sai tutto, io non so quelle robe.’.

Contrariamente alla tendenza di smarrimento generale, una tipa ics, particolarmente brillante e di bell’aspetto come tutte le fascinose pupe di Relazioni Pubbliche, sa perfettamente cosa chiede il prof, ha assistito stoica a tutte le interrogazioni, ha pacchi di appunti riassunti dal fratello maggiore ormai ingegnere ( ‘ pensa per farmi ricordare la storia degli ULTRA’ realisti mio fratello ha disegnato accanto al nome di Carlo X lo scudetto dell’udinese!’. Oh, potessi rendere in questo scritto la rozzezza della cadenza udinese e la sensazione di brivido che ha attraversato la mia gobba!); ha poi compilato una rigorosa analisi della casistica e sa per certo che il prof è fissato col 48, che chiede la Cina e la guerra nel Vietnam. Sempre.

Cinguettano le amichette in coro: ‘Sai tutto e allora perché non fai l’esame?’
Lei al centro della stanza e al centro dell’universo: ‘Perché alcuni fatti del Novecento sono troppo complicati… per ora’.

Lascio che questo trauma scivoli via dalla mia mente. Passano due minuti e con la faccia modulata su cotali emergenze, faccia scettica e passiva ma umile, mi informo presso di lei. Le chiedo se per caso forse nell’elenco delle domande della topten storiografica c’è la possibilità di incappare nelle vicende dell’IMPERIALISMO –attenzione, eh?-.

La fanciulla, cercando la salvezza nell’archivio mentale degli ultrà dell’udinese, mi dice: ‘beh ma è facile. Parli di tutto e poi dici che con la prima guerra mondiale cadono tutti quegli imperi lì.’

(Beg your fucking pardon, baby?)

D’un tratto, ragiono per insight, capisco cosa LEI vuole da ME.
Agevolo la questione:’ ah.. io non intendevo l’imperialismo nel senso…come dire… di storia-degli-imperi ma…imperialismo…nel senso di sinonimo, termine vicino al colonialismo, le colonie, i bianchi, i neri, i buoni, i cattivi….’

‘Ahh!’
‘ahh!’ (vocali di reciproco intendimento, sorrisino finale)

Relazioni pubbliche è questo.
La facoltà che ti regala l’abbonamento a Cosmopolitan.



posted by milo @ 7:46 PM

0 commenti
---{ mercoledì, gennaio 15, 2003 }---

Prima o poi anch'io dovevo rimanere vittima del bookcrossing, questa pratica tanto trendy in un paese di non-lettori come l'italia che consiste nell'abbandonare -pardon, liberare- i libri peferiti in luoghi pubblici nella speranza che qualcuno li legga, li apprezzi e li lasci nuovamente al proprio destino di diffusori di cultura. A me è capitato indirettamente nel periodo natalizio. Affacciandomi dal finestrino del treno all'altezza della stazione di Mestre, ho individuato là fuori un libro solitario che aspettava lettori seduto su una panchina.
Spero che un poco poetico operatore ecologico, ligio al suo dovere e non aggiornato sull'usanza del bookcrossing abbia interrotto (consapevolmente o inconsapevolmente è lo stesso) questa catena di sant'antonio nel bidone.
La sfiga,infatti mi fece incappare in 'va dove ti porta il cuore' della Tamaro. Ecco il mio battesimo da bookcrossing.

Tengo a precisare che anch'io ho fatto del bookcrossing, però all'incontrario: in una libreria che continuava spavalda ad esporre il 'Mein Kampf', ne ho democraticamente lanciate parecchie copie dietro lo scaffale -non le troveranno più- e le restanti le ho piazzate sotto dei libri di foto di nudi maschili.

Per il bookcrossing tradizionale farei circolare 'ogni cosa è illuminata' di Jonathan Safran Foer, ma l'edizione della Guanda costa quattordici euro (chiamatela avarizia, ma è difficile abbandonare un libro da ventotto mila lire) e penso che quella tascabile non sarà disponibile per lungo tempo. Forse mai.
Accontentatevi del mio accorato consiglio, dunque.

posted by milo @ 3:11 PM

0 commenti
---{ domenica, dicembre 29, 2002 }---

Non ho mai avuto paura di girare da sola di notte per Trieste.
Non ho fatto nessun corso di autodifesa e nemmeno giro armata.
Certo il passo veloce lo mantengo lo stesso, ma più per abitudine che altro ( ..mi sveglio sempre all’ultimo minuto e devo correre per arrivare puntuale alla prima lezione della giornata).
Certo di gente strana se ne incontra spesso : sarà la bora che influisce sui caratteri?!
C’è ad esempio il tipo magrissimo, sempre vestito con una tuta rossa, che avanza con un andatura precaria e domanda a chiunque:”Te ga una cica?! Te ga de impizar?!” (traduzione dal triestino:” Hai una sigaretta?! Hai da accendere?!”)
O quella signora bassissima a causa di una gobba enorme sulla schiena, che si muove velocissima fra le file di persone agli sportelli della stazione dei treni, tenendo una mano tesa per chiedere la carità e borbottando qualcosa d’incomprensibile. Solo una volta l’ho vista su un autobus: ha timbrato il biglietto circa 30 volte, poi si è seduta dietro un signore distinto e ha continuato ad insultarlo per tutto il viaggio finchè..... non se n’è dimenticata: “ Vecio stronzo!”
Oppure la contessa (..a dir la verità è un bel po’ che non l’incontro): una donna di una certa età che si aggira per il centro cittadino con abiti da dama dell’ 800. E’ molto particolare.
Altrimenti, Scola: un 40enne con jeans bucati “nei posti giusti”, giubottino rosso e walkman che nei periodi estivi lo si trova seduro sugli scalini dell’università in attesa che qualche studentessa gli passi abbastanza vicino per chiederle l’ora.
O Angelo: un omone con barba e capelli erruffati che per circa 3 anni ha seguito tutte le lezioni di fisica in tutte le facoltà.
Oppure il ragazzino dall’aria innocente che per ben 2 volte mi è venuto vicino con occhi lucidi e aria sognante per ripetermi tutto d’un fiato e nello stesso ordine: “Checarinachesei,cel’haiilfidanzato?cometichiami?possofissarti?” ( AIUTOOOOOO!!!)
L’altra sera stavo andando a trovare una mia amica: da via F.Severo, scesi le scalinate di via Kandler, via Cologna, costeggiai il giardinetto di via Giulia, attraversai la strada … strana serata….non avevo ancora incontrato nessuno a piedi. Prima di imbucare una strada per il viale XX settembre, decisi di continuare fino all’incrocio successivo per abbreviare la camminata. Improvvisamente sentii un urlo. Non si vedeva anima viva nelle vicinanze se non un'unica persona che da circa 300 metri stava venendo a passo spedito nella mia direzione. Un altro urlo. Non un urlo di paura, sembrava più che altro uno sfogo, una vocale pronunciata ad alta voce per qualche secondo “AAAAAA”. Degli acuti che non riuscivo a capire da dove provenissero. Continuai la mia passeggiata allo stesso passo. Il tipo davanti a me non cambiava traiettoria e neanch’io. Nel giro di pochi passi ci trovammo uno di fronte al’altro sotto un semaforo.Lui si bloccò. Io di conseguenza mi fermai perché dovevo girare a sinistra e non mi sembrava corretto tagliargli la strada. Mi fissò.Lo guardai interrogativa aspettando che avanzasse. “AAAAAAAAAAAAAAAAAA”
Mi ha distrutto i timpani!!!!!!!
Io rimasi scioccata per qualche secondo mentre lui riprese subito la sua furiosa camminata.
Scossi la testa per capire cosa era successo e ripresi a camminare.

Mha… la gente di Trieste!




posted by jasmin @ 5:07 PM

0 commenti
---{ martedì, dicembre 17, 2002 }---

hanno raddoppiato la superficie del centro commerciale Città Fiera.
Ci saranno 30 negozi più di prima, tutti luccianti tutti uguali tutti in franchising.
I prezzi sono alle stelle e io mi chiedo chi è che compra lì dentro.
La gente non ha soldi. La gente è cassintegrata.
C'è un'opulenza da Anni Ottanta, senza gli orizzonti e le prospettive di benessere degli Anni Ottanta.
Secondo me finisce come nel 29, è una situazione troppo malsana.

Mi dissocio dalle decorazioni e dai simboli riportati accanto al weatherpixie.

posted by milo @ 8:55 PM

0 commenti
---{ sabato, novembre 23, 2002 }---

e quando torna Violetta ci fa un bel riassunto del tour con i With Love.
Come al solito presumo che ritornerà fra noi con un sorriso raggiante, tanti dischi per il suo esecutore testamentario - sezione strumenti e supporti fonografici- quindi non capisco perchè negarci un bel racconto dei gossip del retroscena..

Donnine avvisate mezze salvate....


Il caso Scafroglia è la trasmissione dell'anno, soprattutto in questi tempi in cui non c'è molto da star tranquilli.
Chi vuole intendere intenda e gli altri in camper.

Fanculo i blogghini delle quindicennni politicamente schierate e scusate l'ermetismo di queste righe.

posted by milo @ 1:49 PM

0 commenti
---{ martedì, novembre 19, 2002 }---



".......GUARDO SEMPRE IL CIELO CON UN SORRISO......





..............DOVESSERO MAI SCATTARMI UNA FOTO SATELLITARE......"




ciao :)



posted by jasmin @ 9:31 PM

0 commenti
---{ venerdì, novembre 15, 2002 }---

La disponibilità dei miei professori mi spaventa...quasi....
domani parto e perdo 2 settimane di intense lezioni e sopratutto di laboratorio e cosa mi rispondono i miei docenti:"Ooohh,sono molto felice che possa fare un'esperienza di questo tipo"ed io:"ma si rende conto che perderò una decina di importantissime lezioni e poi..." e lui:"Non si deve minimamente preoccupare;quando ritorna ci becchiamo(non ha detto proprio ci becchiamo..)per un po'di volte in dipartimento o in bar e rivediamo assieme tutto quello che non ha potuto seguire."
RIVEDIAMO ASSIEME,PER UN PO' DI VOLTE,IN BAR?????
Ma dove sono finiti i PROFESSORONI universitari che dovevi rincorrere per la facoltà,che per parlarci dovevi prostrarti sui ceci in segno di somma devozione,e le domande fatte pesando ogni virgola per paura di dire qualcosa che non li vedesse daccordo.........
Buone vacanze canterine a me e vi mando una cartolazza con culi,tette e frasi con doppi sensi sessuali,com'è d'uopo
"C'è qualcosa che non funziona o sono io che non funziono" Bellicosi:Nuovo rock italiano 7"

posted by screamin' @ 11:12 AM

0 commenti
---{ lunedì, novembre 11, 2002 }---

SPAIM
JAPAM
FRAMCE
VIETMAM
AFGHAMISTAM
MICARAGUA

In realtà è stata un ‘assenza per vigilare sul mio operato e quello altrui secondo il gusto del senno di poi: ho letto e riletto i pensieri miei e di Jasmine ( i miei sono proprio ‘ics’, i suoi sono belli) senza scriverne di nuovi. Intendo sul web, perché in altri quaderni ho continuato le solite righe, come capita da una vita.

Diario giallo e fogli volanti captano queste righe di quotidianetà. Diario giallo ha subìto un tentativo di trasformazione in una lista di stimoli e buon senso: devo ricordarmi di fare questo e quello, di leggere questo e quello, di cercare di non rimanere con le mani in mano –sottolineato con doppia linea-, evitare di fissare il soffitto senza neppure la forza di ascoltare con il giusto spirito un disco non conosciuto, senza neppure la forza di compilare qualche cassettina ai miei amici come solito principale hobby.

Ma diario giallo non ebbe autorità, semplicemente perché non ha la stessa essenza di una lavagnetta. La lavagna e il pennarello si appendono sopra il letto, non ti dimentichi di loro che incombono come primo oggetto da valutare assieme al caffelatte nelle problematiche mattine.

E quindi comprati una lavagna da applicare dove tu sai!…no, perché poi subentra la mamma a chiedermi delucidazioni sui miei impegni.

Se la matrona leggesse il proposito: ‘lavare l’auto’ mi chiederebbe perchè non sono all’autolavaggio a lavare l’auto come ogni buon udinese, invece di vagare per il corridoio come un gatto. Legittima osservazione my darling, però rompi, eh?

Non so cosa ha avuto priorità in questo lungo lasso di tempo; se lavoro, persone, studio, suoni, famiglia, parole. Sicuramente per questa ragione mi sento così pedante.

La vita degli oziosi è complicata.

MICARAGUA
AFGHAMISTAM
FRAMCE
VIETMAM
JAPAM
SPAIM

Gemiali!




posted by milo @ 5:36 PM

0 commenti
---{ domenica, ottobre 20, 2002 }---

L’ho ritrovata!! La monetina portafortuna l’ho ritrovata!!

Non che mi sentissi perseguitata dalla sfiga senza di lei, ma mi dispiaceva di essermi dimenticata dove l’avevo appoggiata…. è sempre un regalo!

E’ successo la scorsa settimana. Stavo rientrando dall’università incazzata nera perché avevo appena saputo che l’ufficio ragioneria aveva perso la richiesta di utilizzo dei fondi per una conferenza che sarebbe dovuta avvevire a giorni (mai vista gente così lenta e disorganizzata…vabbè). Aprii il portone del condominio dove abito e sul pianerottolo incontrai la signora dell’appartamento sotto il nostro. E’ una nonnina di quasi 95 anni(!!) con i capelli bianchissimi, una carnagione rosa tenue, un sorriso pronto, che mostra una bella dentatura non proprio sua, e uno sguardo attento. La riconosco subito perché ha sempre addosso una vestaglia in cotone celeste e ai piedi un paio di calzettoni bianchi grossi grossi inglobati in un paio di ciabatte da camera blu. Quel giorno stava trascinando giù dalle scale un pesante sacco delle immondizie. Allora gentilmente, con un tono di voce abbastanza alto dato che è un po’ sorda ( infatti non si lamenta mai del casino che facciamo noi di sopra…), mi offrii di darle una mano andando io a gettare quel sacco nel cassonetto sulla strada. Mi ringraziò "infinitamente" del favore e con fatica risalì le scale. Fatto il mio dovere, ritornai sui miei passi riprendendo i pensieri distruttivi. Riaprii il portone, feci due passi e alzai lo sguardo: c’era ancora lei. Mi stava aspettando per salire assieme con l'ascensore. Bhe, il solo sguardo di quella vecchietta non può che rasserenare. Chiuse le doppie porte dell’ascensore, iniziò a parlarmi con la sua voce lieve ma decisa:"… sa signorina, io porto fortuna! Già, sono nata il 25 dicembre e porto fortuna! Me l’ha detto anche il marito di mia figlia che è medico: da quando gli ho regalato una delle mie monetine, la tiene sempre con se." Intanto l’ascensore si era fermato al secondo piano " su forza, scenda anche lei! Le voglio regalare una monetina! Su forza!" Io imbarazzatissima, non sapevo cosa dire " Ma non serve signora, grazie lo stesso!" Fece finta di non sentirmi ( o non mi sentì davvero?) e proseguì verso il suo appartamento. Spalancò la porta e sparì in una stanza.Io la seguii fino sull'ingresso. Dopo qualche minuto, in cui il mio sguardo si era fissato su una foto in bianco e nero appesa alla parete vicino al salotto che riprendeva lei giovanissima con il suo ormai defunto marito (che bella coppia), riapparse con una scatola di latta marrone da cui tirò fuori una delle sue monetine (1 euro!!) " questo soldino porta fortuna perché gliel’ho regalato io! Non lo spenda, mi raccomando! … e adesso esca su! se ne vada! arrivederci!" Non feci nemmeno in tempo a ringraziare che la porta si era già chiusa davanti al mio naso. Salutai la porta e feci l'ultimo piano di scale a piedi,sorridendo.

Crederci o no su queste cose non importa, di sicuro mi aveva messo di buon umore per tutta la giornata!!

(cmq: il giorno dopo la richiesta venne ritrovata e la conferenze dell'altro ieri è andata molto bene....)



…e leggete qua cos' ho trovato nello stesso cassetto sotto una pila di altre carte:

"…. a te piacciono i colori? Sono proprio belli. Il problema dei colori è che lì non stan fermi, hai capito? Tempo domani e se ne vanno, stai tranquillo, non t’illudere. E’ tutto lì il problema, il problema dei colori: perdersi, ritrovarsi; è tutto lì il problema: i colori. I colori non stan fermi. Il colore buono è il bianco, perché rimane fedele, il resto si ribella: il grigio s’intristisce, il nero si fa nero, il viola scappa al tramonto, il giallo brucia tutto e l’azzurro costa caro eh… per fare il cielo ce ne vuole mica solo un tubetto. 100,200,anche 300 tubetti per fare il cielo! Però i colori sono belli visti da dietro. Tè l’hai mai visto un rosso da dietro? Non sta fermo eh, scappa! E se gli vai addosso schizza via come un gatto miaooo …"

L’intero monologo me lo scrisse a penna una mia amica qualche anno fa. Ve lo ricordate?! E’ Epifanio ( Antonio Albanese)!….. ma anche lui era EMO?! ;o)

ciao!


posted by jasmin @ 4:00 PM

0 commenti
---{ mercoledì, ottobre 16, 2002 }---

penso che possa essere interessante il discorso che queste persone stanno affrontando nei confronti dell'informazione e del suo ruolo nella società, parlo di megachip e del fondatore dell'associazione giulietto chiesa. sono già comparsi una serie di affiliati, perchè questo progetto si sta diffondendo a livello nazionale partendo da gruppi regionali, cito il gruppo toscano e quello di torino. leggete e giudicate voi stessi. ciaooO!

posted by * g e n t l e man * @ 4:30 PM

0 commenti
---{ giovedì, ottobre 10, 2002 }---

tolto il link, va meglio? scusa.

posted by milo @ 11:01 PM

0 commenti
---{ mercoledì, ottobre 09, 2002 }---

Approccio intimista e sfilacciato:

ho dormito in posizione supina –poi spiego il motivo- dalle 15:15 alle 19:45 con soluzione di continuità.

Ero talmente entusiasta che stamattina ho snocciolato alla signorina mia responsabile un dettagliato riassunto di come è andato il concerto dei Converge, scaletta dei pezzi suonati e breve introduzione alla loro discografia incluse, di ieri sera a Tarzo –Treviso-.
Non so perché l’ho fatto, poichè ero perfettamente consapevole che ciò che avrei ottenuto sarebbero stati solo sguardi di diffidenza interrogativa, come se raccontassi dei Minor Threat a mia nonna novantenne.
Ho digitato l’indirizzo del sito per farle vedere le foto dei live, sapendo che non avrebbe apprezzato. Il commento più mirato che ha prodotto nel suo sgomento è stato:’ Mio figlio ascolta i Linkin Park…’.

Per ricordarmi in momenti futuri della mia militanza sotto il palco, di quanto sono ancora ggggiovane, ho scattato due foto alle mie ginocchia lacerocontuse, tipo foto segnaletica di un centro antiviolenza. Ginocchia che per il dolore non posso appoggiare da nessuna parte. Ecco spiegato il perché della mia posizione supina mentre dormo.
Esercizio consigliato: In piedi, provate a cadere 15-20 volte direttamente in ginocchio: forse otterete la stessa sfumatura di blu violetto e violento delle mie rotule.

Ho litigato con ¾ della mia famiglia allargata, solo mio cognato mi ha augurato la buonanotte.

Apprendo che Dave Kulp non ama essere letto. Speriamo che non se la prenda per il mio link al suo blog












posted by milo @ 10:21 PM

0 commenti
---{ domenica, settembre 22, 2002 }---

Ho trovato una, la mia amica Cristiana, che utilizza il cellulare in un modo delinquenziale quanto il mio. Si riassume in breve: se esco oppure vado al lavoro lo dimentico più o meno consapevolmente a casa; se me lo porto dietro lo spengo.
Inoltre sono ancora nella fase dello stupore quando mi chiama qualcuno.
Anche Cristiana è originale nell’utilizzo del cellulino; se suona libero non è detto che lei risponda. E' sempre così.
Dopo un minuto di squilli a vuoto lascio perdere, non riprovo perché dopo si accorge che l’ho chiamata due volte e non vorrei sembrare insistente.
Mi lascia con un mix di sentimento di abbandono e solitudine; in realtà non è strettamente colpa sua, bensì di questa serata in cui mia madre imperversa sul palinsesto televisivo e non mi da’ spazio per sviluppare un dopocena degno di tale nome.

Ritorno al mio blog, scrivo controvoglia perché continuo a pormi domande inutili, aspetto che qualcuno mi richiami o che mi chiami ex-novo.

Ogni volta che apro la pagina di A Fine Tunnel osservo che il numero del counter appena installato sale e continua a salire, anche di 10 in 10.
E’ domenica, piove, mi viene spontaneo chiedermi come 26 persone oggi siano giunte a visitare questo delirio senza direzione.

Non è un ipocrita quesito di web marketing. Me lo domando con la stessa ingenua curiosità che contraddistingue Jasmin(e) quando ci incontriamo nel weekend ed esclama:’Ma sai che la gente mi chiede come ho fatto a bermi la crema all’avena?!? Ma allora ci leggono veramente!’.

Eh già che ci leggono! Anche se la nostra popolarità, convengo con le malelingue, derivi dalla strategica scelta di chiamare il blog con una A iniziale e che quindi risulti sempre in cima all’elenco –furbizia, eh!-, per il resto i nostri lettori sono quella cerchia di amici che s’incontra a concerti a cui, fra una birra e l’altra si dice: ‘Ma lo sai che anche noi abbiamo un blog?’ e coloro che si ricordano l’indirizzo esatto forse lo andranno a visitare.
Infine ci sono i link dei link dei link…

Certamente per ottenere visibilità non mi riduco a scrivere sulle tagboard altrui formule vincenti quali:’ Ehi! Ma che fantastico layout ha il tuo sito: visita il mio!’. Se me lo permettete è un po’ triste.

Perché questa riga di considerazioni disfattiste? Perché sento la mancanza del feedback del mondo esterno e scrivere per un intero World Wide Web da’ una certa sensazione di smarrimento, se poi si è consapevoli di non essere degli scrittori dotati il senso di dispersione delle idee aumenta e scoraggia ogni produzione.

Voglio dire, ci si preoccupa di rendere comprensibili i post, di evitare facili ermetismi per non infastidire, ma a che scopo? Tra una riga e l’altra s’intrufolano dei commenti di auto-inquisizione tipo:’ a che cazzo vuoi che freghi sapere di un viaggio in Spagna?’ mentre stai scrivendo sulla Spagna. Ancora peggio, leggi su altri blog resoconti simili al tuo e noti che gli altri raccontano la loro vita fatta sia di eventi salienti che di cazzate con una scioltezza invidiabile e sai che è giusto che sia così.

Come si fa a scrivere un intero saggio, libro, racconto, canzone, articolo senza tormentarsi per ogni parola su quale sarà la reazione degli altri, oppure correggere all’interno del testo contraddizioni inesistenti che solo noi leggiamo?

Forse è questo la differenza tra un mortale ed un artista nel senso esteso del termine.
L’artista crea e basta, sente l’urgenza del creare senza domande e sotto-domande. E soprattutto pubblica quello che fa. Lo rende noto, non immagazzina le sue opere per insicurezza.

Altro discorso meritano coloro che descrivono occasionalmente immagini mistico-astratte e in cuor loro si sentono di ‘ saper scrivere bene ‘, per questi nessuna pietà, in senso letterario.

Tutto questo aggiornamento di stato d’animo nasce in seguito ad un post che avevo completato, pubblicato e lanciato nel cestino per palese insoddisfazione.

Ora va meglio. ‘Nanotte.

Un testo che mi piace moltissimo e che mi consola in questi momenti di analisi esistenziale, anche se è solo un semplice elenco di oggetti. E’ una canzone dei Weakerthans:

Everything must go!
Garage sale. Saturday. I need to pay my heart’s outstanding bills. A cracked-up compass and a pocket watch, some plastic daffodils, the cutlery and coffee cups I stole from all-night restaurants, a sense of wonder (only slightly used), a year or two to haunt you in the dark, a wage-slave forty-hour work week (weighs a thousand kilograms, so bend your knees)- comes with a free fake smile for all your dumb demands, the cordless razor that my father bought when I turned 17, a puke green sofa, the outline to a complicated dream of dignity , and a laugh (too loud and too long).
For a place where Awkward belongs, or a phone call from far away with a ‘hi, how are you today’ and a sign that recovery comes to the broken ones. Or best offer.

posted by milo @ 10:59 PM

0 commenti
---{ mercoledì, settembre 18, 2002 }---


una volta per tutte

IL CERCHIO INQUIETO

Il Cerchio Inquieto è un gruppo culturale universitario di Trieste nato nel novembre 2001 grazie a 2 studentesse (me e Madda) e all'interesse di molte persone amiche.
Lo scopo è di far circolare nuove idee nell'ambiente studentesco, dare delle delle proposte di pensiero su tematiche che spesso non vengono approfondite.
Così, ci occupiamo di organizzare iniziative su vari temi: sociali, ambientali e animalisti.
Per parteciparvi non occorro iscrizioni (non siamo un'associazione), nè bisogna pagare un ingresso (tutte le conferenze sono gratuite)... è necessario solo un po' di interesse e curiosità.

per farvi capire meglio:

Nel mese di novembre 2001 abbiamo proposto in collaborazione con il Progetto di Aggregazione Giovanile di Trieste, dei video sulla condizione delle donne Afgane sotto il regime talebano.In questa occasione abbiamo avuto la possibilità di avere come ospite Cristina Cattafesta di Emergency che,appena tornata dall'Afganistan, ha testimoniato i reali problemi che i volontari affrontano ogni giorno nell'ospedale di emergenza.

Ad aprile abbiamo proposto, in collaborazione con la Lista di Sinistra e La lista Undiversità, due iniziative che ci permettessero di comprendere meglio il fenomeno della globalizzazione. Nel primo incontro abbiamo avuto come ospiti rappresentanti del mondo del volontariato (Attac, Amici della terra, Mani Tese, La bottega del Mondo) e un docente di Economia Internazionale della facoltà di Scienze Politiche di Trieste. Il dibattito nato da questa iniziativa ci ha permesso una visione generale degli aspetti positivi e negativi di questo fenomeno.
Nel secondo incontro sono stati invitati due giornalisti ( aka: Kloppete e alienazione) di Indymedia, un portale d'informazione alternativa presente in internet, e sono stati proiettati dei video su manifestazioni di piazza del movimento antiglobalizzazione.

Nel mese di maggio 2002 è stata nostra ospite Sabrina Tonutti, scrittrice e docente di Storia delle Tradizioni Popolari presso l'università di Udine. Sabrina Tonutti , vegetariana esperta di zooantropologia, ha trattato il rapporto uomo-animale partendo dalle origini fino ai giorni nostri

Il 17 ottobre 2002 invece verrà a farci visita Franco Michieli, ambientalista, alpinista e giornalista, che ci parlerà...........


for info: ilcerchioinquieto@hotmail.com :)

ciao!!!!

posted by jasmin @ 8:04 PM

0 commenti
---{ mercoledì, settembre 11, 2002 }---

Pare che sia l’evento mediatico più importante della storia.
E per questo ne paghiamo le conseguenze. Per l’ipocrisia dilagante, per gli speciali con le musichette malinconiche, per il fatto che più o meno tutti siamo chiamati a confrontarci con la dimostrazione lampante che gli USA sono realmente coloro che decidono gli equilibri mondiali.

Se il medesimo si fosse verificato in Belgio, con pari numero di vittime,l’anniversario sarebbe stato lo stesso ‘festeggiato’ con una promessa di attacco all’Iraq in memoria dei caduti -perché queste è stata la motivazione addotta da Bush per il conflitto imminente-?

Non hanno brindato solo i simpatizzanti dei terroristi quel giorno, ha brindato anche quel vaccaro che incarna i valori della profonda Corn Belt più razzista e reazionaria, ovvero Bush.

In chiave semplicistica, quel giorno ha preso ben più di due piccioni con una fava:

- Fino all’11 settembre la popolarità di Bush è stata in continuo calo a causa della sua evidente incapacità di governare, delle continue gaffes sue e dei suoi collaboratori. Gli americani poi avevano ben presente il fatto che il mandato di Bush era legittimato esclusivamente dalle regole numeriche del sistema elettorale e non certo dalla volontà dei cittadini, la cui maggioranza effettiva aveva invece scelto Al Gore. Nello stesso momento in cui il primo aereo si schiantava sulla prima torre, tutto ciò veniva rimosso per sempre.

- Trovata anche la scusa del secolo per attaccare l’Afghanistan e terminare finalmente quel cavolo di oleodotto trans-asiatico che non riusciva ad avere uno sbocco sul mare (mi sembrano le motivazioni delle Guerre Puniche..peccato che sia veramente così)

-Trovata inoltre la giustificazione per la recessione economica già in corso ben prima del attentato e mai pubblicamente rivelata.

-I terroristi di Al Qaeda fan passare in secondo piano il caso Enron, che avrebbe potuto avere gli esiti di un Watergate.

- Colta l’occasione giusta per ridare una spolveratina alla mai abbandonata, talvolta efficace teoria sociologica del nemico occulto del mondo occidentale, il cui effetto sulle masse è documentato con precisione empirica in libri alti come me
Lo spauracchio del terrorismo islamico è un nemico preciso e ben individuato attraverso cui compattare tutti gli alleati altrimenti restii a compiere azioni militari.
Bin Laden è il diavolo ( però non bisogna catturarlo perché sennò la guerra finisce..penso che di questo tutti se ne siano accorti..) e per questo Bush è autorizzato a dichiarare:’siamo tutti americani’ e a ruota ‘ O con noi o contro di noi’.
Nel frattempo le immagini delle videocassette delle sessioni di addestramento della rete di Al Qaeda vengono centellinate dalla CNN con rotazione strategica.
Ce n’è di materiale su cui riflettere e a me questo assetto mondiale guerrafondaio quanto una partita a Risiko fa incazzare come un treno.

- I bilanci interni continuano a fare schifo causa politica fallimentare? Distogliamo l’attenzione attaccando l’Iraq!



Non mi ricordo quando entrai in questa sottospecie di digiuno televisivo, ridotto a due telegiornali e un Blob al giorno, ma so che oggi non ho proprio acceso la tv.
Alcune considerazioni però sono filtrate lo stesso: dal web, da ‘La Repubblica’ e dalla chiacchierata con Benedetta al telefono. Cito in ordine sparso quelle che mi sono rimaste più impresse.

Dal web ho appreso che ci sono persone –italiane- che chiudono il sito per l’occasione mettendoci una bella immagine della bandiera americana issata sulle macerie, altre donnine quindicenni si chiedono cosa aspetta Bush ad attaccare l’Iraq, poi c’è un commento datato 11.09. 002...

Da ‘La Repubblica’ in un articolo del 10 settembre, colui che è considerato il massimo esperto mondiale di movimenti islamici estremisti, Mountasser Al Zayyat, afferma che la storia di Atta non è credibile. L’analista si occupa da 25 anni di movimenti islamici e il nome di Atta, ritenuto capo del commando dei kamikaze responsabili, non è mai comparso nella lista di nessun movimento islamico. A tuttora gli investigatori non hanno specificato né chi lo ha arruolato né a quale gruppo faceva riferimento. Mountasser giunge ad affermare che il giro di amicizie di Atta e il suo comportamento sono più simili a quelli di un agente segreto che ad un militante islamico.

Da Benedetta, che si scaglia contro tutti gli ipocriti italiani che sostengono un intervento in Iraq.
Ipocriti perché, se ragionando per assurdo gli attentatori fossero stati austriaci o sloveni e quindi la guerra sarebbe stata contro l’Austria o la Slovenia, suddetti italiani se ne sarebbero strafregati di Ground Zero e avrebbero supplicato zio George di non attaccare un Paese cosi dannatamente vicino alla loro cara Italietta.









posted by milo @ 11:12 PM

0 commenti
---{ martedì, settembre 10, 2002 }---

è finita l'estate. non è possibile. è finita l'estate. me lo stanno ripetendo tutti. è finita l'estate. ma se ho dato l'altro giorno l'ultimo esame della sessione. è finita l'estate. ma no, dai, guarda che belle giornate di sole. e già, ma è finita l'estate.

Mi stanno convincendo: è finita l'estate.
Avrei dovuto e voluto fare 1000 cose:

-andare dai miei cugini in Trentino e passare un tranquillo week end fra i monti
-andare a trovare Silvia a Bologna che mi sta aspettando da un anno
-andare ancora una volta al mare
-contattare tutti gli amici del mio paese
-godermi Trieste senza impegni veri
-andare a prendere un gelato con alcuni compagni di corso in un bar che non sia quello dell'università
-sonnecchiare ancora sul divano di casa
-ar capire alla mia cagnolona che non può dormire tutto il giorno sul mio tappeto
-guardare un sacco di tv
...
ma è finita l'estate.

devo tornare aTrieste. devo passare in segreteria studenti. comprare il libro di biochimica. iniziare ad organizzare la prossima conferenza de "Il Cerchio Inquieto" ( che cos'è?! Non ve ne ho ancora parlato?! C'è tempo..). passare per uffici. riprendere i ritmi di studio. Puntare la sveglia almeno un'ora e mezza prima. studiare. studiare......

Ma siete proprio sicuri che sia già finita l'estate?!
Vabbè, io aspetterò l' equinozio d'autunno per pensarlo....

ciao!


posted by jasmin @ 12:24 PM

0 commenti
---{ lunedì, settembre 02, 2002 }---

Cinque del pomeriggio. Flash!:fulmine..1,2,3,4… Ka-blam!:tuono

C’è ancora qualcosa del cronico disordine che affolla il bazaar di camera mia.
Periodicamente cerco di dare un tono di decenza alla mia stanza, ma c’è sempre qualche cd dimenticato fuori custodia, qualche lp appoggiato sul piatto, qualche foglio, quotidiano, scarpa, cartella, cassetta, lasciati per terra causa giovanile svogliatezza.

Disegni mentali di progetti grafici con le foto Lomo… ma da quando in qua mi sento artistoide?

Prima che telefonasse Benedetta avevo abbastanza idee per cincischiare su queste pagine, ora voglio solo ritornare a scartabellare fra le vecchie fanzines e le cartoline del 95-96.

posted by milo @ 5:57 PM

0 commenti
---{ venerdì, agosto 30, 2002 }---

Heilà, non c’è nessuno!! Siete ancora tutti in vacanza?! Io sono tornata da 1 settimana e mi sembra sia passato già 1 mese dal mio arrivo!

Mi si prospettava un agosto da commessa nel negozio dei miei ( cosa che ho sempre cercato di evitare data la mia mancanza di pazienza ad ascoltare gli umori dei clienti ma necessaria per non pesare troppo sulle spalle dei genitori) e invece 2gg prima della fine di luglio, 2gg prima dell’ultimo esame della sessione estiva, 2gg prima del mio ingresso nel mondo del lavoro, mi è arrivato un sms: “ ti interessa il nord?” .Nessun messaggio promozionale,era un amico che cercava qualcuno che lo accompagnasse in un bel viaggio con una coppietta. Non che io avessi molto tempo per decidere: la partenza era stata fissata per la settimana successiva.

Il Nord Europa mi ha sempre attirata nei mesi estivi. Qualcuno pensa che sia un controsenso volere ancora il freddo e la pioggia invece di godersi il caldo e il sole tanto attesi. In effetti non è questo che vado a cercare. Quello che mi attira è l’aria pulita, la vegetazione rigogliosa, i colori vivi e accesi, le lunghissime giornate,.... un mondo di fate e gnomi.

E così, passato lo stress da esame, racimolati tutti i soldi messi da parte, avuto il consenso della mamma, non ho fatto attendere molto la mia risposta.

Nel frattempo si è aggiunto anche un quinto ragazzo toscano,che ha reso un po’ più vario il gruppetto.
Il 6 agosto, zaini in spalla, siamo partiti da Udine per un Inter Rail di 12gg nella zona C: Danimarca,Germania,Austria e Svizzera.

Dopo 24 ore di treno siamo giunti a Copenhagen. Un giro per cercare l’ostello ( abbiamo condiviso la camera con altre 68 persone!) e subito siamo entrati nel vivo della città: Radhuspladsen (la piazza più grande su cui si affaccia l’enorme municipio), lo Stroghet (la lunga arteria pedonale), Nyhavn (il porto “turistico”), Christiania ( la comune hippy fondata nel 1971 e ancora attiva), Rosenborg Have (l’immenso prato dove abbiamo pranzato )....

Premetto che il nostro non è stato assolutamente un viaggio culturale: ci siamo limitati a fare una “passeggiata” in tranquillità fra i posti che ci interessavano di più “emotivamente” .

E così siamo finiti a Grenen, la località più a nord della Danimarca, dove si incontrano e si scontrano il Mare del Nord e il Mar Baltico. Uno spettacolo. le onde s’intersecano perpendicolarmente alla costa per formare una lunga linea bianca in mezzo all’acqua. Incredibile anche come questi 2 mari siano così diversi fra loro: il Baltico non è né molto salato né molto freddo, ha un colore verde scuro, onde forti e un fondale ricco di sassi e conchiglie. Il Mar del Nord invece è limpidissimo, freddo, ha un moto ondoso lento e proprio per questo più inquietante; i suoi fondali sono costituiti da una sabbia fine e chiara che mette in risalto il blu intenso dell’acqua.

Non pensate che siamo rimasti solo a guardare come la maggior parte dei turisti: tolti i vestiti, indossato il costume, in un minuto eravamo a sguazzare fra le onde ( ..credo che saremo entrati in molti album fotografici di gente presente in quel momento..)

Uno di noi voleva assolutamente mettere i piedi in Svezia, e allora via! Siamo salpati su una nave (50% di sconto Inter Rail sulla tariffa notturna = circa 4 euro) che in meno di 3 ore ci a traghettati fino a Goteborg.
Arrivando all’una di notte, l’unico luogo comodo che ci ha accolto è stato il prato di una chiesa vicina al porto. Devo ammettere che non è stato un sonno molto tranquillo.
Il giorno successivo poi era domenica e la città è rimasta completamente assopita fino a mezzogiorno. Dopo ore girate a vuoto lamentandoci per l’assenza di qualsiasi bar per fare almeno colazione, ci siamo imbattuti casualmente in una specie di sagra cittadina: stands, giochi, musica, ristori e gente, tanta gente... proprio quello che ci voleva per riconsiderare la città!
In più siamo riusciti a trovare anche un baracchino che, fra tanti wustel e hamburger, teneva un cassetto magico con una marea di delizie vegan!! Se ci penso mi viene ancora l’acquolina in bocca!

Il nostro viaggio è proseguito verso Berlino. La notte che abbiamo messo piede nella capitale, diluviava. Non vi dico in che condizioni siamo giunti all’ostello! Per fortuna quello è stato l’unico momento di brutto tempo della vacanza.

Berlino: un cantiere aperto. Credo di non aver mai visto tante gru in vita mia. Chissà come sarà fra qualche mese, un anno, 8 anni?..per il 2010 hanno previsto la fine dei lavori...chissà cosa ne uscirà?!
La vita di quella città mi affascina tantissimo. Soprattutto Berlino est: ha dei quartieri diversissimi fra loro, alcuni palazzi rimodernati, altri risistemati solo sviluppandoli in altezza , altri lasciati ai writers, altri con delle corti interne da esplorare... Si percepiscono diversi modi di pensare, di esprimersi, la voglia di andare avanti, continuare... insomma voglio tornarci. ( ps. visto che il costo della linea metropolitana più diffusa è inclusa nell’ Inter Rail, chissà se in futuro converrà comprarsi questo biglietto anche solo per visitare Berlino?!)
Qui ci siamo rimasti qualche giorno in più del previsto a causa del mal tempo che in quel periodo imperversava sul resto d’Europa.

Cavolo, ne avrei di cose da raccontare...gli ostelli, il cibo, i motivi più frequenti di discussione, i personaggi incontrati in treno,...non ho il dono della sintesi...Foto?! ne ho fatte tantissime!! Forse quelle riassumono meglio i miei ricordi... troverò il modo per farvene vedere qualcuna un giorno...

CIAO!!


ps. adesso sono stata reclutata in negozio fino a fine agosto: devo ammettere che ho trovato il modo di impormi (sempre cortesemente) sugli acquisti dei clienti e il tutto mi risulta un po’ più semplice e sopportabile ;-)

posted by jasmin @ 3:39 PM

0 commenti
---{ giovedì, agosto 29, 2002 }---


In questo fine agosto redigere un resoconto delle vacanze è scontato come l’affollamento improvviso del negozio del fotografo di Remanzacco da parte dei suoi abitanti che vogliono al più presto avere un riscontro visivo delle loro fatiche estive, ma tant’è…

MIRA EL DITO, MIRA LA CABEZA! –attenzione!: post lungo come una vacanza spagnola ben riuscita, quasi come una tesina…-

Libertà: dal 1 agosto 002 al 18 agosto 002
Raminghi: Christian, Alessio, Benedetta, io

Turnover: 3 guidanti su 4
Il prodigioso mezzo: Seat Ibiza di Alessio
Contachilometri: 5600 km totali
Si, ma che giro avete fatto?: Udine; Torino; Tarragona; Cabo De Gata; Granada; Sevilla; Cordoba; Barcellona; Torino; Udine.

Dormito: in campeggi più o meno assolati, con cessi più o meno decenti.
Musa ispiratrice: Guida sull’Andalusia della Lonely Planet
Arricchimento culturale personale: letto 3 libri, acquistato 8 cd
Sarà felice il fotografo: Alessio ed io circa 70 foto, Benedetta circa 5 rullini, Christian 10 rullini da 36.

La Spagna è un paese grande e vario, l’Andalusia è una regione grande e varia. Ha deserti e agavi, rilievi e conifere, aree tipo Collio e aree tipo Lunigiana; poi se si ha sufficiente pazienza si raggiunge l’oceano atlantico come è successo a noi, a Cadice.

Prima tappa Tarragona, a cento kilometri da Barcellona e il suo casino. Prima di scendere verso il Sud era giusto riposarsi un paio di giorni in questa località di chiare origini romane popolata prevalentemente da turisti tedeschi e francesi, dal clima bello e mite ( mentre nell’ Europa continentale si scatenavano nubifragi da stagione monsonica e noi eravamo all’oscuro di tutto).

Il viaggio da Tarragona a Cabo De Gata fu, a mio parere quello più faticoso.
12 ore di macchina per seguire la costa meridionale in direzione Malaga. Il sole era sorprendentemente alto e il riflesso del paesaggio semidesertico era davvero abbacinante. Continuavamo ad occhi strizzati superarando macchine italiane stracariche di valigie, divani, coperte, tavoli, ferme ai lati della strada con il cofano aperto per raffreddare il motore. Tutta gente di chiara origine nordafricana che tornava al proprio paese d’origine e che puntualmente avremmo ritrovato in massa nei rari e caoticissimi autogrill delle ‘autopistas’ spagnole.

Cabo De Gata: meraviglia! La nostra base fu San Josè piccola baia hippy nel golfo di Almeria, nella desertica regione di Almeria per l’appunto. Ci sono due spiagge interessanti a San Josè anche se ultra-frequentate da tutti i turisti che stazionano nell’area, trattasi della playa del Monsul e la playa dei Genoveses.
Nei dintorni di San Josè, mi pare a La Isleta Del Moro –Cafè de la Loma? Non ricordo..sorry- siamo riusciti a scovare un mini ristorante vegetariano con vista mare, un po’ caro ma se non altro ha rappresentato una raffinata alternativa ai soliti bocadillos con queso, panini al formaggio, che eravamo costretti a mangiare in mancanza di altre pietanze vegetariane.

Una notte, d’improvviso si alzò un vento molto forte che ci costrinse a svegliarci per rinforzare i picchetti delle tende. Era un vento né caldo né freddo, era a temperatura ambiente ed era accompagnato da piccole nubi marroni-viola che non riuscivano a nascondere del tutto il cielo stellato. Forse quel vento rappresentava il massimo esempio di perturbazione atmosferica che si poteva ottenere in quelle zone notoriamente prive di acqua, ora che ci penso.

La sensazione provata nel sentire sventolare le tende mi ha riportato indietro nel tempo, per la precisione a quando ero piccola e mi sorbivo in religioso silenzio –è il caso di dirlo- la parte dell’ultima piaga mandata da Dio nel film di ‘Mosè’ con Charlton Heston, quando soffia il vento della morte che uccide i primogeniti degli Egiziani.

Vorrei sottolineare che non mi sono assolutamente spaventata quella notte al campeggio, ma l’unica cosa che mi veniva in mente senza motivo erano i fotogrammi di quella scena.
E’ possibile che la causa di quell’associazione mentale malata risiedesse nei discorsi della serata? Avevamo infatti scoperto che le zone simil Death Valley dell’Almeria erano state scelte come location ideale per alcuni degli spaghetti-western di Sergio Leone..Sono pur sempre due nozioni cinematografiche, no?

Granada è l’Alhambra, tutto il turismo si sfoga lì e con questo intendo dire che per vedere questa maestosa fortezza araba, concentrato di tutta la cultura dei Mori dell’Andalusia prima della Reconquista, bisogna sopportare una media di 3 ore e mezza di coda per entrare.
Tuttavia questa estenuante attesa è dovuta solo in parte al considerevole flusso turistico, il resto è pura e semplice squisita disorganizzazione spagnola.

Una volta entrati nel complesso dell’Alhambra, come anche nella Mezquita di Cordoba, appare evidente come l’obiettivo della conservazione nel tempo del patrimonio artistico sia sacrificato alle richieste del turismo.

Gli 8000 privilegiati che ogni giorno dell’anno sono autorizzati ad accedere all’Alahambra sono lasciati completamente liberi di toccare ogni cosa e di camminare ovunque.
Mancano pannelli protettivi, percorsi segnalati, cordoni che evitino di avvicinarsi alle strutture più delicate, le conseguenze sono ovvie. Le decorazioni d’albastro e quelle in ceramica ad altezza uomo/bambino sono visibilmente consumate, scritte degne del Muro di Berlino sono disseminate ovunque anche sulle agavi.

D’altronde basti pensare alle migliaia di persone che si arrampicano per la foto ricordo sulle bestie di ceramica di Gaudì all’entrata principale del parco Guell –non so come si digita la dieresi- a Barcellona…
Poi, figùrati se a qualcuno di questi, in maggioranza italiani, sovviene qualche dubbio sulla correttezza delle loro azioni…vabbè.

PENSIERINI DELLA SERA.

Ho avuto modo di constatare che l’impatto del turismo su una terra ha comunque degli effetti devastanti se non altro da un punto di vista filosofico.
Nonostante abbia già girato un po’ l’Italia e l’Europa, questo tour della Spagna è stata l’occasione per riflettere a lungo sulla questione per la prima volta.

Premetto che sono parte della moltitudine turistica e quindi formulo osservazioni che riguardano anche il mio essere turista – anche se non salgo sul drago di Gaudì per la foto ricordo-

La moltitudine turistica con i suoi sandali ergonomici, gli zainetti, le telecamere, i k-way trasforma ogni luogo artistico in un non-luogo e la percezione negativa di essere in un non-luogo è avvertita inconsciamente da tutti. Esempio idiota, un modo per recuperare la sensazione di essere veramente in un luogo storico è cercare sempre di scattare la foto ricordo in un angolo dove non ci sono altri turisti nell’inquadratura e se questi compaiono ne si rimane un po’ infastiditi, si ritiene che la foto sia ‘rovinata.

Il non-luogo in quanto tale non può essere compreso e interiorizzato nell’insieme delle esperienze di ciascuno,perciò è necessario una chiave per decodificarlo e riempirlo nuovamente di significato e questo chiave è rappresentata dalla Guida.
La Guida seleziona ciò su cui il turista deve soffermarsi con intensità variabile. Può trasformarsi in un filtro totale come per coloro che rimangono estasiati davanti ad un elemento architettonico che la Guida definisce di pregevolissima fattura, anche se non se ne sarebbero mai accorti da soli, o può trasformarsi in un lieve spunto da cui partire per trovare aspetti da confrontare con la propria cultura. Secondo me, viaggiare E’ confrontare.

Christian mentre si passeggiava nei giardini arabi gorgoglianti d’acqua – gli arabi erano un po’ fissati con l’acqua-, ha fatto un’ osservazione collegata all’argomento a proposito deii filmini delle vacanze.

Secondo lui c’è una differenza di attitudine rispetto a quelli che in vacanza fanno le foto e quelli che filmano. Le foto spingono a ricordare l’evento mentre il filmato tende ad appiattire i ricordi. Con una fotografia si è costretti quasi a rivivere il momento in cui è stata scattata per ricostruire il contesto, per ricordarsi cosa c’era sopra-sotto-di fianco aldilà dell’inquadratura e del soggetto ritratto.
I filmati invece da questo punto di vista presuppongono un approccio passivo: l’inquadratura è ovviamente più lunga e versatile, spazia a 180 gradi, incorpora i rumori, quindi può sollevare il turista dal compito di ricordare.

Il ragionamento non fa una grinza, soprattutto se si considera la qualità dei filmini che abbiamo visto girare. Io mi immagino la serata della proiezione per gli amici che palla mortale deve essere stata tra riprese traballanti senza commenti o pezzi della spiegazione delle guide !

FINITI I PENSIERINI DELLA SERA.

Di Cordoba ho accennato della Mezquita, la moschea riconvertita a cattedrale, un esempio di quanto è riuscita ad essere prepotente e trabordante la religione cattolica nei confronti degli altri credi.
Alla faccia della tolleranza!
Bello e tranquillo il dedalo di viuzze che costituiva l’antico quartiere della Juderia: i portoni delle case nascondono i famosi cortiletti interni detti patios tenuti come gioielli, con aranci e fontane zampillanti.

Siviglia purtroppo è risultata la città più ‘antipatica’ per una serie di svariati fattori: dal campeggio a ridosso dell’aereporto con aerei in piena fase di decollo che volavano veramente troppo bassi, al caldo soffocante, alla totale mancanza di indicazioni, alla irrazionale viabilità spagnola, ai prezzi altissimi della zona del centro, al generale senso di trascuratezza, alla puzza dei cavalli da calesse.

Peccato perché avrei voluto visitare tutto con molta più calma e meno stanchezza.
La cattedrale è talmente imponente che si capisce a fatica quale sia la facciata principale e la parte posteriore. All’interno c’è la presunta tomba di Cristoforo Colombo e la pala d’altare più grande al mondo.
La torre campanaria alta 90mt, il solito ex-minareto riconvertito, è spettacolare di notte con la falce di luna appena accennata e i pipistrelli che svolazzano nella luce arancione.
Di fretta abbiamo visto 2 degli otto ponti costruiti sul Guadalquivir in occasione di Expo ’92. Leggeri e raffinati, avrei voluto vedere i rimanenti.

Plaza de Espana –e la tilde dove la trovo?!-costruita negli anni ‘30 è brutta, ma proprio brutta sia per lo stile, sia per lo stato di abbandono delle balaustre, dei pinnacoli in ceramica tipo zuccheriera e dei laghetti delle papere –povere paperottole sivigliane che fanno slalom fra sacchetti e bottiglie di plastica-

Bagno nell’oceano a Cadice, marea spettacolare, tutti i ragazzini che giocavano a calcio sulla ampissima battigia ed era già ora di avviarsi verso l’ultima tappa, Barcellona.

Un misero impietoso giorno per assaporare Barcellona.
Abbiamo fatto il possibile.Ci siamo dedicati a Gaudi. Parco Guell, Sagrada Famiglia –niente salita alle torri, non c’era tempo, muoviti Chris hai già fatto 24 foto solo qui-, Casa Battlò solo da fuori, idem per La Pedrera –troppa gente in coda, non c’era tempo, vabbè proviamo a vedere se dallo shop del museo si vede qualcosa dell’interno, -, la Rambla popolata come un quartiere di Tokyo e i gaufres, shopping alla Fnac –un sacco di cd-, Fiesta de Gracia, fine vacanza spagnola.

PENSIERINO DELLA SERA

Bisogna assolutamente ritornare a Barcellona.

OSSERVAZIONI E CONCLUSIONI

Grazie per la Vostra profonda attenzione. Io sentivo un bisogno interiore di dover riordinare i ricordi nella forma tangibile di un diario di viaggio, ma Voi potevate mollare alle prime due righe o non leggere affatto e invece siete giunti fino qui. Siete lodevoli.

E ora vado a dormire stanca per la bella giornata trascorsa –la maestra mi segnava sempre in rosso questa frase con cui concludevo tutti i temini, forse era riuscita ad intuire l’ironia che si celava dietro questa espressione..-























posted by milo @ 12:35 AM

0 commenti
---{ domenica, luglio 28, 2002 }---

Tutti i miei sforzi per non far apparire questo blog come una smemo da dodicenne, ma avendo ancora un’ora di autonomia prima di partire alla volta di Grado, –amena e lagunosa località adriatica- non riesco a farmi venire in mente delle considerazioni serie.

Tra due giorni è solo Spagna, infatti alle 18:00 mi reco da mammina a Grado esclusivamente per recuperare il Bancomat e per salutare tutti i familiari prima della partenza ( e per scroccare la cena!).

Giovedì è stata una serata significativa perché dopo miliardi di inviti, e-mail, accordi a voce, promesse in carta bollata finalmente Denis è riuscito convincermi che era il caso di iniziare questo dannato gruppo di cui si parlava almeno da 6 mesi.

E così fu. Tubo ha sponsorizzato –inchino in direzione di Tubo- gli ampli e il luogo delle prove. 2 chitarre e un tempo illimitato per suonare.

Come ci si aspettava che fosse, il gap generazionale fra Denis e me si è manifestato fin dalla prima nota. Lui preciso, originale, veloce, un sacco di tecnica, mai accordi scontati. Io mi perdo, tentenno, produco riff scontati, m’incasino sui ritmi mediamente complessi, tanto sconforto iniziale.

Nonostante questo sono saltate fuori due abbozzi di canzoni che ci hanno lasciati entrambi parecchio soddisfatti. Una che nasce dall’unico giro decente che ho saputo tirar fuori e l’altra, più d’atmosfera, che nasce –come tutte le migliori canzoni- dall’improvvisazione di un momento di puro cazzeggio sonico.

Voglio assolutamente continuare.
Influenze? Off minor e Fugazi versione ‘ballabile’ nei limiti delle (mie) possibilità….

Infine, un po’di pubblicità agli Esicastic, gruppo di Denis.








posted by milo @ 5:47 PM

0 commenti
---{ sabato, luglio 20, 2002 }---

Christian ha colto il punto.
Non ho fame perché le prime sere a casa da soli, senza mamme che scandiscono il ritmo della cena, funziona così.

Stasera all’interno di questo digiuno provocato dall’indipendenza rifletto sul fatto che non mi piace lavorare.

Non mi piace l’ambiente di lavoro classico dove si mescolano tendenze, dove sai che chi ti sta accanto è un pochino borghese, un pochino razzista, un pochino cattolico, un pochino nevrotico, un pochino scontato e che tu sei accettato – sono sempre gli altri che ti accettano nella loro grande famiglia- perché sei strano ma simpatico.

Nel classico ambiente di lavoro hai a disposizione una lista di argomenti indolori non compromettenti, oppure commenti i commenti del Messaggero Veneto senza buttarla tanto sul politico, oppure ascolti gli aneddoti degli altri sorridendo lievemente.

Argomenti indolori non compromettenti:
animali domestici e cuccioli in particolare
bebè
segno zodiacale
la colazione
le mete reali/desiderate delle vacanze
lo stato civile.

Poi c’è la lista degli argomenti che presuppongono delle conoscenze di base che tutte le persone normali hanno, ma che tu in quanto persona ‘strana’ ignori con nonchalance.

Ma come?!?
Non hai una squadra del cuore?
Non sai dove correranno il prossimo GP di Formula Uno?
Non hai una macchina preferita?
E un programma televisivo preferito?
E un modello di cellulare preferito?
Non vai a fare shopping?
Non compri i vestiti che vanno adesso?
Non hai un’opinione precisa sull’undici settembre (filoamericana possibilmente)?

Loro parlano di Stephen King, tu accenni che ultimamente vivi per Pennac, ma non puoi approfondire affermando che Pennac è eccezionale semplicemente perché usa le parole come cubetti da impilare.

Loro sprecano lodi su quell’indiscusso talento che è Tiziano Ferro.
Tu non puoi proporre la genialità dell’ultimo dei Fugazi, anzi il tuo filtro mentale razionale consiglia di non citare neppure due dei gruppetti che ascolti ultimamente.

Eppure questi dopo un po’ che li ascolti in silenzio, dopo che dai l’impressione di essere un elemento che non rompe e che non è pericoloso, si sentono autorizzati a snocciolarti gli eventi clou della loro vita.
Diventi confidente passivo.
Hanno bisogno di un ‘Ma dai!’, di un ‘Anch’io’ quando ti dicono che piangono sempre quando vedono ‘Miracoli’ e che Vigorelli è un bravo presentatore. ( no questo mai: ci sono dei limiti per la tolleranza)

Se non stai attento rischi di vederti recapitare un invito per passare assieme alla loro famiglia le feste di Natale 2002-2003 e presenziare ai compleanni dei rispettivi membri.

Fumando una cicca si aprono in distratti ma mai casuali scoop…’Quella volta che stavo con il mio
psicologo’ [pausa]…’ Ma ti ho mai raccontato di quando stavo col mio psichiatra?!?’ –decidiamoci, psicologo o psichiatra? Suvvìa baby, non penserai che sono sinonimi…-

Ogni tanto questo intrecciarsi di ruoli formali e privacy nel rapporto fra colleghi gode anche di aperture: ci sono delle ore in cui tutti mi sembrano personcine normali e perbene e che le mie non sono nient’altro che paranoie tipiche dei primi giorni di inserimento, ma poi si ripiomba nel baratro del trash.

‘Sai qual è la nostra canzone? Quella di Mariah Carey!’ e canticchia in diligente ital-english:’No I can’t forget this evening…’
Accade il peggio:’ L’abbiamo stampata su un cd personalizzato e regalato a mo’ di bomboniera a tutti gli invitati al nostro matrimonio!’.

Ma come? È la canzone della tua vita e non ti ricordi neppure come si chiama! Non sai neppure che è una cover! Ma poi come si fa a scegliere una sola canzone come canzone della propria vita senza possibilità di riserva? E, fammi indovinare, magari… copertina personalizzata con due innamorati che si baciano nella luce di un tramonto tropicale e contorni della foto sfumati?

Sono una persona malfidata.
Sono una persona disadattata.
Presuntuosa e saccente.
Appaio strana ma simpatica.



posted by milo @ 1:42 PM

0 commenti
---{ lunedì, luglio 15, 2002 }---

…qualche giorno fa…

per cena ho mangiato una pizza.
una di quelle comprate al supermercato.
una margherita senza pretese.
le mie coinquiline sono uscite per una passeggiata.
io, con sonno arretrato, ho deciso di rimanere in appartamento.
nel giro di 1ora sono crollata in un sonno profondo.
inizio a sognare.
un sogno dopo l’altro mi riempie la mente.
incubi.
sempre più incubi.
ho sete, ho caldo, mi giro e mi rigiro nel letto.
cavolo, la pizza era salatissima!!!
sete.
ho tanta sete.
ancora in piena fase di delirio notturno, allungo la mano verso il comodino.
afferro la bottiglia di plastica.
la svito.
e finalmente bevo….bevo, bevo…
ma che strana quest’acqua…
forse è rimasta troppo tempo nello zaino…
improvvisamente il mio alito acquista uno strano sapore…
spalanco gli occhi.
accendo la luce.
guardo cos’ho in mano.
NOOOOOOOOO!!!!!!!
la crema idratante alla vaniglia!!!!
Blaaaa!!! che schifooooooo!!!!
Com’è ho fatto a non accorgermi prima!!!!!

Vabbè..…E cumò?! (traduzione dal friulano: “e adesso?!”)
A parte il fatto di non essere stata in bagno per 3 giorni (di solito non sono così stitica),
sto ancora aspettando qualche effetto collaterale.
la crema idratante adesso è stata riposta dall’altra parte della camera,
chiusa dentro un armadio.
logicamente non posso sentire più il suo profumo:
appena apro la bottiglietta riesco a distinguere con l’olfatto tutti gli ingredienti del prodotto.
le mie coinquiline, dopo aver passato una notte in bianco preoccupate per la mia salute,
hanno deciso che per qualche tempo sorveglieranno attentamente ogni mia mossa.
i miei genitori si sono fatti grasse risate
e poi hanno iniziato ad elencarmi tutte le precauzioni per i prodotti non commestibili:
tenere fuori dalla portata dei bambini!!
cmq, ho dato un esame,
quindi mentalmente sono ancora a posto (forse).
i miei capelli non sono diventati color verde smeraldo
i denti non mi sono caduti
la mia pelle non ha un colorito giallognolo..

magari, non fa poi così male?! :)

ciao!

posted by jasmin @ 11:54 PM

0 commenti
---{ giovedì, luglio 04, 2002 }---

Perché mi hanno detto che l’ultimo Girls vs Boys su Jade Tree fa schifo? Non capisco.

Dal 14 al 24 giugno sono stata un’ anima in vacanza. In vacanza con la testa e con gli occhi. Solo paesetti abbarbicati, macchie di colore viola, ferrovie meravigliosamente ecocompatibili, limoni che occhieggiavano dai cortili delle case private, fichi d’india sul pendio scosceso indisturbati a godersi il panorama consapevoli di essere irraggiungibili dai raccoglitori. Non avevo mai visto montagne che incontrano il mare senza bisogno dell’intermediazione di colline e pianure.
Solitamente era Grado o Lignano e invece questa volta erano le Cinque Terre e l’Isola d’Elba e l’effetto di visitare uno zuccheroso paesaggio degno di una torta nuziale.

Rendo pure noto che questa era la mia prima vacanza on the road, insieme alla mia Punto ormai bianca solo nelle ditate di ignoti usate per tracciare un ‘Lavami!’ come promemoria. Si grazie, farò anche questa, anche se devo ammettere che il lavaggio della macchina non è certo il mio primo pensiero.
I 1700 km percorsi ci hanno procurato ( a me e a Christian) una grezza abbronzatura da camionista: braccio eternamente fuori dal finestrino e via!
Io ho biscottato l’avambraccio destro, a Christian è toccato quello sinistro. Quindi, a rigor di logica lui ha guidato di più.
La macchina si è dimostrata assolutamente indispensabile in Elba. Ma portarsela dietro nella pancina del traghetto è tutt’altro che economico: due passeggeri più auto valgono 35 euro all’andata, analoga cifra per chi ha intenzione di tornare sul continente. Non male per un’ora di navigazione.

Uno stradario vi racconterebbe il nostro viaggio così:

udine-torino*
torino-levanto
levanto-forte dei marmi **
forte dei marmi-piombino
piombino-elba + elba-piombino
piombino-trieste
trieste-udine per me – trieste-torino per Christian ( e ognuno ritornò alla propria normalità)


* il mio più lungo viaggio in solitario finora
** tappa intermedia per permettere a Christian e alle sue esigenze di ometto di potersi vedere il match calcistico Sud Corea-Italia.

Levanto, dove avevamo letteralmente piantato le tende in un campeggio confinante con la stalla di 4 cavalli assai loquaci (Frau Blucher!!!! ......iiihhhhhhhh!!), è un’ holiday resort che potrebbe essere paragonata ad una vecchia signora che guarda con nostalgia alla sua giovinezza, al tempo in cui era una gran dama corteggiata da tutti.
Non lo dico io, ma la cartacea guida. Non sono affatto d’accordo sulla definizione, ma sorvoliamo visto che tutto l’interesse è spostato sulle Fantastiche Cinque poste ad un tiro di schioppo ferroviario da Levanto.
La riga di paesini Monterosso-Vernazza-Corniglia-Manarola-Riomaggiore è collegata dal treno affollato di bagnanti ancora in costume che si spostano verso la spiaggia successiva. Per chi non va al mare rimangono le camminate nelle viuzze e nei portici che immancabilmente convergono a ridosso della marina del paese.

Abbiamo scarpinato e bighellonato a giorni alterni.Contemporaneamente stanchi o contemporaneamente attivi, non abbiamo avuto i classici contrasti rispetto al modo in cui doveva essere vissuta la vacanza.
Vernazza invece è stata scelta per il primo bagnetto di stagione dei nostri eroi.

Le assolate piazze dei paesi delle Cinque Terre nascondono delle impercettibili zone d’ombra che a loro volta nascondono una media di 7-8 gatti in siesta pomeridiana: li abbiamo osservati attentamente sbadigliare e valutare dal basso verso l’altro i turisti di passaggio e abbiamo concluso che in una prospettiva di reincarnazione (se avranno ragione i buddisti) è bene chiedere di poter fare il gatto alle Cinque Terre. Bassissimi livelli di stress e un sacco di amici fra gli umani.
Il resto del benessere era rappresentato dalle granite di metà pomeriggio, dai gabbiani (amichevolmente detti ‘cocài’ in friulano) appollaiati sulle punte dei pennoni e noi immancabilmente a fare il verso dietro ai cocài, da Christian che sacramentava con la macchina fotografica, dalle cenette fuori e dalla pratica di bagnarsi la testa sotto ogni fontana. E poi le lucciole assenti da lunghissimo periodo nei miei ricordi e lì presenti in quantità massiccia, con tanto di aerea e contraerea.

L’isola d’Elba mi ha stupito per la varietà di paesaggi che s’incontrano in cosi pochi chilometri quadrati di territorio. Avevamo appena sentenziato che la vegetazione laggiù è verdissima e rigogliosa e così soddisfatti e sorridenti dirigemmo la macchina alla volta del versante Sud. Davanti a noi a smentirci si presentò l’opposto della nostra affermazione. Le strade a strapiombo s’inerpicavano in un paesaggio polveroso e rossastro, tra cactus e piante grasse polverose anch’esse. Concordammo una certa somiglianza con i biomi del New Mexico.
( solo in cima al promontorio capimmo che quella specifica stradina del nulla a strapiombo sul mare che tanto ci ricordava il New Mexico era un percorso estremo per mountain bike intrepide; peccato che bisognasse ritornare a valle seguendo lo stesso tracciato!….).
Belle le città di Marciana, Marciana Marina, Portoferraio, Bagnaia ( dove trovammo un alberghetto incredibilmente a prezzi ragionevoli), un po’ insulsa Rio nell’Elba impietosamente visitata in auto ritraendo gli specchietti esterni nei passaggi più stretti del centro storico su e giù per discesone e salitine. Capoliveri soffre, a mio parere, di speculazione edilizia e non mancano i tipici impersonali centri di villeggiatura con strade dritte e circonvallazioni tra un albergo e l’altro.

Notte sull’Autosole a fare slalom tra i camionisti addormentati in centro alla corsia per raggiungere Trieste. Arrivo in mattinata, colazione in albergo ( ovvero il confortevole appartamento di Jasmin e ), indispensabile dormita fino a mezzogiorno e giro della città secondo copione. Macchè, neanche a parlarne. Abbiamo avuto la sfortuna di recarci giusto giusto nella città più calda d’Italia in quei giorni, talmente calda da meritarsi l’attenzione dei servizi dei tg nazionali così abbiamo dovuto rinunciare a tutte le gite in programma. Si stava in casa fino alle 18 senza muovere muscoli superflui, solo dopo si iniziava a bighellonare in centro alla ricerca di un gelato.

In questo modo abbiamo trascorso in fotocopia i tre giorni finali. La vacanza si è conclusa troppo presto con l’immagine di Christian che manda cuoricini intermittenti con le mani mentre scivola via assieme al treno alla volta di Torino.






posted by milo @ 6:39 PM

0 commenti
---{ mercoledì, giugno 26, 2002 }---

.............Merda,lo smalto nuovo sul tappetino del mouse............
Se non fosse che sono una persona tranquilla forse avrei gia ucciso qualcuno.Mi fa paura la gente,l'ingnoranza sconfinata della gente,
la convinzione di essere sempre nel giusto...........MACHISSENEFREGA tanto quando me ne ritorno a casa e ritrovo il verde dei prati,
l'odore dell'uva(in giugno?????)il mio cagnolone e quei pazzi dei miei,lascio che la fuori la gente diventi isterica perchè il vicino di casa
si è appena comprato un macchinone enorme(lavorando come un disgraziato ...)OH;MIO DIO
....perchè il figlio del vicino è + ben vestito del tuo(però sidrogapicchialamadredistruggeunautoallasettimanaèmilitantediforzanuovaecattolico
tradizionalistafaleretateagliextracomunitariperchèglirubanoillavoromanonfauncazzoelomantengonodaunavitaisuoi........Gay?ah,sono contronatura.........
Albanesi.......devono proprio venire a rompere i collioni da noi,VEH?!)

Verrebbe spontaneo augurare la morte a tutti ,ma,poi,NON AVREMO PIU' NESSUNO DI CUI RIDERE.

Anyway,forse dovrei parlarvi un po di piu' del mio ruolo di restyler,del mio rossetto preferito,del caldo che fa o di quanto mi facciano incazzare
alcune persone a me vicine,diciamo......ehm....."professionalmente",per i loro atteggiamenti che non sempre corrispondono alla coerenza
,correttezza e rispetto verso gli altri che tanto millantano a parole.......MA SONO PUR SEMPRE UNA LADY COI FIOCCHI E COME TALE
ASPETTO UN DEGNO CORTEGGIATORE CHE ORGANIZZI UNA CENETTA A LUME DI CANDELA E,DOPO AVERMI OFFERTO
UN MAZZO DI ROSE ED UN BRILLANTE MI CHIEDA GENTILMENTE.......................................................................................................
............................................................................................................................................................................................................
.................ME LA DAI????????

Cristo,siete tutti uguali voi UOMINI!!!!!


posted by screamin' @ 2:35 PM

0 commenti
---{ giovedì, giugno 13, 2002 }---


ebbene si, ci divertiamo con poco.

posted by milo @ 7:54 PM

0 commenti

Signorina mia responsabile era stanca, d’altronde come tutti in quel ufficio.

Fresco fino alle 16.
Alle 16:01 inspiegabilmente, forse per effetti di accumulo solare specifico, la temperatura si alza. Alle 16:02 non c’è nulla da invidiare alla temperatura ambiente dell’abitacolo della mia Punto parcheggiata nell’assolato piazzale.

Dicevo, signorina mia responsabile era comprensibilmente stanca di inserire contratti nel pc.
Umanamente si gira dalla mia parte e comincia a chiedermi quali sono i miei libri e film preferiti.

Come per la musica mi tengo sul vago, quasi sul nazionalpopolare, per non tradire impressioni sovversive: giusto giusto per non peggiorare ulteriormente la situazione dei miei due non proprio politically correct piercings. ( un punk è un punk anche in ufficio!….che cagate che dico!) e per evitare domande supplementari.

Indovinate un po’ cosa AMA la signorina mia responsabile?
Il primo scrittore che vi viene in mente per noi ggggiovani che amiamo il genere Horror, su dai!

Coro di voci bianche stanche: ‘Stephen King!’

Bravi.

Signorina mia responsabile però ha un moto di esitazione e precisa che suo padre non è d’accordo con questa sua passione: lui è membro –se non addirittura presidente- del Gris.

Tono tranquillo davanti ai miei occhioni da cerbiatto spalancati su un punto di domanda: il Gris, mi spiega, è un gruppo di volontari che indaga sulla dislocazione e lo sviluppo di sétte esoteriche/sataniche.

Fossero almeno un gruppo delle forze dell’ordine!Investigazione scientifica,collaborazioni con illustri sociologi o antropologi! Macchè. Sono semplici cittadini organizzati che con il tacito ( tacito mica tanto!) consenso della Chiesa cercano di combattere il diffondersi di credi
pericolosi per il cattolicesimo.

Sono seguiti gli immancabili aneddoti sulla presenza di versi satanici (‘Ti porterò una cassetta, così sentirai che robe!’) in canzoni di Zucchero, Queen, Led Zeppelin, Beatles,….sempre quelli insomma. La solita storia: se li ascolti al contrario sentirai frasi che inneggiano alla potenza di Satana, lamenti infernali, inviti ad atteggiamenti luciferini.

Per non parlare di quel cattivone di Marylin Manson…..(tuoni e fulmini)!
‘L’unico modo per difendersi dall’immenso potere di soggezione di tali personaggi è questo’ Bacetti ripetuti sul piccolo crocifisso che porta al collo.

Io di fronte a tutto ciò ho elaborato degli spunti di riflessione:

Punto Primo: Com’è che intere frasi di canzoni possano venire ribaltate e possano essere lette indifferentemente sia da sinistra che da destra e lo stesso vengono fuori proposizioni di senso compiuto?
Mi spiego:i palindromi ( frase o parola che può essere letta in entrambi i sensi ex. Osso, Anna..) quelli che finiscono nel Guinness Dei Primati, tanto per intenderci, hanno al massimo 15-20 lettere.
Questi che ribaltano interi pezzi di canzone allora sono dei geni!!!

Punto Secondo: Quelli del Gris sono equivalenti alle mai rimpiante Mamme Antirock.
Sono quelli espongono pubblica denuncia per vietare i Giochi di Ruolo o i Manga se un adolescente appassionato commette suicidio senza apparente motivo. Sono coloro che occasionalmente lanciano appelli per un ritorno alla moralità, sono dei piccoli Ned Flanders che vedono il tarlo dell’indecenza annidato in ogni aspetto innovativo della società. Patetici

Punto Terzo: perché questa gente si accolla il compito di sorvegliare le sétte? Per una morbosa curiosità verso i pagani che non vivono come loro alla luce del Signore, per un senso di paura mistica verso i poteri occulti di cui pure loro potrebbero rimanerne vittima?
Alla fine anche il Gris funziona con gli stessi meccanismi psicologici di una qualsiasi setta, mi pare.

Ultimo Punto: Sono proprio al passo coi tempi questi, che continuano a citare Led zeppelin e Zucchero quando vi è un ‘intera scena scandinava che certamente non si abbassa ai messaggi subliminali per reclutare nuovi adepti, anzi rende ben esplicita la sua devozione in Satana.

Ultimissimo punto: ma poi che gli frega a loro se questi vogliono adorare Satana?
E se alla signorina responsabile dicessi che più che all’agnosticismo tendo all’ateismo?
Verrei iscritta nel file degli indagati anch’io? Che palle questo mondo.


















posted by milo @ 6:59 PM

0 commenti
---{ domenica, giugno 09, 2002 }---

Non bisogna lasciar parlar troppo i clienti!
Sei tu che devi mangiarteli in un sol boccone!
Scavalca le segretarie delle aziende a colpi di ultimo miglio, convergenza, number portability, soluzioni integrate!; fai capire loro che non sono all’altezza dei tuoi termini tecnici e quindi devono assolutamente passarti qualche personaggio competente!


Ho iniziato a lavorare come telefonista e factotum della – tono di voce impostato, salite e discese enfatiche come sulle montagne russe- Wind-Infostrada!, -tuttodunfiato- lanuovacompagniatelefonica!.
E in questo piccolo mondo di ladri, ciò costituisce una novità abbastanza importante.
Perché è il mio primo lavoro serio, la vendemmia del novantotto non conta, e perché non ci speravo molto in questo lavoro serio piombato tra le mie mani all’improvviso, visto che la signorina mia responsabile mi ha urlato tutta la mattina che non ero assolutamente la persona adatta a quel lavoro.

Poi le cose sono filate nel giusto modo, le conversazioni sono diventate meno formali e più smaliziate e finalmente ho trovato un modo non posticcio per essere convincente senza l’utilizzo di toni aggressivi o di battute di sapore berlusconiano. Tutte le segretarie di Basiliano sono diventate amiche e complici.

A fine giornata la signorina mia responsabile mi ha stretto la mano per sancire il mio benvenuto a bordo. Innegabile soddisfazione, anche perché le ho fatto implicitamente notare che aveva sbagliato completamente il metro di valutazione nei miei confronti. Tiè!

Già il secondo giorno ho potuto rallentare il ritmo, prendendomi le pause giuste, facendo lavoretti collaterali, chiacchierando del settore miscellaneous. Non ho guardato nè i secondi, né i secondini che mi tengono in ostaggio fino alle diciotto.
Non ho sperato in catastrofi atomiche all’altezza di viale Tricesimo per mettere fine in modo elegante alla mia avventura lavorativa.

Signorina mia responsabile in un momento di calma telefonica:’ che musica ti piace?’
Io per glissare eventuali digressioni sulla bravura e bellezza di Tiziano Ferro et similia ho recuperato un espressione amorfa:’ si, no, boh…di solito ascolto pop…..’, ho riso interiormente pensando ai Locust e ho fatto un’altra telefonata alle pompe funebri di Palmanova che continuavano a darmi occupato.











posted by milo @ 4:36 PM

0 commenti
---{ martedì, giugno 04, 2002 }---

.....Just - me.....

"L'uomo si distingue dagli altri animali per una smisurata capacità di degenerare"

E.Cioran

posted by jasmin @ 6:55 PM

0 commenti
---{ sabato, giugno 01, 2002 }---

Omaggio a Via Volturno.

Il centro sociale di Via Volturno a Udine in questi giorni compie 15 anni. E sono tantissimi per un centro sociale anarchico nato in una zona che vive di alpini, sedie, vino e caserme.

Tutto è iniziato nel 1987 con un concerto supportato e trasmesso da ‘Radio Onde Furlane’ , altra istituzione del panorama autogestito friulano, a cui è seguita l’oocupazione delle due palazzine facenti parte del complesso dell ex-mercato ortofrutticolo.
La palazzina ‘b’ ha ospitato e ospita tutt’ora un Centro di Prima Accoglienza per immigrati, che ha sempre creato polemiche nelle giunte comunali udinesi che si sono susseguite nel tempo.
Nel ’91 vennero addirittura lanciate delle molotov contro la palazzina, alloggio degli immigrati ghanesi forse ad opera di gruppi di naziskin. Gli ordigni non esplosero, ma ci fu il rischio di una strage.
In totale furono tre gli attentati con bottiglie incendiarie ai danni del csa. Non male.

All’interno del collettivo del csa si sono sviluppati interessanti progetti e collettivi paralleli: dal progetto Usmis ( io al tempo ero piccola e scema e non frequentavo via Volturno, ma leggendo le pubblicazioni e sentendo i racconti altrui, pare che Usmis fosse un movimento artistico di altissimo livello, un tentativo di dadaismo friulano, una corrente cyberpunk in tempi non sospetti che permetteva a Luther Blisset di operare anche in questa landa sperduta), al Collettivo femminista libertario Dumbles (vuol dire giovani donne in una variante della lingua friulana) nato sia contro gli atteggiamenti sessisti sia per esprimere una sensibilità differente.

Da parte mia ho cercato di frequentare il centro sociale fin dall’età della ragione, passaggi in auto permettendo. Era la fine del 1994.
Sarà scontato, ma là dentro ho imparato moltissimo. Ho vissuto tutte le mie esperienze ‘forti’ di ingiustizia: ricordo l’episodio di quando abbiamo esposto sulla terrazza uno striscione contro la festa degli alpini e ci siamo ritrovati asserragliati nella palazzina per 24 ore da 500 alpini inferociti orgogliosi rappresentanti della sezione di Vicenza inferociti, finchè non è giunta la polizia a tirarlo giù il giorno dopo. Ricordo anche uno scioccante attacco dei naziskin udinesi proprio il giorno del decimo compleanno del csa, che paura fioi!

Via volturno, nonostante alcuni disaccordi sulla visione del mondo nazionalitaria-libertaria, mi è sempre piaciuto per il fatto che non si sia trasformato in un mero ritrovo piazzettaro e cannaiolo, per il coraggio delle azioni di denuncia del collettivo (memorabile il volantino ‘franz strunz’ dedicato al consigliere AN Daniele Franz, in cui veniva definito null’altro che un puzzone, con le motivazioni al seguito), per le iniziative, per i gruppi che ho visto (i Doom...e chi se li scorda più?) e che avrei voluto vedere se non fossi stata una pupetta delle elementari (primo tour europeo dei Fugazi santocielo!, Scream, Mdc, 2bad, Rain like the sound of trains etc..), per le dormite al quinto piano, a 3 metri da terra nel mitico letto a castello per gli ospiti, per le feste in cantina e i pignarul nella piazzetta ( tradizionali falò dell’epifania), per tutte le scritte che ho disseminato col passare delle stagioni…

C’è anche il sito . Per apprendere che purtroppo non è tutto rose e fiori…un palazzo della Regione a forma di sarcofago incombe.


posted by milo @ 6:17 PM

0 commenti
---{ venerdì, maggio 31, 2002 }---

......ok,ok, volevo fare solo un tentativo!!!!

....essiamosseri....(?!)

Jasmin(e).....un bagnoschiuma...un profumo...una pianta............una persona....un'ispirazione....c'est moi....
In trasferta a Trieste per frequentare la facoltà di scienze biologiche...a quanto pare a lungo termine visti i miei vari interessi ...in effetti riesco difficilmente a pensare una cosa alla volta.....magari però riuscirò a scrivere una cosa alla volta.....vedremo.....:)
Cheddire.... partiamo dalla mia camera: un collage di immagini ritagliate dai giornali attaccate sull'armadio, foto scattate da me appese ai muri, diapositive incollate sul vetro della porta....libri vari attorno alla scrivania, cd accatastati vicino allo stereo, un piccolo baobab di paglia in un angolo....
Spesso mi capita di guardarmi intorno per cercare qualche nuovo particolare: correlazione fra figure, geometrie dei contorni, contrasti di colore.......per fortuna non passo tutto il mio tempo in questa stanza!!...
mi piace stare all'aria aperta, camminare sotto un cielo azzurro, parlare con gli amici, ascoltare la gente....
sono vegetariana e questa scelta morale ed etica occupa una parte importante della mia vita...

sta suonando il telefono.....vado a rispondere.....ok,confermato: domani si va a Venezia!! Ziao!!!

posted by jasmin @ 5:14 PM

0 commenti

...what about you what about me and on and on and on all night long
what about you what about me and on and on and on don't stop talking...

posted by jasmin @ 4:48 PM

0 commenti
---{ mercoledì, maggio 29, 2002 }---

Diamo un’ambientazione spazio-temporale a questo essay.
Perché tutti gli scrittori, che non sono scrittori di professione iniziano così il proprio lavoro. E’ colpa delle scuole dell’obbligo se non eccelliamo in tecniche creative: ricordate? Introduzione e poi sviluppo e poi conclusioni personali. Intro e poi verse (e poi bridge) e poi chorus ( e poi special) e poi outro.

Il contesto storico sono io, posizione seduta sul letto ( potenza del laptop col dono dell’ubiquità ),posizione distesa in mancanza di ispirazione, che ascolto i Mineral e mi commuovo lasciandomi guidare dagli
Accorati lamenti
su arpeggi struggenti.

[…]
Ha! Ci siete cascati!

Ma valà!…La playlist sincera comprende: un live dei Face To Face, perché ho bisogno di semplicità, impatto sonoro e di qualche cover dei Social Distorsion.
Una selezione di canzoni del secondo lp dei Weakerthans.
La riscoperta degli Hoover.

Non è che questo portatile possa diventare mio? Istituisco ufficialmente una nuova tipologia di usucapione: se mia sorella non se lo viene a recuperare entro 30 secondi, me lo tengo io!

Oggi non so di cosa parlare di specifico, anche se rispetto a qualche ora fa la mia propensione all’ozio si è attenuata. Colgo magari l’occasione di mostrare il mio lato più umano lasciando da parte i resoconti e le recensioni, riempiendo il mio tempo con considerazioni più da blog.
L’unica recensione superstite di cui tratterei sarebbe quella dell’ultimo Musicanellevalli a S.Martino Spino, in provincia di Modena, ma la persona più indicata è questa o questa o questa.Sto sponsorizzando un po’ di blog attinenti e non, se non ve ne siete accorti.
Giornate musicali verdi e piacevoli, se non altro per il cazzeggio domenicale al bar sport e le capriole al parco.
Grafica del volantino clamorosamente ispirata da BrandNew Mtv.

L’apatia di questo pomeriggio caldo con orti che producono, uccellini che cinguettano davanti al garage e gatti che si appostano per catturare i suddetti, mi ha svuotato di qualsiasi intento collaborativo.

Io avrei voluto portare a sviluppare le Lomo, ma ne mancavano due e non c’erano soggetti interessanti a portata di mano per finire il rullino.
Io avrei voluto tirare fuori il tavolino in cortile, ma ciò implicava andare a chiedere a Enzo se aveva terminato di tagliare i rami dell’abete Pino.
Io avrei voluto portare ad aggiustare la bici una volta per tutte, ma sono stata vittima di una telefonata fiume.

La giornata era già finita alle 5 del pomeriggio.
Allora si che ho ascoltato i Mineral, fissando gli angoli dei poster appesi, gli accostamenti cromatici dei dorsi delle cassette.
Infine ho capito che così non si poteva continuare e ho trovato via d’uscita nella letteratura: a me il Glamour di giugno!










posted by milo @ 11:17 PM

0 commenti
---{ lunedì, maggio 27, 2002 }---

Mi è tornato in mente un film-gioiellino ‘The believer’, che come tutti i film-gioiellini indipendenti, ha lo sgradevole problemino di passare fugacemente nelle sale per 2 giorni e poi nulla più.
Era al multisala (13 sale per l’esattezza e sul volantino di presentazione si afferma che è il più grande cinema multisala d’Italia), un non-luogo che ho frequentato 3 volte.
3 volte, 3 sensi di colpa. Non è giusto che i cinema d’essai debbano scomparire per questi Mc Donald’s studiati per persone che non sanno cos’è il cinema e soprattutto non sanno stare al cinema.

‘The believer’ è un bel film premiato al Sundance Festival e racconta la storia assurda ma vera di un ragazzo ebreo che di fronte ai dogmi e alla chiusura mentale della sua gente diventa nazista.
Il fatto di cronaca da cui il film trae spunto risale agli anni ’60, il ragazzo apparteneva al Ku Klux Klan e quando un giornalista rivelò che era ebreo si uccise.
Henry Bean, sceneggiatore alla sua prima esperienza di regia narra una storia ben più complessa capace di creare un malessere indimenticabile.
Fin dalla prima scena si resta sconcertati, quando Danny (Ryan Gosling), testa rasata e maglietta con una celtica, in metropolitana tira via di mano e calpesta il libro religioso di un suo coetaneo ebreo.
Quando scende, Danny lo raggiunge e lo malmena perché l’altro non accenna un gesto di difesa.
Nei flashback s’intuisce che la protesta di Danny nasce dalla polemica con gli insegnanti della scuola rabbinica. Egli infatti contesta la sottomissione del popolo ebraico a Dio, da Abramo in poi, e non perdona alla sua gente di non essersi ribellata all’Olocausto.
Il tormento interiore di Danny lo conduce a diventare leader di un gruppetto di rozzi boneheads e progetta di uccidere rappresentanti ebrei di spicco.
L’intelligenza di Danny viene notata da due colti fascisti, che puntano a farlo diventare il punto di contatto tra le istituzioni e l’estrema destra grazie alla sue capacità oratorie e al suo aspetto da ragazzo perbene.
La confusione e la disperazione in Danny diventano sempre più aspre e quando viene condannato da un giudice ad ascoltare le testimonianze di un gruppo di ebrei scampati allo sterminio egli comincia ad immaginarsi sia come nazista carnefice sia come ebreo vittima.

La profondità della contraddizione è resa in modo stupefacente e perfettamente verosimile.
Chiunque veda ‘The believer’ rimane scosso e turbato con migliaia di domande, sufficienti per un cineforum interiore di almeno di due ore.
Insomma non è un film da liquidare con un ‘poche idee e ben confuse’ riferito alla contraddizione descritta nel personaggio di Danny......

posted by milo @ 7:34 PM

0 commenti
---{ venerdì, maggio 24, 2002 }---

Posso scrivere ciò che voglio qua dentro, che paura!
Peggio del temutissimo ‘tema libero’ che affibbiavano ogni tanto alle superiori, quando il prof era completamente senza idee e voleva leggersi il giornale in santa pace oppure voleva deliberatamente mettere in difficoltà queste nuove generazioni capaci solo di sano qualunquismo.

Ho interrotto la trascrizione di un racconto di T. Coraghessan Boyle –sembra un nome inventato, no? Soprattutto se la T. non è l’iniziale di un bel niente. E’ una semplice T., come quegli individui disgraziati che si trovano ad aver nome J. R.- perché la veste grafica del blog è impietosa per le opere letterarie. Stessa sorte per una novella della graziosa A. M. Homes – anche qui non è possibile sapere il first name-
Non ho voluto approfondire le domande marzulliane di ieri notte mentre tornavo a casa con fare ovattato.
Continuare a chiedersi come l’ha presa il gatto che ho quasi investito o come mai la fine di un filare di viti ospita quasi sempre un rosaio mi pare senza senso.
Nel primo pomeriggio è meglio discutere di argomenti più terra a terra.

Ad esempio che Sophie Dahl, la top-model che vantava un telaio di 1,80 mt. per una novantina di chili si è dovuta arrendere ad una dieta e ora, ben felice di entrare in una taglia 44, abbandona lo star system.
In un certo senso è un peccato, perché vedere le sue numerose foto sulle riviste ( la pubblicità del profumo Opium la ritrae sdraiata supina nuda con la pelle bianco latte: è abbastanza famosa) dava un senso di normalità, abituava ad una nuova visione della bellezza che sicuramente avrebbe giovato anche nella vita quotidiana. Anche a quei maschietti che apprezzano solo i fisici perfetti.
Invece la tendenza vincente sono le campagne pubblicitarie autoghettizzanti delle catene di abiti over 46, accompagnate da un pericoloso messaggio implicito. Siamo belle anche se siamo delle botti e visto che nessuno ci considera creiamo dei negozi dove le magre non troveranno mai nulla. (più o meno..)
Ben fieri di ideare negozi per taglie forti, perché invece non rifornire i negozi già esistenti di abiti dalla 32 alla 54 senza creare mortificanti distinzioni per chi è debole di spirito?
Perché le frustrazioni sono business, semplice.

Per chi mi conosce sembrerà strano che affronti un discorso simile, in effetti non ha a che fare molto col punk militante; non sono una persona che vive per lo shopping, anzi a volte desidererei che fosse introdotto il vestito collettivo in modo tale da avere una preoccupazione in meno, tuttavia volevo parlarne lo stesso, di questi anni duemila ancora più edonisti degli anni ottanta.
Spero di non aver fatto la figura della vedrana patàfe-bancs; leggasi zitella (vedrana) bacchettona che spolvera (patàfe), i banchi (bancs) della chiesa prima di sedersi per non essere contaminata dai malcostumati pervertiti che l’hanno preceduta.
La spiegazione è un po’ complicata, ma il friulano è interessante proprio per queste espressioni ermetiche. Ah, lo spelling è sicuramente sbagliato.



posted by milo @ 2:26 PM

0 commenti

remember when we we're young

and shine like the sun

posted by * g e n t l e man * @ 12:29 PM

0 commenti
---{ giovedì, maggio 23, 2002 }---

where do we go from here?

posted by Perdue @ 11:52 PM

0 commenti